Il germe si diffonde!

Going 2.0 continua ed in questo periodo di silenzio (su virtualeco) siamo passati al “fare”!

Dopo averne testati tanti, sia open che proprietari come ad esempio: Liferay, Alfresco, Alfresco+LifeRay, Tikiwiki, Twiki, SocialText, Pbwiki, Sharepoint, i magici strumenti di BaseCamp etc etc ( abbiamo seguito per buona parte il benchmark dello scorso anno di Gartner su i software Enterprise 2.0 ) non siamo riusciti a trovarne uno adatto alle nostre esigenze. Credo che i vincoli più grandi che abbiamo trovato siano stati:

  1. Troppo all-in-one solution: liferay ad esempio (stando sull’open..) fa di tutto ma dietro di s’è ha una macchina infernale da gestire, peggio (sempre per noi, mai in termini assoluti s’intende) un logica a “compartimenti stagni”: un ambiente di chat, un ambiente wiki, blogs etc.. tutti insieme ma al contempo tutti divisi!. Mentre altre soluzioni proprietarie “enterprise 2.0”, prese come servizio, sono certamente sovradimensionate alle nostre necessità…senza poi contare che consideriamo il 2.0 anche come fuga dal paradigma Office/Exchange, avrebbe senso ricadere in una nuova soluzione “tutt’uno” ?
  2. Concentriamoci sulla wiki ma… : da un parte abbiamo trovato buone wiki ma limitate per l’uso aziendale se open (scrittura in creole, mancanza di attachment etc..) o nel caso di proprietarie, sempre prese come servizio, ci sono sembrate relativamente integrabili sia con dati esterni (embedded di contenuti web) che interni (contenuti in attachment sulla wiki ad esempio), in sostanza poco ritagliabili sui nostri interessi.

Detto questo la scelta  di mantenere l’eterogeneità interna del modo di lavorare e la volontà di voler sviare l’impatto sul nostro core business dato dal “megasoftware aziendale da lanciare in 6/12 mesi” ci ha fatto scegliere per una terza strada, la nostra o meglio quella della rete: l’open!

Abbiamo allora affrontato le cose all’inverso, non “cosa serve a noi e cosa vorremmo” ma

  1. “Quali web apps sono usate maggiormente in rete ?”,
  2. “Quali sono le community più attive e di supporto?”
  3. “Perchè tante persone lavorano gratuitamente (e non) a quel progetto piuttosto che ad un altro?”

Rispondere a queste domande ha portato di consegueza a rispondere (ed a chiarire) le nostre esigenze, specie in termini di usabilità, interfaccia, scalabilità, garantendoci sempre più di tenerci ben lontani da un possibile lock-in.

Ci siamo così concentrati su di una forma mista, fatta da web-integration fra le strutture open scelte,  (esclusivamente quelle riconosciute com il cuore della nostra conoscenza quindi wiki e blogs) e di formazione interna al 2.0 ed all’utilizzo di feed e feedreaders! Per darvi idea di massima, rubando uno dei tanti schemi delle bozze del progetto,  potremmo vedere il primo passo al nostro 2.0 come:

wiki–> blog –> rss –> feedreader

Subvertising 8 – “Famosi per 48 Secondi”

Nel numero di Giugno di Subvertising trovate un articolo scritto a 4 mani dal titolo “Famosi per 48 Secondi”, racconta la pazzia dei blogger facendo una carrellata su chi nel mondo ha saputo sfruttare al meglio (o al peggio) questo “strumento“!

Famosi per 48 secondi.

“Nel futuro”, diceva Warhol nel 1968, “ognuno sarà famoso per 15 minuti”: la sua stima,
con tutta probabilità, era eccessiva.Internet ha democratizzato la fama, e contemporaneamente l’ha resa effimera e incastrata in un frame cognitivo, se possibile, ancora più stringato. Il tempo di permanenza medio su una pagina web sarebbe, secondo le stime di Nielsen Netratings, di 48 secondi: è questo il tempo che l’utente passa davanti alla pagine dalle tante celebrità del web.

continua