Scappare con il bottino virtuale.

Mentre da virtual-economy.org si chiedono se il 2007 sarà l’anno dell’economia virtuale, citando alcuni link relativi alla situazione RMT cinese e koreana, bello il caso dell’instant messaging più popolare in Cina il “Tencent QQ” che sta introducendo tra le proprie funzioni una sorta di valuta globale i QQ coins , GameStudy.org riporta un articolo secondo il quale un ragazzo Cinese è stato arrestato in Jappone con l’accusa di non avere avuto il permesso di soggiorno ( the Immigration Control and Refugee Recognition Law ) in regola. Strano il fatto che il ragazzo aveva raggiunto quota 150 milioni di yen tramite il proprio shop cinese di contenuti virtuali! l’aricolo conclude citando i casi di altri Broker RMT koreani, arrestati appena dopo l’uscita nel paese, di leggi restrittive sulle valute virutali e lo scambio con la moneta reale.

Ancora sui minatori virtuali

..continuano a diffondersi documentari sulla vita dei “gold-farmes” e sulle loro condizioni di lavoro, dopo il documentario di Ge Jin (qui in un intervista), anche MTV overdrive (tv internet di mtv) propone un servizio sull’argomento, ecco il link, con tanto di intervista a goldfarmers, titolare di una gold farm cinese e qualche portavoce blizzard.

82 mila euro per il tuo mondo virtuale


Leggo ora da punto informatico che Ryzom, mmorpg di Nevrax software house in fallimento, sta per essere rilevato da una maxi-colletta organizzata dal gruppo Free Ryzom Project, ora a quota 81768 euro!

Dopo di che diventerà un mmorpg completamente open source che punta prima di tutto alla trasparenza e al rispetto per la vita privata degli utenti, alla condivisione e partecipazione aperta a tutti per lo sviluppo dell’intero progetto, con tanto di sistema di votazione democratiche “virtuali” (n.b. l’italia ha appena ritirato il voto elettronico) per decidere sulle sorti del gioco.
Resterà comunque una abbonamento mensile da pagare per il mantenimento dei server e di un piccolo gruppo di programmatori-amministratori.

Credo che il progetto sia molto interessante, dato che andrebbe a costituire il primo mondo virtuale totalmente libero e con tanto di diritti di proprietà (opere di ingegno) riconosciute ad ogni singolo utente, gli alterego virtuali stabiliranno tra loro rapporti che sfociereanno ad una veloce crescita economica (second life) ed anche un sistema politico o diventerà un mondo totalmente in preda all’anarchia?

1 giocatore su 9 è scoppiato!

Giochi come World of Warcraft, Guild Wars, e Second Life non permettono all’utente di concludere facilmente la propria esperienza “ludica” e dedicarsi ad altro, parole del Professor Mark Griffiths, direttore del International Gaming Research Unit alla Nottingham Trent University in Inghilterra, questo perchè tutti gli MMOG non hanno mai una fine e c’è sempre qualcuno nel mondo online.

In un test condotto dalla stessa università su 7000 giocatori di differenti MMOG è risultato che circa il 12% (1 su 9) di questi presenta almeno 3 segni di assuefazione “da mondo virtuale” fra questi: sintomi da crisi di astinenza, perdita del controllo, disinteresse per le altre proprie attività (si ricordi il brutto caso Koreano) e sbalzi di umore.

Il campione è composto da giocatori nella maggior parte maschi con un età media di 21 anni, qui l’articolo pubblicato su GameSpot!

Gold Farm, minatori virtuali!

DownloadBlog riprende oggi un interessante notizia, che già qualche mese fa girava su MolleIndustria che intitolava il Post “L’assurda vita dei minatori virtuali cinesi”.

Gold Farm
Fra i differenti fenomeni (o lavori ?) che tutto il complesso di MMO ed economia virtuale generano troviamo quello del Gold Farm, in sintesi, un gold farmer è colui che gioca diverse ore ad un qualsiasi MMO, con il solo scopo di accoumlare ricchezze (in word of warcraft sono Gold) per poi rivendere per dollari/euro il frutto del proprio gioco/lavoro. In Cina (ma non solo..) la cosa ha impattato così fortemente che a poco a poco (molto poco direi.. meno di un paio di anni) si sono costituite differenti società dedite solo alla raccolta e alla rivendita di oro virtuale.

Struttura molto semplice
Tali società sono costituite da un gruppo dai 10 ai 40 giocatori, che lavorano per conto di chi si è assunto l’investimento, dal del trailer “Chinese Gold Farmers” documentario sull’argomento, dell’autore Ge Jin, ciò che risaltà è la condizione di lavoro/sfruttamento in cui questi ragazzi operano, difficle non pensare alla situazione dei primi lavoratori nelle catene di montaggio fordiste. Un paradosso per l’economia del lavoro? un elevatissimo investimento Teconologico: si pensi ai server, connessioni, reti etc.. per svolgere un lavoro totalmente alientante e ripetitivo; chi fa gold farming infatti non si gode il gioco, ma si limita ad esempio ad ammazzare per ore, ore ed ore lo stesso mostro, cattivo, bandito di turno che assicura un compenso maggiore rispetto ad altri. Così ammazza, prendi il bottino, aspetta che ritorni in vita e ricomincia. Una spiegazione ed analisi più lunga sul funzionamento di una gold farm la potete trovare qui da TerraNova.

Sempre lo stesso documentario “Chinese Gold Farmers” mette in luce un altro elemento molto particolare: il fatto che tali società abbiano problemi ad attivare account paypal, in quanto in Cina vengono spesso bloccati, in tal modo possono produrre ricchezza virtuale ma non possono riceverne i frutti; la soluzione viene dall’utilizzare prestanomi europei creando cosi un doppio flusso di capitali virtuali e reali dalla Cina all’America (dove c’è maggiore domanda) che fa però scalo in Europa.

I trailers/interviste di questo documento, sono tutti disponibili su You tube, il primo da marzo 06, il secondo ed il terzo sono stati messi online solo pochi giorni fa.

fonti:. downloadBlog , molleindustria, Castranova