Re: Nuovi Media Nuove Persone – L’azienda di servizi (b2b)

Ecco l’ultimo dei quattro casi ( b2ccommunityfreelance – b2b) sviluppati durante le lezione di Webmarketing di Nuovi media nuove persone.

Il gruppo formato da Francesco Zambelli, Paolo Savoldi, Giuseppe Romagnoli, Marc Djilé, Matteo Capra ha lavorato su di un progetto d’espansione online per un’azienda di servizi del mercato b2b. Come nei casi precedenti anche il soggetto di questo caso è stato dettagliato da alcuni elementi , tra gli altri, l’azienda:

  • ha un sito ed un blog.
  • Il blog è letto solo da loro clienti.
  • non ha molto tempo da dedicare al blog.
  • ha medie possibilità da investire.
  • non usano social network.
  • è una pmi che lavora con altre pmi.
  • opera in italia.

Il gruppo, differentemente da altri, ha scelto di muoversi portando il caso studio direttamente su di un caso aziendale reale, per il quale è stata realizzata un’analisi della situazione attuale, legata al prodotto/servizio ed alla concorrenza, che ben ha delinato i punti di forza e di debolezza della presenza online del cliente.  Da questa la scelta di strutturare una strategia di marketing non direttamente orientata al pubblico delle PMI ma a professionisti/consulenti (che lavorano per/in pmi).

La strategia, articola e complessa, si muove grazie ad un social media plan attorno ad un brand/personaggio creato appositamente per catalizzare l’attenzione: Iva.no – professione schiavo.
Un personaggio creato appositamente per quel tipo di pubblico: questo si interesserà essenzialmente di questioni legate a partite iva, finanziarie, legali e di mercato, con taglio fortemente ironico/sarcastico.
Questa presenza verrà amplificata e comunicata attraverso i social media, blog e newsletter con l’obbiettivo finale di comporre un db di contatti.

Segue la presentazione del gruppo.

4 thoughts on “Re: Nuovi Media Nuove Persone – L’azienda di servizi (b2b)”

  1. Ciao Fabry, ti posto qua alcune domande sorte dopo la lettura del case study degli studenti. Le domande sono riguardanti i metodi utilizzati per quantificare e misurare l’impatto del progetto proposto.

    L’investimento iniziale è di 5000euro, e per il primo anno abbiamo, in sostanza, un mantinemento delle visite al sito di Orma, grazie al solo SEO (come scritto nel progetto).
    Grazie alla veicolazione degli utenti si pensa di aumentare le visite con un guadagno di 7000 utenti unici.
    Come è stato quantificato l’incremento di visite?
    E’ possibile quantificare un ROI sull’incremento di visite al sito dal primo al secondo anno? Cioè, è possibile quantirificare un ritorno sull’investimento iniziale, anche solo in percentuale, dato solo dal delta tra le nuove visiste al sito e quelel vecchie?

    L’obiettivo finale è quello di avere un 5% di visitatori diventare clienti, e come percentuale direi che ci sta tutta. Magari erroneamente, ma mi baso sulla 1-9-90 come regola, e un 5% è abb giustificato, ma, appunto, questa stima, del 5%, come è stata calcolata?

    Un 5% in più sui clienti in un anno è veramente tanto, ed è un chiaro messaggio verso l’azienda. A dirgli che ci si auspica di guadagnarci 350 clienti in un anno è un forte incentivo per Orma a investire i 5000 euro suddetti.

    Grazie mille per le risposte ai quesiti e ne approfitto per mandare gli auguri di buone feste ^__^

  2. Ciao Diego,
    e grazie per l’interesse dimostrato nei confronti del nostro lavoro.
    Ti risponderò per punti, sperando di essere più chiaro possibile.

    1) E’ importante sottolineare la differenza tra visite ed utenti unici e, nelle nostre proiezioni di traffico (18.000 il 1° anno e 25.000 il 2°) parliamo di VISITE. Quindi il delta di visite tra primo e secondo anno NON implica un aumento di 7.000 utenti unici.

    2) l’incremento delle visite è stato calcolato sulla base di esperienze personali pregresse. Esse ci hanno portato a considerare il 45% d’aumento delle visite un obiettivo perseguibile.

    3) Il tasso di conversione (fermiamoci, per comodità, alla NEWSLETTER e non al passaggio successivo newsletter-cliente) passerebbe dall’1% del primo anno al 3,5% circa del secondo. Secondo noi questo aumento è del tutto giustificabile in quanto ricalca la maggiore efficacia nella comunicazione che, col tempo, il blog assumerà e l’aumento della pertinenza, dell’utilità e dell’appetibilità che i contenuti andranno acquisendo col tempo.
    Per incentrare di più il discorso sul ROI, dobbiamo tirare in ballo il fatturato dell’azienda, ma direi che di questo non è opportuno parlare online. Ma ammettendo che i clienti commissionino un singolo lavoro ad Orma nel corso dell’anno di iscrizione e quantificando fittiziamente l’importo di tale lavoro in € 1.000 (usa poi tu il moltiplicatore che ritieni più opportuno), la società Orma andrebbe ad avere un ROI del 180% il primo anno e del 240% il secondo (sempre sulla base di un investimento annuale di 5.000€)

    4) per quanto riguarda la percentuale del 5%, sottolineo il fatto che essa si riferisce AGLI ISCRITTI ALLA NEWSLETTER e non alle visite. Quindi stiamo parlando del 5% di 180 per il primo anno (9 persone) e del 5% di 250 per il secondo (circa 12 persone). Avrai certamente notato che gli iscritti alla newsletter corrispondono all’1% delle visite. Questa cifra, realistica, è stata oggetto di dibattito all’interno del gruppo, ma abbiamo ritenuto plausibile (sempre in base a nostre esperienze pregresse) il suo raggiungimento in quanto il blog che andiamo a creare è molto settoriale e riguarda tematiche calde, che è bene tenere d’occhio (con una newsletter, appunto)
    Il 5% in questione è stato preso (sempre ottimisticamente ed in base a precedenti campagne di webmailing) come quantificazione del potenziale di tutto il progetto. Tieni presente che, a fianco del blog e di tutto ciò che vi sta attorno, le politiche della società di consulenza prevedono anche un piano di marketing mirato sugli iscritti, che tende appunto a trasformare l’iscritto in un cliente.

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