Re: Nuovi Media Nuove Persone – Il dolce di lusso (b2c)

Qualche mese fa annunciavo su questo blog la mia partecipazione al Master “Nuovi Media e Nuove Persone” tenuto dall’Accademia S.Giulia di Brescia.
E’ stata un’ottima esperienza grazie alla quale ho avuto modo di poter lavorare con nomi “della rete” del calibro di Domenico Quaranta e Marco Cadioli – fin ad ora incontrati solo sulle pagine della mia vecchia tesi . La maggior gratificazione mi è arrivata però dal veder crescere in esperienze e competenze una ventina di professionisti passati da un utilizzo del web di tipo strumentale ad una più profonda conoscenza delle dinamiche di rete.

Durante i 3 corsi che ho avuto modo di tenere: Social Network base, WebMarketing base ed avanzato, ho proposto ai corsisti di seguire 4 casi aziendali: di svilupparli, analizzarli e per proporne idee e soluzioni. Un social network , ning, ci ha aiutato a collaborare, scambirci link, informazioni, commenti ed ad organizzare il lavoro dei 4 gruppi da 5 studenti.

In questa mini serie di post intendo raccogliere le presentazioni ed il lavoro svolto dai diversi gruppi su questi “casi studio”.  Ma andiam con ordine…

il caso b2c – il dolce di lusso

il gruppo formato da Angela Iussig, Francesco Raucci, Giacomo Lamperti, giorgio merigo ed Elena Cecchini, si è trovato ad affrontare un caso b2c molto particolare: affermare sull’online un brand destinato ad un mercato food/luxury con un budget, messo a disposizione per il solo online (social media), di 7000€.
Il loro lavoro ha definito il cliente e i suoi bisogni, il prodotto, il target ed i profili, le linee grafiche e la corporate image. Hanno inoltre pianificato una strategia di posizionamento a 360 gradi che ha riguardato un blog, un sito ed alcuni social media. Cuore del progetto una strategia di buzz generata da un viral video (prevista una serie) che ,nei piani, porterebbe la rete ad interessarsi prima al video, poi a ricercarne i particolari in esso contenuti ed infine a scoprire il sito/blog del prodotto. Una strategia/comunicazione dal sapore noir probabilmente molto vicina alle aspettive ed al target di un lussuosa “cena con delitto”.

il nome scelto per il prodotto/brand è stato Complice.

segue il video ..

e alcuni screenshot ..

Google Wave – day 2

Drag & Drop

Ho risolto il problema avuto l’altro giorno: un paio di riavvi di Firefox e l’attivazione di Google Gears hanno funzionato. Il drag & drop sulle finestre di chat (in editing) funziona molto bene e snellisce di parecchio il processo di condivisione d’immagini, rendendo un software web based del tutto simile ad un app sul desktop.

Draft

Il draft non è ancora momentaneamente attivabile, per cui, tutto ciò che viene scritto arriva direttamente sulla wave, errori e reazioni a caldo comprese.

Ordine cronologico & comunicazione segmentata

Non amo l’ordine cronologico di Wave, contrario rispetto a qualsiasi classico IM.
Gli ultimi messaggi di chat/wave si trovano sul fondo del flusso di comunicazione, non all’inizio, per cui capita spesso di dover scorrere tutta la wave per arrivare all’ultimo messaggio inserito.

La possibilità offerta di commentare e rieditare anche i vecchi messaggi inseriti  sembra portare più confusione che essere d’utilità: tornando al parallelo con un IM  è un pò come se vi fosse permesso di modificare ed aggiungere informazione ad un commento ormai seppellito nella history.

L’immagine sotto illustra un pò la confusione che oggi si crea nella comunicazione con wave, i numeri in verde rappresentano l’ordine cronologico dei messaggi inseriti nella chat.

Click to add

Ad ogni click , all’interno della wave , corrisponde un nuovo messaggio (vedi sopra). Questa funzione è un pò fastidiosa, in quanto in breve tempo vi farà trovare con 3 o 4 messaggi di risposta vuoti. Auto-spam?

Ancora su Gadget & Robots

Grazie ai commenti ricevuti nel post precedente sono riuscito a trovare una nuova repository per i plugin di wave! Per il link vi rimando ad altre Prime impressioni su Google Wave di La “Tartaruga Tecnologica”.

World Business Forum – Rivoluzione Digitale.

Al ritmo di una a settimana ecco gli appunti presi direttamente al World Business Forum, organizzato da HSM. Titolo della giornata “Rivoluzione Digitale, internet i miti da sfatare”. Sono rimasto piacevolmente soddisfatto dalla giornata, sopratutto per aver potuto ascoltare alcuni casi aziendali che ancora non conoscevo.

  • SVILUPPO BUSINESS 11.30-12.30 Non è vero che… Le piccole imprese non possono competere con le grandi Isidoro Trovato, CorrierEconomia, modera: Lucio Carli, direttore attività online Fratelli Carli, Benedetto Lavino, Direttore Sviluppo Business gruppo Bottega Verde

E’ stata offerta qualche slide di presentazione di Netcomm: consorzio che raccoglie operatori del commercio elettronico  italiano, fra cui e bay e paypal. Alle quali sono seguiti altri dati (elaborati dal politecnico di Milano e Netcomm) che hanno ben inquadrato la situazione italiana nell’e-commerce, di seguito alla rinfusa :

  1. Forte aumento delle transazioni online in italia, ma si parla ancora di un volume minimo rispetto ad altri paesei.
  2. Aumento del valore medio su ogni ordine effettuato.
  3. Sono ancora poche aziende italiane impegnate nell’e-commerce solo 20 sono realmente rilevanti, fra queste il 50% è composto da dotcom, aziende nate in internet.
  4. Forte crescita dell’estero sul mercato online italiano.

Il Caso olio Carli.
Storicamente Carli distribuisce direttamente a casa del consumatore, prima via catalogo ed ordine telefonico, poi via internet, giá nel 1996. Ha una strategia online distintiva che propone valori nuovi e diversi da quelli comunicati nei classici canali si distingue anche un approccio più friendly verso il cliente.

Carli dispone di una gamma di siti differenti per prodotto, in partnership con Google lavora sul il key ranking ed espansione commeciale estera.

Oggi crea contenuti per il consumatore che veicola attraverso un Blog di ricette, prossimamente con un secondo blog legato alla cosmesi, nuova area di Business di Carli, a breve il blog verrà lanciato anche grazie ad alcuni eventi (feste).  Carli predilige una doppia strategia:

  1. classica – cartacea e media tradizionali
  2. web – legata a progetti sul web 2.0

La volontà è di attirare più giovani versò i nuovi prodotti cosmetici. Il loro cliente medio dell’area alimentare ha 58 anni, scontrino medio 58 € cosmetica , 108€ prodotti alimentari.

Il Caso Bottega verde.
Azienda toscana erboristica nata nel 1973, acquisita poi da Modafil. Fin dall inizio vendita via catalogo, fortemente attiva nel mercato della cosmesi. Il sito internet viene lanciato nel 1999, fattura una cifra considerevole ma primariamente è usato come media principale di comunicazione, segmentazione del cliente, erogazione di promozioni. Utilizzo di diversi canali di contatto al cliente.

Forte utilizzo di Crm , datamining, database marketing come strumenti per un migliore direct marketing. Team aziendali fortmati da creativi, informatici e copywriter hanno l’obbiettivo di migliorare la redemption del sito e la conversione. Segmentazione dei clienti anche per gestire la comunicazione:

  1. quando contattare il cliente?
  2. Quanto a lungo?

Target degli omosessuali ha soddisfatto le ipotesi di segmentazione raggiungento un ottimo volume (!).

  • COMUNICAZIONE & ADV I 13.00-14.15 Non è vero che… internet sia una minaccia per la forza vendita aziendale Timothy O’Connell, Marketing Director Technogym

Il Caso Technogym. (..a mio parere il più interessante)
Vendono un “pezzo di metallo”, il loro lavoro è creare valore distintivo ad un prodotto solitamente non riconoscibile.

I 3 fattori di successo di Technogym sulla rete:

  1. Attrazione
  2. Emozione
  3. Azione

1. Attrazione – Guidare il traffico e creare contatti.  Obbiettivo è accrescere il db interno, l’Attrazione viene gestita attraverso:

  • site position – ranking e alexa
  • site structure – 180 paesi e 12 lingue
  • search engine marketing – campagne prodotto e campagne di segmento.

A seconda delle ricerche il ranking veicola pagine prodotto dirette al buyer aziendale oppure al consumatore singolo.

2. Emozione – Technogym e le olimpiadi di pechino. Ottenuta la sponsorizzazione alle Olimpiadi hanno saputo gestire al meglio il successo: un investimento di 5000€ ha garantito un ritorno enorme grazie ad un concorso-promozione lanciato sul web che assicurava ai vincitori 20 posti da 1 mese a pechino, 30 000 mail di risposta! Secondo Step del progetto ha saputo valorizzare e creare community dai 20 vincitori presenti a Pechino, utilizzandoli a mo di inviati speciali e permettendo loro la pubblicazione di foto, filmati, inediti dei “dietro le quinte” olimpionici. L’emozione viene anche valorizzata tramite l’appoggio a blogger privati ché raccontano storie legate allo sport, lifestyle ed i prodotti technogym, queste vengono raccolte e veicolate sul web/mail.

Per quanto riguarda l’interno l’emozione viene gestita tramite differenti strumenti:

  • Un sito che racconta “Sucess stories” per i partners dove i venditori si raccontano.
  • Microsite per alcuni prodotti selezionati.
  • WellnessTV con YouTube, dove vengono pubblicati filmati di alcuni atleti che visitano le diverse sedi aziendali.
  • Web Tv interna per comunicare internamente i sucesso raggiunti –> area visitata maggiormente dai vendiori e riproposti ai loro clienti
  • Flickr
  • Facebook

3. Azione (..persa, se qualcuno ha qualche appunto…. 😉 )

  • COMUNICAZIONE & ADV II 15.00-16.00 Non è vero che… l’online non è un mezzo “sexy” e non serve per fare branding: il caso Allianz Andrea Salvati, Industry Leader Finance Google Italia, Fabio Dal Boni, resp. Comunicazione e Immagine Allianz

6000 dipendenti più 20000 persone su territorio, 7 milioni di clienti in italia.
Il primo passo verso l’Adv online è stato compiuto durante gli europei di calcio, dove utilizzando sia i canali di Adv tradizionale è stato lanciato anche un Viral video (che contenendo due calciatori di fama mondiale e più volte viene riproposto il logo aziendale lo definirei più “spot lungo” che video virale).
A questo è seguita un operazione che ha utilizzato un finto brand per educare il consumatore.

  1. Un brand channel su you tube per educare all assicurazione della casa,
  2. un un mini sito sul finto brand.
  3. un concorso che ha raccolto diversi partecipanti, chiamati a girare un video e condividerlo sempre tramite Youtube.

Costo dell operazione simile ad una pagina di giornale, svolto su due mesi, ha puntato su:

  • parole chiave
  • google adwords
  • e 5 gg in homepage su YouTube.

Segue qualche foto degli ottimi risultati ottenuti.

  • SOCIAL NETWORK 16.30-17.30 Non è vero che… i social network non sviluppano reputazione e business Lele Dainesi, giornalista, blogger, esperto di comunicazione digitale
  • Connexia.
    Nuovi tipi di clienti fra cui i reloaded che sfruttano la multicanalità: controllo di media tradizionali, ricerca di informazioni sul web, riscontro su community prima dell acquisto del prodotto. Infine condivisione  delle proprie esperienze. Caso negativo trattato Carrefour di assago.

    Il germe si diffonde!

    Going 2.0 continua ed in questo periodo di silenzio (su virtualeco) siamo passati al “fare”!

    Dopo averne testati tanti, sia open che proprietari come ad esempio: Liferay, Alfresco, Alfresco+LifeRay, Tikiwiki, Twiki, SocialText, Pbwiki, Sharepoint, i magici strumenti di BaseCamp etc etc ( abbiamo seguito per buona parte il benchmark dello scorso anno di Gartner su i software Enterprise 2.0 ) non siamo riusciti a trovarne uno adatto alle nostre esigenze. Credo che i vincoli più grandi che abbiamo trovato siano stati:

    1. Troppo all-in-one solution: liferay ad esempio (stando sull’open..) fa di tutto ma dietro di s’è ha una macchina infernale da gestire, peggio (sempre per noi, mai in termini assoluti s’intende) un logica a “compartimenti stagni”: un ambiente di chat, un ambiente wiki, blogs etc.. tutti insieme ma al contempo tutti divisi!. Mentre altre soluzioni proprietarie “enterprise 2.0”, prese come servizio, sono certamente sovradimensionate alle nostre necessità…senza poi contare che consideriamo il 2.0 anche come fuga dal paradigma Office/Exchange, avrebbe senso ricadere in una nuova soluzione “tutt’uno” ?
    2. Concentriamoci sulla wiki ma… : da un parte abbiamo trovato buone wiki ma limitate per l’uso aziendale se open (scrittura in creole, mancanza di attachment etc..) o nel caso di proprietarie, sempre prese come servizio, ci sono sembrate relativamente integrabili sia con dati esterni (embedded di contenuti web) che interni (contenuti in attachment sulla wiki ad esempio), in sostanza poco ritagliabili sui nostri interessi.

    Detto questo la scelta  di mantenere l’eterogeneità interna del modo di lavorare e la volontà di voler sviare l’impatto sul nostro core business dato dal “megasoftware aziendale da lanciare in 6/12 mesi” ci ha fatto scegliere per una terza strada, la nostra o meglio quella della rete: l’open!

    Abbiamo allora affrontato le cose all’inverso, non “cosa serve a noi e cosa vorremmo” ma

    1. “Quali web apps sono usate maggiormente in rete ?”,
    2. “Quali sono le community più attive e di supporto?”
    3. “Perchè tante persone lavorano gratuitamente (e non) a quel progetto piuttosto che ad un altro?”

    Rispondere a queste domande ha portato di consegueza a rispondere (ed a chiarire) le nostre esigenze, specie in termini di usabilità, interfaccia, scalabilità, garantendoci sempre più di tenerci ben lontani da un possibile lock-in.

    Ci siamo così concentrati su di una forma mista, fatta da web-integration fra le strutture open scelte,  (esclusivamente quelle riconosciute com il cuore della nostra conoscenza quindi wiki e blogs) e di formazione interna al 2.0 ed all’utilizzo di feed e feedreaders! Per darvi idea di massima, rubando uno dei tanti schemi delle bozze del progetto,  potremmo vedere il primo passo al nostro 2.0 come:

    wiki–> blog –> rss –> feedreader