Non entrerai più in un camerino: come le aziende di moda innovano il retail.

Indubbiamente il settore fashion è quello che più di tutti sta introducendo la tecnologia all’interno dei propri store.
L’utilizzo delle nuove tecnologie è per i brand soprattutto un’opportunità di dialogo e interazione con il proprio target, durante il quale può ingaggiarlo offrendogli nuovi servizi e nuove esperienze.

Abbiamo fatto una breve ricerca e ci siamo aggiornati sugli ultimi migliori casi di utilizzo e integrazione delle nuove tecnologie nel fashion retail.

Topshop stagione dopo stagione si sta rivelando uno dei brand pioneristici in fatto di sperimentazione e utilizzo di nuove tecnologie.
A febbraio durante la London Fashion Week ha lanciato un contest su Twitter ed Instagram in cui le clienti erano invitate a postare il loro fashion week look con l’hashtag #topshopgoesvirtual. In palio c’erano dei posti in prima fila per la sfilata A/W 2014 e fin qui niente di eccezionale, ma la novità sta nel fatto che i posti per la sfilata erano “virtuali”. Erano posti nelle vetrine del flagship store di Oxford Circus, dove, grazie a degli occhiali con tecnologia Oculus Rift e delle cuffie, le clienti vincitrici potevano vivere le emozioni e le sensazioni di un vero front row.

Screen shot 2014-07-18 at 10.32.25 AMhttps://www.youtube.com/watch?v=3aziaqC26JE

Nello store di NEO Label di Adidas a Nurnberg, l’esperienza d’acquisto online si interseca con quella offline.
Adidas ha installato delle vetrine digitali con cui le persone possono interagire per visionare la collezione ed acquistarla direttamente.
Copiando un url sul proprio smartphone e inserendo un unico pin, la shopping bag si collega direttamente con la vetrina e si può iniziare l’esperienza d’acquisto interagendo con essa. Si possono visualizzare i capi e farli indossare a dei modelli virtuali, sceglierli e salvarli per un acquisto futuro o condividerli sui propri social.
Adidas permette di acquistare i capi anche durante l’orario di chiusura dello store fisico e questo porta un notevole vantaggio sia per il brand che per il consumatore.

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http://news.adidas.com/GLOBAL/Latest-News/adidas–Tests-the-New-Window-Shopping-Experience-of-the-Future-at-N-rnberg-Neo-Store/s/245172e1-8fb4-49d2-8f43-fc61326a4e48

 

H&M nel nuovo flagship store di Times Square ha inserito la tecnologia nei camerini, tramite postazioni iPad dove è possibile visualizzare tutta la collezione e anche effettuare direttamente il pagamento dei capi scelti, evitando così inutili code alle casse e relativa perdita di tempo per i clienti.

 

Anche Burberry ovviamente non è rimasta indietro.
Conosciuto ormai come il brand che meglio di tutti ha saputo cogliere le opportunità del digitale, nel proprio flagship store di Londra ha introdotto una serie di tecnologie che migliorano l’esperienza del cliente.
Specchi digitali nei camerini che grazie a un sistema di rilevazione chip su radiofrequenza mostrano i capi in passerella che il cliente sta per indossare.
Nei camerini per i bambini sono presenti iPad con App per disegnare e, infine, si può pagare comodamente seduti su uno dei divani dello store grazie a dei pos portatili.

http://www.architecturaldigest.com/shop/2012-12/burberry-london-flagship-store-regent-street-article

Marc Jacobs ha fatto parlare molto di sè quest’inverno, lanciando il primo Tweet Shop a NY in occasione della settimana della moda.
Nel Pop-Up store condividendo una foto su Twitter o Instagram con #MJDaisyChain si poteva ricevere un regalo del brand alla cassa. Il negozio inoltre offriva un’esperienza perfetta per le social addicted grazie a: wi-fi, lounge area, zona bar con dj set e area shooting.

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http://mashable.com/2014/02/06/marc-jacobs-tweet-store/

Diesel ha creato le Gif Booth. Simili alle vecchie macchinette per foto automatiche, le Gif Booth permettono di scattarsi Gif e condividerle sui social. Il brand le ha inserite in alcuni flagship store e ha poi raccolto tutte le animazioni in un tumblr.

http://vimeo.com/76591227

Nei nuovi concept store di Karl Lagerfeld si può visualizzare la collezione su postazioni iPad, commentandola e condividendola sui propri social e si possono lasciare commenti diretti allo stilista. I camerini sono dotati di Photobooth dove i clienti possono scattarsi selfie, customizzarli con i filtri di Karl e condividerli sui social. Inoltre l’esperienza di check out è resa fluida e veloce grazie a pos portatili di cui sono dotati tutti i commessi.

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http://blog.emakina.com/2013/05/08/new-karl-lagerfeld-store-in-amsterdam-offers-rich-digital-store-experience/#.U9YnRoCSyYo

Come Lagerfeld molti brand stanno cavalcando il fenomeno della “selfie mania”, ne parla anche Vogue qui, cercando di interagire con i consumatori anche offline, nei propri store.

Nei negozi Urban Degree scattandosi un selfie in camerino e postandolo con #urbanselfie si riceve automaticamente uno sconto alla cassa, oltre a gareggiare per ulteriori premi messi in palio per il look ritenuto più rappresentativo dello stile del brand.

http://newtosocialmedia.wordpress.com/tag/urban-degree-clothing/

French Connection ha creato la campagna #canthelmyselfie interamente dedicata ai selfie in store.
Il brand ha studiato un’intera esperienza per i clienti, infatti si poteva prenotare online o in store un appuntamento nel negozio, dove poi scegliere un outfit e, dopo trucco e parruco effettuati da un professionista, scattarsi dei selfie che venivano proiettati nelle vetrine.
I selfie venivano poi votati dai passanti direttamente sulla vetrina oppure online sul sito dedicato. Per i vincitori in palio sconti e regali French Connection ovviamente.

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