Enterprise social 2.0 – Rip or Roi report (part 2)

Ecco il report della seconda giornata di Enterprise Social 2.0 – Rip or Roi

1. Tormod Askildsen, Senior Director for Community Development – LEGO

Lego ha un incredibile seguito su tutti i network: esistono 275k video su di loro su youtube. Dicono: noi non siamo i proprietari del brand, sono gli utenti i proprietari del brand.

Tra i progetti che portano avanti:

– Lego Certified Professionals
– Lego Factory (crowdsourcing dei modellini)
– Lego Architecture (joint venture con un architetto)
– Lego Fan Media Business (rivista)

CUUSOO

Le persone possono costruire modelli, farli votare e quando un modello supera mille voti viene messo in produzione e l’autore percepisce delle royalty: per ora è successo solo a un modello.

Lego è un ecosistema che produce e consuma valore relazionale: il compito dell’azienda è facilitare le realazioni azienda-fan, ma anche le relazioni tra i fan.

L’ipotesi di base è che c’è già molto entusiasmo intorno al brand ed è possibile, per l’azienda, creare delle realzioni.

LegoClick.com

2. Jussi-Pekka Erkkola – NOKIA
“Re engineering marketign and changing the mindsets”

Nokia sta cercando di ristrutturare il proprio business da produttore di cellulari a fornitore di contenuti.
Si parte dalla sm strategy: hanno cinquanta account su Twitter.

Marketing

Product
Place      | – > product creation
Price      /

Promotion -> marketing / communication

Are we gatting immune to “advertizing”? Nokia mostra una heat map in cui nessuno clicca sulla pubblicità

Owned, bought and earned media

Niche is becoming the norm

I media “earned” guadagnati sono la forma di comunicazione che riscuote più fiducia tra i consumatori, ovviamente

Portare l’idea “connecting people” sut tutti i versanti, anche all’interno dell’azienda. Nokia è su diversi mercati, diverse nazioni che usano device diversi.

Cos’è il marketing in un mondo digitale? Non possiamo più pensare che il tradizionale funnel funzioni ancora. Il marketing è una conversazione. Ascoltare, in alcuni casi, è meglio che parlare.

“Conversation is the new conversion”

Nokia divide così la sua strategia:

owned media -> clienti

bought media -> estranei

earned media -> contatti con i quali c’è una conversazione, fanbase

Tendenzialmente Nokia vorrebbe diminuire i media “bought” a favore degli altri due.

Nokia intende aumentare l’importanza dello sviluppo di prodotto: concept, production e media buy, ora il rapporto è 15-15-70, lo vogliono portare a 30-30-40.

Il marketing deve essere sostenibile: andare oltre la singola campagna, andare avanti, continuare a parlare alla fanbase.

Il marketing deve essere Scalabile: costruire altri pezzi del prodotto, in modo da consentire economie di scala e una crescita maggiore

Il marketing deve essere Significativo: parlare di meno, fare di più

Il marketing deve essere Misurabile: ROI

Dalle 4 p alle quattro E di ogilvy: Experience, Everywhere, Exchange e Evangelism.

3. Sean MacNiven, Head of Web Services, Global Communication – SAP

“Never let a good crisis go to waste”

Connetti sempre la tua strategia social a un obiettivo.

SAP ha sviluppato un complesso sistema interno di gestione della conoscenza (basato su una wiki di Atlassian Confluence), in cui spicca il “forum” Questions and Answers, che ha totalizzato 50k views, 35k+ voti e più di 500 domande nelle prime 24 ore. Il management risponde alle domande con più voti.

Anche SAP crea delle sm guidelines, formate in modo collaborativo, mutuate in gran parte dalle policy di IBM.

Le community interne sono di tre tipi:

Ecosistemi Aperti

  • Senza confini definiti
  • Legami deboli
  • Introiti psicologici
  • Amplie fluttuazioni

Ecosistemi chiusi

  • Incentivi misti
  • I confini esistono, ma possono non essere chiari
  • Si creano dei gruppi definiti
  • Introiti psicologici
  • Fluttuazioni medie

Team

  • Gestione diretta
  • Limiti organizzativi
  • Poche fluttuazioni

Il cambiamento parte dall’organizzazione: piccoli passi possono portare a crescite notevoli in termini di ROI. La base di tutto è la fiducia nei propri dipendenti.

4. Michael Heiss, Vice President of Knowledge, Innovation and Technology – SIEMENS

Social media and ROi

da rip or roi, a rip for roi.

“All business plan look the same: you lose money for three year (break even), than you start earning. Why should a CEO or CIO believe this business plan?”

Siemens prova a misurare il ROI per TechnoWeb 2.0 come riduzione dei costi (riduzione dei costi di 0,4 mln nell’anno 08/09, grazie alla diminuzione di richieste di supporto tecnico) e massimizzazione dei risultati ottenuti.

TechnoWeb 2.0, in sostanza, è un motore per cercare le persone che conoscono la risposta alle tue domande. L’unico requisito è iscriverti a un social media.

Heiss prova a utilizzare la metodologia della balanced scorecard per calcolare il ROI complessivo dell’iniziativa, focalizzandosi su un indicatore facilmente misurabile: il flusso finanziario collegato alla produzione dell’iniziativa. Tuttavia i movimenti monetari non sono l’unico valore che questa iniziativa genera: use-cases vengono continuamente elaborati e sottoposti al middle-management attraverso una serie di workshop, in modo da comunicare strumenti anche complessi (in questo caso, i mashup).

5. Adam Wallace, Head of New Media Marketing – ROGER SMITH HOTEL

L’hotel newyorkese (Roger Smith Hotel) cerca di essere meglio dell’hotel medio, con collezioni d’arte e una completa presenza online.

La storia è che un membro dell’hotel ha avuto 13 tumori al midollo e ha iniziato a usare Twitter perchè bloccato sulla sedia elettrica. In questo modo ha raccolto una community di persone che andavano agli eventi: ora hanno 5000+ followers su twitter.

In seguito, hanno iniziato a produrre contenuti e a trasmetterli online riscuotendo un ottimo successo: podcast e video prodotti nelle camere, per esempio. Tutti i contenuti vengono realizzati all’interno dell’albergo, dal personale esterno.

Midtown Manhattan Hotels Hotel with Suites in New York City - Roger Smith Hotel - Hotels in Manhattan New York City, NY

Alcuni esempi si possono vedere sul loro canale YouTube: http://www.youtube.com/user/rogersmithnews

Il primo video venne realizzato per creare un po’ di buzz, il secondo per fare qualcosa di divertente (e ottenne 5000 retweet)… e così via.

I risultati sono stai un’incredibile fiducia (loyalty) e un’incredibile quantità di word of mouth. Ed è l’unico tipo di revenues che sono riusciti a misurare. Tra l’altro, Adam Wallace è convinto che quello che sta costruendo è una relazione di lungo termine con i propri clienti.

Poichè il pubblico parla continuamente del brand, tutti i dipendenti devono sapere che sono sul palco, sotto una lente di osservazione, e comportarsi di conseguenza.

6. Ramon De Leon, Operating Partner & Social Media Visionary
DOMINO’S PIZZA CHICAGO


I cannot make money selling pizzas for One Dollar, but I can make money off the conversation it creates

Domino Pizza crea dei contest a tempo: a chi risponde entro un minuto paga la pizza un dollaro… etc!

Regole di ingaggio

– Sii parte della conversazione, o iniziane una

– Controlla le tue impostazioni di privacy

– Usa le liste per categorizzare i tuoi amici

– Sii reale e trasperente: sii te stesso

– Non esistere se non sei disposto a coinvolgerti

La conversazione è la nuova moneta online. Twitter è una miniera di conversazioni.

Ramon de Leon usa uno strumento simile a twitterdeck (monitter) per controllare la localizzazione dei tweet per area geografica.

Se il “fuoco” arriva dai social network, abbiamo bisogno di “acqua” per spegnerlo: monitorare costantemente e rispondere a tutti i problemi e a tutte le critiche.

La storia è la seguente: Ramon vede che amy_interactive ha un problema, le è arrivata la pizza sbagliata. Amy se ne lamenta su Twitter. Ramon non riesce a farle recapitare una pizza corretta in tempo, così prende una videocamera, ci mette la faccia, e le manda un messaggio di video scuse (che è qui). Il video fa 100k views.

Un’altra: Ramon vede un messaggio che dice che Domino ha finito le pizze. “Domino’s out of pizza”. Ramon gli offre tre pizze un altro giorno, al lavoro. L’effetto è WOW.

L’obiettivo delle sue azioni non sono i numeri: è cambiare la testa della gente, fargli condividere le emozioni riguardo al prodotto, sorprenderli.

Tra le altre tecniche: fotografare una pagina di giornale con le proprie pubblicità (fetta di pizza gratis) e condividerle su twitter, per moltiplicarne l’effetto.

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