Top Mobile Campaign di @Pietro_colella

I device mobili godono di un’altissima diffusione in tutto il mondo dove esistono circa 5 milioni di telefoni cellulari, pari al 72% della popolazione mondiale. In Italia il successo del mobile web è stato determinato dalla crescente diffusione di smartphone, delle tariffe flat e dallo sviluppo delle reti di terza generazione. Oggi si assiste a una specializzazione delle attività di marketing che puntano a migliorare l’efficienza delle varie azioni lungo le fasi che compongono il processo di acquisto del consumatore. La definizione di una strategia multicanale è fondamentale e si basa su 3 elementi chiave: la strutturazione dei divesi canali e infrastrutture, la definizione dei contenuti e l’identificazione dei diversi contesti di partecipazione.

Quelle che seguono sono una serie di campagne che hanno ottenuto grande successo proprio perchè chi le ha realizzate è riuscito a creare il giusto connubio tra questi elementi.

App Game

La campagna multimediale di Refin Ceramiche è stata premiata per ben 2 volte (Best Innovation e Best Engagement, potete trovare qui maggiori info) agli Italian Mobile Advertising Award (qui il sito ufficiale). L’applicazione, disponibile per iOS e Android, permette di trasformare le immagini combinando le 4 famiglie di colori e le diverse dimensioni del prodotto ceramico. Le foto realizzate possono essere condivise sui vari social network e potevano partecipare ad un concorso che permetteva ai vincitori di esporre le proprie immagini al Fuorisalone di Milano dal 17-22 aprile.

L’applicazione, che si rivolge sopratutto ad un pubblico attento alle tematiche dell’arredamento, dà spazio alla fantasia mediante la ricerca delle combinazioni migliori tra colori e le dimensioni del mattoncino.

Intel ha deciso di investire in maniera massiccia sul mercato australiano. Il target principale sono i soggetti di età compresa tra i 18 e 39 anni con una buona attitudine verso l’informatica. L’80% di questi soggetti utilizza lo smartphone e lo fa anche al lavoro per chattare e condividere informazioni. L’azienda, quindi, ha realizzato un portale mobile (in HTML5, quindi multipiattaforma) che contiene 4 minigiochi: musica, gaming, video, design allo scopo di aumentare l’engagement in relazione agli interessi dei diversi soggetti.

L’ obiettivo finale è quello di far sperimentare al consumatore una entusiasmante esperienza visiva grazie a Intel e ai suoi microchip di seconda generazione. I minigiochi si compongono di una serie di livelli sempre più difficili e l’utente può condividere sui socialnetwork i suoi score.

Un caso sicuramente interessante è quello di Heineken. Recenti ricerche (Pini, Noci in Mobile Marketing) dimostrano che sempre più persone utilizzano i device mobili contemporaneamente con altri mezzi di comunicazione, ad esempio la televisione o la radio. È proprio questo il fulcro dell’applicazione Star Player

Il funzionamento è intuitivo: l’utente, registrandosi, può fare delle scommesse live semplicemente cliccando. Si può scommettere sull’evento gol nei 30 secondi successivi al click, sull’esito del calcio d’angolo o del calcio di punizione, sulla direzione nella quale verrà battuto il calcio di rigore. Tutto ciò avviene “one-click”. Nei momenti di minore foga agonistica durante la partita, vengono proposti dei quiz che permettono di guadagnare altri punti. Il giocatore può sfidare tutti nella classifica globale oppure può creare una lega personalizzata tra amici. Ritengo questa iniziativa veramente geniale: viene sfruttata completamente la multicanalità, incrodiando online e offline. La birra durante la partita è un must per tutti gli appassionati, l’applicazione aumenta l’engagement creando una sfida all’interno della sfida principale, cioè la partita. Tutto il resto vien da sè!

QR Code

Negli ultimi periodi si assiste ad una crescita nell’impiego dei QR Code all’interno delle campagne di comunicazione. Se pensavate che il boccale di Guinness Nera fosse l’idea dell’anno. Lo Shadow QR Code creato in Korea per Emart non è da meno. Durante l’ora pranzo, precisamente nella fascia oraria dalle 12:00 alle 13:00 i supermercati sono semi deserti. Un modo per portare le vendite a livelli normali è quello di dare al consumatore un’esperienza unica durante le ore di pranzo.

È stato creato un un QR Code a grandezza d’uomo che è utilizzabile esclusivamente nell’ora di pranzo. Chi riesce a fotografarlo viene automaticamente proiettato nel “Sunny Store” dove sono disponibili una serie di sconti e un buono di 12dollari utilizzabile esclusivamente durante quell’orario. La semplicità dell’idea sta nel fatto di non portare i clienti nel negozio, ma di stimolarli all’acquisto con una esperienza nuova e forse unica.

Realtà Aumentata

Spesso si assiste all’utilizzo congiungo di QR Code e Realtà Aumentata. C’è un’applicazione che ha vinto 4 leoni d’oro al Cannes International Festival Of Creativity, un Bronze Titanium e un Integration Lion. L’applicazione realizzata per iOS sfrutta la realtà aumentata ed è stata creata per reclutare degli studenti di medicina degni di avere una borsa di studio alla Defence Force University nel ruolo di Medical Officer. Gli utenti devono prima scaricare dell’applicazione “Mobile Medic”. Su 3 poster ci sono 3 pazienti da analizzare; inquadrandone uno con il loro device possono esaminarlo con diverse tecniche (TAC, raggi X, angiografia, stetoscopia, ECG e ultrasuoni) al fine di fornire una diagnosi complessiva, a questo indirizzo è possibile provare l’esperienza online.

Dopo aver effettuato la diagnosi gli studenti possono comunicarla all’applicazione inserendo i propri nominativi. I migliori vengono poi scelti per partecipare alle selezioni per la borsa di studio. Engagement ed esperienza di gioco sono il punto di forza di questa applicazione

Un altro caso è quello della Coca-Cola in Brasile. L’azienda è riuscita a realizzare un’applicazione che mostra una notevole coerenza con le necessità dei consumatori e le caratteristiche del brand. La campagna si rivolge ai giovani brasiliani, provenienti dalla classe media emergente, grandi utilizzatori di telefonini ma che non possono permettersi un piano dati soddisfacente: oltre l’80% del target utilizza infatti un telefono prepagato. L’utente, previo download dell’applicazione, inquadra il distributore di felicità. Dopo aver premuto la leva con un telefono cellulare, esso si connette tramite Wi-Fi al browser Coca-Cola, e fa il pieno di traffico dati. 20 megabyte sono “20 litri di felicità” che possono essere utilizzati per i Social Network, per la radio e per le previsioni del tempo. Naturalmente, si può tornare per ulteriori ricariche.

L’iniziativa è stata testata in una spiaggia di Copa Cabana e poi realizzata sull’ “Happiness Truck” dove era anche possibile vincere dei gadget marchiati Coca-Cola. Questa campagna è geniale in un mercato in via di sviluppo come quello brasiliano e colpisce molto come inserendo un nuovo “elemento tecnologico” i creatori siano stati in grado di mantenere una certa coerenza.

Poco tempo fa è stata lanciata l’iniziativa della Wonderbra che mescola l’utilizzo di QR Code e la Realtà Aumentata. Per tutto ottobre e novembre nelle varie città inglesi sarà facile vedere cartelli pubblicitari come questi.

Quello che colpisce immediatamente è che una pubblicità di intimo presenti una donna, la modella ventunenne Adriana Cernanova, completamente vestita. Il QR Code in basso contiene il link per scaricare l’applicazione disponibile su Android e iOs dal nome Wonderbra. Inquadrando l’immagine è possibile vedere, grazie alla realtà aumentata, cosa c’è sotto. È stata aumentata anche la portata virale dell’azione di comunicazione permettendo sia di condividere sui social network la propria esperienza, sia di utilizzare l’applicazione anche con un video direttamente sul computer, il link qui . In questo caso pare che la realtà aumentata funziona con l’audio del video. La presenza di un mini catalogo all’interno dell’applicazione non è uno strumento di call-to-action ma semplicemente è in coerenza con lo scopo dell’applicazione cioè quello di mostrare ai consumatori i prodotti wonderbra in un modo diverso dal solito, senza recarsi in negozio, cosa che spesso imbarazza gli uomini.

Geolocalizzazione

La catena di ristoranti Buffalo Wild Winds ha combinato la geolocalizzazione con la gamification. Taggandosi nei propri punti vendita, i consumatori potevano partecipare, grazie ai loro devices, a mini giochi che avevano come premio menù, bevande ed un viaggio. Le proposte che venivano fatte ai consumatori erano legate al mondo dello sport, in quanto la catena è riferita a quel target. L’obiettivo era quello di generare media buzz e di migliorare il ristorante rendendolo in posto dove è anche possibile divertirsi con gli amici e, perché no, vincere dei simpatici premi. I consumatori venivano invogliati a giocare grazie alla cartellonistica, ai flyer sui tavoli e a mini spot nel circuito televisivo del locale. I player guadagnavano punti vincendo le varie sfide, sharando i propri risultati, le proprie immagini e sbloccando badge. I punti ottenuti davano diritto a dei reward concreti: 3 punti per un buono sconto di 5 dollari, 20 punti per una coca cola gratis e 30 punti per elette di pollo gratuite. I risultati ottenuti sono stati strepitosi, qui potete trovare un riassunto.

GranataPet Snack è un’azienda che produce cibi per cani che ha deciso di realizzare una campagna che integra geolocalizzazione e affissioni. I consumatori sono più attenti alle esigenze del proprio cane quando si trovano insieme ad esso, quindi il momento migliore è la passeggiata giornaliera. I potenziali consumatori quando passano avanti all’installazione di GranataPer vengono attratti dallo slogan “Check in! Snack out!”. Se fanno il check-in su Forsquare il dispenser inferiore eroga i nuovi croccantini per il cane che può liberamente mangiarli.

Prossimità

L’utilizzo delle tecnologie per realizzare campagne di prossimità è, al giorno d’oggi, ancora troppo limitato. Generalmente per realizzare queste campagne si utilizzano antenne Bluetooth oppure RFID. I primi risultano attualmente sconvenienti per una serie di motivi. I costi sono elevati se rapportati alla copertura che hanno i ripetitori, in media una decina di metri, anche se si può arrivare a 100 ma con costri elevatissimi. E’ possibilie, sfruttando le onde radio, scambiare file multimediali però è necessario che chi riceve accetti la connessione e rimanga nei pressi dell’antenna finchè non è stato ultimato il trasferimento. E’ quindi complesso generare formati audiovideoimmagini che siano compatibili con tutti i telefonini (ce ne saranno decine di migliaia in circolazione. Ancora, i dispositivi Apple comunicano solo tra di loro e non con altre fonti bluetooth, quindi scegliere tale tecnologia significa tagliare fuori una buona fetta di consumatori. Per ultimo, questo canale di comunicazione viene spesso utilizzato per azioni call-to-action, piuttosto che per fare branding. Questo non vuol dire che non lo si possa fare però case study dimostrano che inviare uno sconto promozionale via bluetooth ad un utente per invitarlo ad entrare nel negozio risulta più efficace che inviare altri tipi di messaggi. Per ciò che concerne la tecnologia RFID si possono citare alcuni esempi a livello internazionale. Ad esempio Facebook alla F8 Conference ha distribuito delle tessere speciali dotate di RFID. Dopo aver collegato il proprio profilo alla tessera, l’utente, poteva fare check-in o mettere Mi Piace semplicemente strisciando la tessera sui vari punti di interesse e condividere le proprie attività, sotto potete vedere come diventa semplice tracciare il percorso che hanno svolto i singoli soggetti.

Al MotorShow di Bologna, Opel ha realizzato una campagna utilizzando i RFID. L’utente doveva prima ritirare la tessera RFID dal padiglione Opel in modo da linkare il proprio profilo. Successivamente aveva la possibilità di esprimere il proprio like sulle vetture, postare contenuti e foto, aggiornare il proprio status.

Dal libro all’ebook – le possibilità per pubblicare su mobile

Quali sono le opzioni per chi volesse pubblicare un libro in formato digitale, oggi, in Italia?

iPad e iPhone, che costituiscono una buona fetta del mercato mobile, utilizzano il formato EPUB, un formato aperto e gratuito per l’editoria digitale. Visto che si tratta di un formato aperto, le opzioni per convertire un PDF in EPUB sono molte e quasi tutte open e aggratis.

  1. Calibre (gratuito, Mac / Windows / Linux)
  2. ePub2Go (gratuito, web-based)
  3. Zamzar (gratuito, web-based)
  4. ePubBud (gratuito, web-based)
  5. Stanza (gratuito, Mac e Windows)
  6. Pages (commercial, Mac only)

Tuttavia, è difficile ottenere una buona conversione in EPUB per un libro illustrato (un layout con testo e immagini).

Un’opzione per la pubblicazione su iPad e iPhone è sicuramente paperlit, azienda leader nella conversione e pubblicazione di contenuti su mobile. Il PDF del libro viene convertito e reso disponibile sull’App store di iTunes (come applicazione singola o come applicazione a subscription), e pubblicato per accesso da browser/mobile in JS e Silverlight.

Ho provato a pubblicare il PDF del capitolo di prova del libro Graffiti Writing, il formato web è online qui. I testi sono stati renderizzati piuttosto male, ma ammetto i miei esperimenti con questo servizio sono stati rapidi e approssimativi. Ritenterò con più impegno. In realtà l’account di prova non renderizza i PDF alla massima risoluzione: la demo ha questa limitazione, anche se non è espressa sul sito di paperlit.

Il pricing del servizio varia dai 200$ ai 600$, a cui va aggiunta una set-up fee di 2400$ circa. È un’ottima soluzione per i libri illustrati: è possibile infatti pubblicare i PDF completi. Le revenues per il publisher provengono dalla vendita dell’app sull’app store, o dalle sottoscrizioni da parte dei lettori.

simplicissimus si propone come alternativa italiana: tuttavia, è piuttosto difficile avere un’idea chiara del pricing del servizio, almeno dal sito.

È un caso interessante anche la startup padpyrus, piuttosto interessante per chi ha uscite frequenti, come i quotidiani.

Il principale concorrente di Apple iPad, per quanto riguarda la lettura di ebook, è sicuramente Amazon Kindle (oltre al device fisico l’applicazione Kindle è disponibile ormai su moltissime piattaforme, tra cui Android, iPad e iPhone). Il problema principale, per chi si occupa di libri illustrati, è il device: in bianco e nero, supporta solo il formato proprietario di Amazon, verso il quale è piuttosto difficile pubblicare i layout originali in PDF.

Il punto di partenza è Amazon DTP, che consente di uploadare i propri file .doc, anche in assenza di un codice ISBN. Rappresenta sicuramente un’ottima soluzione per romanzi, articoli e libri in cui la componente testuale è predominante.

Purtroppo Amazon utilizza un formato proprietario, il formato Kindle: per ora in bianco e nero, con una gestione tutta sua degli impaginati. Guardate come ha ridotto il colophon di Graffiti Writing

Graffiti Writing su Amazon*, convertito per Kindle

*se sei della Mondadori e stai leggendo questo post: non temere, non sto rubando dei soldi a nessuno. Il libro è ormai esaurito e ho pubblicato, come test, solo il capitolo (gratuito) già disponibile online.

Amazon offre due magnanime opzioni all’editore: è possibile scegliere tra il 70% di royalties e il 35%.

In realtà, non si tratta di una vera scelta: il 35% di royalties sul prezzo di vendita si applica nella maggior parte dei casi, mentre è possibile ottenere il piano del 70% (sul prezzo di vendita al netto dei delivery costs, come definiti qui) solamente sulle vendite effettuate negli Stati Uniti.

La complessa gestione fiscale dei pagamenti Amazon fa sì che, per la pubblicazione online, sia estremamente raccomandato avere un tax number americano. È comunque possibile pubblicare anche avendo un indirizzo EU, ma si verrà pagati esclusivamente con assegno (e, in assenza di una posizione fiscale US, Amazon tratterrà il 30% delle revenues come imposte).

Ecco qui la pubblicazione su Amazon del mio fondamentale articolo “Diventare ricco vendendo Viagra”. 😉

Di sicuro esistono altri metodi di pubblicazione. Vorrei riuscire a capire quali sono i più opportuni per i testi illustrati. Voi ne conoscete altri?

iMarketing o App Marketing ?

E’ da qualche settimana che osservo su AppStore un “nuovo fenomeno”: è sempre più frequente la presenza di App sviluppate per brand di prodotti solitamente lontani dalla rete, è chiaro che il fine sia l’advertising legato al prodotto. In ordine confuso riporto qui sotto ciò che ho trovato, ho escluso da questa veloce lista tutte quelle applicazioni di marchi/imprese legati al comparto IT, media televisivi, radiofonici o servizi bancari e finanziari che offrono applicativi al fine di allargare la loro offerta anche alla piattaforma mobile.

App Marketing

immagine-7Kraft – iFood Assistant – Ripercorre i fortunati passi compiuti da Nintendo DS, proponendo un’applicazione che fa da assistente di cucina, appunti per la spesa e store locator. Costo dell’applicazione 0.99$ per 7000+ ricette. ( link )

immagine-6BlendTec – Will it Blend – Disponibile in due versioni una gratuita l’altra a 0,79€, raccoglie i video della famosa campagna viral di BlendTec, già disponibili su youtube. La mia idea è che le geniali truppe marketing di BlendTec stiano completando il quadro, dando le ultime pennellate ad una campagna che ha colpito tutte le maggiori risorse legate al web.

Nike – Nike Goal – Propone i risultati di Serie A in tempo reale, oltre ad informarvi sull’andamento della partita vi dirà che modello di scarpa ha segnato il goal. gratuita.

batman Warner Bross – The Dark Night : HaHaHa – per il lancio del film The Dark Night, Warner rilascia in Appstore questa applicazione gratuita che ha avuto un buon successo iniziale  per poi crollare inesorabilmente nel dimenticatoio a causa dell’inutilità di fondo dell’app stessa: aggiungere un solo effetto grafico alle proprie fotografie. A questa seguono altri 2 prodotti commerciali di Warner legati al Brand Batman sempre disponibili in app store a prezzi differenti : 3,99€ lego batman: Ghotam City Games e the dark Knight: Batmobile Game 0.79€ .

immagine-4 Audi – Audi A4 Driving Challange –  Audi è stato il primo marchio ha sfruttare questa nuova risorsa per il marketing proponendo per prima un prodotto distribuito gratuitamente. Anche in questo caso come per il precedente, un fortissimo successo iniziale è seguito da un forte crollo nei giorni appena successivi al lancio. A “detta della rete”  la scarsa qualità del software è stato il fattore che più ha portato all’abbandono dell’App: un gioco di guida a quanto sembra poco controllabile.

Fake Marketing Apps

Di seguito alcune applicazioni prodotte da privati che anticipano (o stanno anticipando ) l’azione di alcune grosse compagnie:

immagine-8Thomas Mika – iLambo & i Ferrari – Riproducono i suoni dei motori dei rispettivi marchi. Costo 0,99€ , non ho trovato alcuna dichiarazione delle case automobilistiche riguardo a questi due prodotti.

LightSaber – Star Wars – Distribuita gratuitamente, simula grazie agli accelerometri i rumori e movimenti di una lightsaber. In questo momento è al 32esimo posto delle app gratuite piu scaricate, THQ ringrazia e risponde rafforzando il brand Star Wars su AppStore con due applicazioni a pagamento al prezzo di 0,79€ per Star Wars Sound Board ed a 4,99 € il gioco Star Wars Force Unleashed.

Strategie e Tentativi

Probabilmente è ancora prematuro parlare di AppMarketing (o iMarketing !? ) così come lo è pensare a questi casi come a semplici strategie consolidate e non a tentativi.

Visto il trend che sta andando a formarsi potremmo però star ad assistere alla nascita di una nuova forma di advertising per lo piu ancora inseplorata. Dove come in ogni nuovo canale inizalmente si tenta di riproporre una tipologia di contenuti obsoleta e poco adatta al nuovo mezzo.

Difficile dire se la cosa potrà funzionare o meno,  certo è che di vecchi ipod ne sono stati venduti 100+ milioni! Per quanto riguarda le applicazioni di AppStore sono disponibili  per ipod touch , ipod touch 2G ed iphone (10+ milioni di pezzi venduti in un anno )  a fronte di un numero di download impressionante 500+ milioni di apps scaricate.

Parlando di Fanta-Marketing ed avvicinando il futuro dell’advertising a al presente del mercato musicale, Apple potrebbe ritrovarsi  ad essere una sorta di concessionario pubblicitario per un eterogeneo mondo imprenditoriale.

Fuori di testa? probabilmente si, dubito però che prima di iPod ed AppStore qualcuno avrebbe davvero creduto a Apple come primo distributore di musica al mondo.

Per chiudere, devo ricordare che poco più avanti troviamo l’Android Market del tutto simile ad AppStore ma probabilemnte con meno vincoli contrattuali/percentuali. Che il futuro dell’advertising mobile non sia solo barbaro bannering e ppc? Possiamo aspettarci qualche utile servizio?

..volete approfondire ? A questo link una serie di post dal titolo “come diventare ricchi con l’App Store” in realtà il target di queste news non è la divisione marketing ma  gli sviluppatori: verrete messi a contatto con chi direttamente sviluppa in Italia, oltre che ad avere un idea dei costi legati ai progetti !

iPhone TiSP

Da: Virtualeco
Inviato: martedì 2 settembre 2008 22.34
A:
Oggetto: soluzione rete aziendale

Ciao xxxxxx,
ti scriviamo in estemporanea , in pausa lavoro, perché ci siamo ricordati di questa brillante soluzione per il problema odierno legato alla connettività della nuova seda aziendale.
Sebbene di primo acchito risulti poco ortodossa, confidiamo sempre nella sicurezza data da un grande società come quella di Google, potrebbe essere anche uno spunto di innovazione per xxxxxxx dopo la proposta del ponte radio come efficiente via di comunicazione.

Qui il link http://www.google.com/tisp/

In simpatia
VirtualEco & Friends

p.s.
Come da documentazione allegata, abbiamo provveduto, in autonomia, ad una prima sperimentazione in vitro.