Re: Second life – Second business (Brescia)

Breve (personalissimo) estratto del seminario avvenuto ieri a Brescia,

Apre il seminario Matteo Meroni – Vice Presidente del Settore Formazione & Stampa AIB, con una breve presentazione di SL cita parte dei dati, numeri e casi che più han colpito negli ultimi mesi, la stampa ed altri media non specificatamente del settore, si tratteggia in tal modo una situazione che a mio parere non rispecchia le realtà di SL.
Prosegue cercando di evidenziare quali aspetti possono avere in comune SecondLife con l’opera cinematografica Matrix e come l’universo di Linden possa aiutare l’industria, in particolare quella Bresciana: un piccolo riferimento ad una possibile idea di telelavoro virtuale orientato all’assistenza e alla manutenzione di macchinari reali illustrati tramite il reciproco digitale. L’intervento si chiude con la proposta di una possibile presenza di AIB in SL, ma non ne vengono fornite finalità, motivazioni, architetture.



L’intervento di Mario Gerosa – Giornalista e scrittore, esperto di mondi virtuali, offre sicuramente l’esposizione di maggior impatto per chi già conosce il tema del seminario, andando oltre la classica presentazione dell’ambiente virtuale, evidenzia aspetti positivi e negativi della piattaforma, soffermandosi su gli elementi di rottura con le altre tecnologie presenti in rete:
1.un mondo virtuale creato da chi lo abita.
2.la nascita di un economia virtuale.
3.il poter volare,il decidere come vestire e cosa costruire:come questi elementi possono influire a livello delle dinamiche sociali.
Gerosa evidenzia l’inutilità e la tristezza della replica fine a se stessa dell’aziende nel virtuale, costruito il proprio headquarter digitale, questo viene, solitamente, velocemente abbandonato a se stesso, riempiendo l’ambiente di scheletri virtuali di architetture sempre nuove ma mai utilizzate. Un buon progetto dovrebbe anche valutare e considerare l’utilizzo di lavoratori sempre presenti nella struttura, indice di una reale presenza dell’azienda in SL:“brandizzare gli avatar”.
Breve accenno alla società di SL, basata sulla meritocrazia e che porta una netta distinzione tra chi produce, chi crea, da chi utilizza e vive SL passivamente.
Qualche riferimento ai modelli di business di maggior successo: il virtual commerce, real estate, lo scripting & building. Accenni al caso italiano di Gabetti.

Tra gli elementi negativi Gerosa individua, un cattivo metodo di ricerca interno a SecondLife che non permette di trovare e farsi trovare facilmente, l’inutilità data dal rifiuto di linee politiche, convenzioni e/o accordi per l’architettura,il generale rifiuto di ogni tipo di formalismo. L’irraggiungibilità italiana a SL dato la bassa diffusione di Banda larga sul territorio.


Marco Cadioli – Docente di “Digital Media” all’Accademia di Comunicazione di Milano e di “Tecniche di Scrittura Multimediale” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, chiude il seminario presentando una serie di immagini scattate all’interno di SL.
Le fotografie apparse su differenti teste, spaziano dal sociale, all’artistico, al marketing passando per il politico, indicate sia per chi è già “esperto” di SL sia per chi si sta avvicinando per la prima volta.

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