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	<title>Virtualeco &#187; Trends &amp; Reviews</title>
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	<description>Dall&#039;Enterprise 2.0 ai Social Media</description>
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		<title>Ti Pinteressa la cultura? Come le istituzioni culturali usano Pinterest</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>

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		<description><![CDATA[Se hai vissuto sotto un sasso nell&#8217;ultimo mese, non sai che Pinterest è un social network nuovo e in ascesa, che ti permette di collezionare stimoli visivi (immagini, video, prodotti) e organizzarli in &#8220;Boards&#8221;. Perchè è interessante? Perchè è semplice, &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2012/02/ti-pinteressa-la-cultura-come-le-istituzioni-culturali-usano-pinterest/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<div style="clear:both;"></div><p>Se hai vissuto sotto un sasso nell&#8217;ultimo mese, non sai che Pinterest è un social network nuovo e in ascesa, che ti permette di collezionare stimoli visivi (immagini, video, prodotti) e organizzarli in &#8220;Boards&#8221;.<br />
Perchè è interessante? Perchè è semplice, è funzionale e non esisteva nulla del genere. Si avvicina a Ffffound (che però non consente la registrazione di nuovi utenti) e a Delicious (che però gestisce le immagini veramente male).<br />
Inoltre, il 59% dei visitatori di Pinterest sono donne, in età compresa tra i 25 e i 44 anni: tutto l&#8217;opposto di Google Plus, per esempio, afflitto da una carenza strutturale in termini di genere femminile (almeno nella fase iniziale).</p>
<p>Gli utenti usano Pinboard per collezionare le foto delle scarpe che vorrebbero, dei vestiti per il matrimonio, delle composizioni tipografiche che li attirano, cose così.<br />
Le aziende lo usano per organizzare dei concorsi e per incentivare feedback da parte degli utenti. Per esempio Whole Foods, il mio distributore preferito di cibo genuino, ha intitolato i suoi board &#8220;Ti piacciono le verdure?&#8221; oppure &#8220;Come sta crescendo il tuo orto?&#8221;. <a href="http://pinterest.com/wholefoods/">Date un&#8217;occhiata</a>, ve lo consiglio se vi piacciono i broccoli.</p>
<p>Le immagini sono un veicolo potentissimo, per chiunque voglia comunicare una storia o uno stile di vita: il Pinboard di <a href="http://pinterest.com/amnestyusa/">Amnesty International</a>, incredibilemente poco seguito, trasmette i valori della ONG attraverso le frasi dei grandi leader, immagini di libri, film poster. E, naturalmente, anche la collezione di magliette. La rivista Real Simple è riuscita ad aggregare 28.000 followers, con delle Board tematiche per prodotto.</p>
<p><a href="http://pinterest.com/amnestyusa/"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" title="Amnesty International USA (amnestyusa) on Pinterest" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Amnesty-International-USA-amnestyusa-on-Pinterest.jpg" alt="" width="862" height="608" /></a></p>
<p>Non sono stato il primo a chiedersi se Pinterest potesse essere utile per le istituzioni culturali. <a href="https://twitter.com/#!/sumojim">Jim Richardson</a>, consulente inglese di social media marketing per le istituzioni culturali, ha sollevato la questione su Twitter qualche giorno fa. Probabilmente tutto parte da Pinterest stesso, che sul suo <a href="http://www.raisedeyebrow.com/blog/2012/01/should-your-nonprofit-use-pinterest">blog</a> parla degli utilizzi che le non profit possono fare dello strumento. Jenni Fuchs, la blogger dietro <a href="http://jennifuchs.tumblr.com/">Museum Diary</a>, sta compilando una lista dei musei americani che stanno utilizzando (con risultati alterni) questo mezzo.</p>
<p>I risultati di una prima e rapida ricerca su Pinterest e istituzioni culturali hanno superato le mie aspettative.<br />
Al primo posto, per qualità e valore dei contenuti, c&#8217;è sicuramente lo <a href="http://www.aaa.si.edu">Smithsonian</a>: l&#8217;archivio iconografico del museo di Washington è sempre stato all&#8217;avanguardia nella condivisione delle proprie immagini.<br />
Pubblicare il proprio archivio, in forma gratuita, è il modo migliore per incrementare la fruizione del patrimonio iconografico e lo Smithsonian l&#8217;ha fatto già nel 2008, pubblicando una buona parte del proprio archivio su <a href="http://www.flickr.com/photos/smithsonian/">Flickr</a>, con licenza Creative Commons.<br />
La pagina dello <a href="http://pinterest.com/archivesamerart/">Smithsonian&#8217;s Archive of American Art su Pinterest</a> è bellissima.</p>
<p><a href="http://pinterest.com/archivesamerart/animals-in-the-archives/"><img class="alignleft size-full wp-image-1547" title="Mozilla Firefox" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Mozilla-Firefox.jpg" alt="" width="895" height="616" /></a></p>
<blockquote><p>Citation: Edwin Boyd Johnson, Chicago, Ill. christmas card to Kathleen Blackshear, Chicago, Ill., 1937 . Kathleen Blackshear and Ethel Spears papers, Archives of American Art, Smithsonian Institution.</p></blockquote>
<p>Le immagini della collezione sono accuratamente organizzate, catalogate e descritte.</p>
<p>La <a href="http://pinterest.com/ArtPictureNYPL/">New York Public Library</a> usa lo strumento in due modi (entrambi che implicano un approccio curatoriale). Primo, attira l&#8217;interesse con dei contenuti &#8220;pop&#8221;, che siano fotogrammi di film in cui appaiono dei libri o copertine accattivanti. Secondo, per incentivare la lettura, suggerendo dei libri.</p>
<p><a href="http://pinterest.com/ArtPictureNYPL/book-covers/"><img class="alignleft size-full wp-image-1548" title="Book Covers" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Book-Covers.jpg" alt="" width="955" height="781" /></a></p>
<p>Il <a href="http://pinterest.com/chicagomuseum/">Chicago History Museum</a>, invece, devia l&#8217;utilizzo dello strumento e condivide dei &#8220;<a href="http://pinterest.com/chicagomuseum/behind-the-scenes/">dietro le quinte</a>&#8220;, in cui mostra le fasi di allestimento. Un utilizzo interessante ma forse poco coerente con il medium. Tra i miei preferiti il <a href="http://pinterest.com/ncwhm/retro-cowgirl/">National Cow Boys Museum</a>, che colleziona (tra le altre cose) immagini vintage di Cow Girls. Imperdibile.<br />
Il <a href="http://pinterest.com/palazzomadama/">Columbus Museum</a> usa Pinterest nel modo più immediato che potremmo immaginare: per esporre una parte della collezione, in questo caso ha creato una Board con una sotto-collezione di artisti moderni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1550" title="Sirak Collection_ Monet to Matisse" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Sirak-Collection_-Monet-to-Matisse.jpg" alt="" width="1430" height="754" /></p>
<p>Il <a href="http://pinterest.com/sfmoma/">Moma di San Francisco</a> si distingue con un approccio più serio e più curatoriale. I titoli delle Boards non sono didascalici, ma evocativi, come fossero titoli di mostre.<br />
I coniugi Bernd and Hilla Becher, per esempio, finiscono in una gallery intitolata &#8220;Drips and Drops&#8221; e l&#8217;immagine, accuratamente descritta e didascalizzata, è collegata alla scheda dell&#8217;opera sul sito del museo.</p>
<div style="padding-bottom: 2px; line-height: 0px;"><a href="http://pinterest.com/pin/159596380514658426/" target="_blank"><img src="http://media-cdn.pinterest.com/upload/159596380514658426_OrY6zFlc_c.jpg" alt="" width="363" height="475" border="0" /></a></div>
<div style="float: left; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px;">
<p style="font-size: 10px; color: #76838b;">Source: <a style="text-decoration: underline; font-size: 10px; color: #76838b;" href="http://www.sfmoma.org/explore/collection/artwork/117101">sfmoma.org</a> via <a style="text-decoration: underline; font-size: 10px; color: #76838b;" href="http://pinterest.com/sfmoma/" target="_blank">SFMOMA</a> on <a style="text-decoration: underline; color: #76838b;" href="http://pinterest.com" target="_blank">Pinterest</a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia, <a href="http://pinterest.com/palazzomadama/">Palazzo Madama</a> (di Torino) sembra essere tra i primi musei ad aver aperto un profilo. Contenuti e follower scarseggiano, comprensibilmente: la piattaforma è ancora in fase embrionale, nel nostro paese.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1549" title="Mozilla Firefox-1" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Mozilla-Firefox-1.jpg" alt="" width="841" height="465" /></p>
<p>L&#8217;editore d&#8217;arte Electa, che potrebbe beneficiare incredibilmente da un servizio come Pinterest e che avrebbe infiniti contenuti da offrire (dalle copertine dei volumi ai contenuti dell&#8217;archivio, 2 milioni di immagini) ha aperto un account proprio mentre sto scrivendo queste righe. È comunque tra le primissime case editrici, insieme a Penguin e a poche altre, secondo il recentissimo report di <a href="http://blog.web.blogads.com/2012/01/30/report-which-book-publishers-are-doing-social-media-best/">blogads</a> (blogads sta organizzando una conferenza su libri e community management, il 15 febbraio, <a href="http://socialmediaweek.org/event/?event_id=1190">qui</a>).</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>siamo anche qui: <a title="https://pinterest.com/electaeditore" href="https://t.co/zcnwXSUM">pinterest.com/electaeditore</a> prendetevela con @<a href="https://twitter.com/alekone">alekone</a> che ci ha gentilmente invitate (noi ringraziamo tanto) <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>— ElectaEditore (@ElectaEditore) <a href="https://twitter.com/ElectaEditore/status/165832255267274752" data-datetime="2012-02-04T16:21:05+00:00">Febbraio 4, 2012</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Naturalmente, qualunque cosa facciano musei, archivi e biblioteche arriva in ritardo rispetto a quello che fanno gli utenti: una semplice ricerca con la parola chiave &#8220;museum&#8221; o &#8220;books&#8221; restituisce centinaia di risultati, ordinati, descritti e di alta qualità. Alcuni utenti creano il proprio museo ideale, raccogliendo le loro opere preferite, complete di commenti, riferimenti e citazioni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1551" title="My Imaginary Museum" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/My-Imaginary-Museum.jpg" alt="" width="842" height="470" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa ho imparato da questa rapida review di Pinterest?</p>
<ul>
<li>il sistema di ricerca di Pinterest è lentissimo e terribile</li>
<li>Pinterest ha già una base di utenti ampia e consolidata, e ha già mostrato risultati interessanti in ambito aziendale</li>
<li>Le istituzioni culturali su Pinterest sono poche e, per ora, hanno scarsi risultati e un utilizzo del mezzo che non è certo eccitante</li>
<li>Probabilmente Pinterest costituisce un mezzo di comunicazione e promozione molto potente per tutti i content holder: biblioteche, archivi, musei, case editrici</li>
<li>Come in tutti i casi, bisogna avere qualcosa da dire. Qui è la content strategy a fare la differenza.</li>
</ul>
<p>Probabilmente, da questa review mancano molti casi e molte istituzioni culturali. Se ne conoscete qualcuna in più datemi una mano con una segnalazione, nei commenti o via <a href="http://twitter.com/alekone">twitter</a>. Grazie!</p>
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		<title>16 Strumenti per la Gamification</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 16:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie Virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[game]]></category>
		<category><![CDATA[gamification]]></category>
		<category><![CDATA[socialnetwork]]></category>
		<category><![CDATA[tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Per festeggiare il mio nuovo titolo della settimana, autonominato, Social Gamification Dwarf , in onore a WOW, copio incollo sul blog qualche tool che mi è capitato di valutare in questo ultimo periodo. Fatene buon uso e fate &#8220;giochi&#8221; divertenti &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/10/16-strumenti-per-la-gamification/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>Per festeggiare il mio <a href="http://it.linkedin.com/in/fabriziomartire">nuovo titolo</a> della settimana, autonominato, <strong>Social Gamification Dwarf</strong> , in onore a WOW, copio incollo sul blog qualche tool che mi è capitato di valutare in questo ultimo periodo. Fatene buon uso e fate &#8220;giochi&#8221; divertenti (ed in caso segnalatemeli tra i commenti, così li provo.. ).</p>
<h1>Soluzioni Open, Free, ad hocs, plugin.</h1>
<h2>1. Achievements for BuddyPress</h2>
<p><img class="alignnone" title="Achievement detail page" src="http://s.wordpress.org/extend/plugins/achievements/screenshot-1.jpg?r=446677" alt="" width="530" height="581" /></p>
<p><a href="http://achievementsapp.com/">Achievements for BuddyPress</a> è a un plugin interessante per chi già sta lavorando con BB. Il loro about in due righe spiega tutto:</p>
<blockquote><p>Achievements gives your BuddyPress community fresh impetus by promoting and rewarding social interaction with challenges, badges and points.</p></blockquote>
<p>Particolarmente vasta la lista di dinamiche di gioco sulle quali si può lavorare, qui un&#8217;immagine sempre rubata da wordpress plugin.</p>
<p><img class="alignnone" title="dinamiche di gioco" src="http://s.wordpress.org/extend/plugins/achievements/screenshot-2.jpg?r=446684" alt="" width="444" height="343" /></p>
<p>Qui sotto invece un noioso video di intro, andate direttamente a 6min.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/15782949?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="532" height="333"></iframe></p>
<h2>2. WordPress Answers</h2>
<p><img class="alignnone" title="answers" src="https://img.skitch.com/20111003-b5fwai64ram2hmkck4y7esm1rq.jpg" alt="" width="807" height="551" /></p>
<p>WordPress Answers è un plugin a pagamento che implementa un tamplate basato su domanda e risposta (Q&amp;A) ed una serie di meccaniche di gioco. In base alle risposte date e alle domande aperte si possono assegnare agli utenti badge e livelli. Esattamente come su <a title="stackoverflow" href="http://stackoverflow.com/">stackoverflow</a>.</p>
<p>Stiamo utlizzando questo plugin su un paio di progetti di <a href="http://www.unclepear.com/">Uncle Pear</a>: sembra essere un buon alleato per tutti i progetti che vanno dalla<strong> customer care, al KM, all&#8217;idea generation.</strong></p>
<p>Le meccaniche di gaming così come appaiono appena dopo l&#8217;installazione sono abbastanza rigide: basate cioè solo sulle interazioni primarie come n di post e n di risposte. Lavorando un pò si possono collegare altri indicatori, legati al profilo o altri dati generati dall&#8217;utente.</p>
<p><a href="http://wp-answers.com/demo">Trovate una demo qui</a> ed una <a href="http://www.tripwiremagazine.com/2010/09/wp-answers.html">review qui</a>.</p>
<h2>3. OSQA</h2>
<p><img class="alignnone" title="OSQA" src="https://img.skitch.com/20111003-xqcqudjrhgu19u5aktg1hucqse.jpg" alt="" width="978" height="645" /></p>
<p><a href="http://www.osqa.net/"> OSQA</a> è l&#8217;alternativa free (sempre open) a WP-Answers. Se già la versione WP sembra aver preso molto da stackoverflow, OSQA direi che ne è l&#8217;esatta copia.</p>
<h2>4. LaunchRock</h2>
<p><img class="alignnone" title="features LaunchRock" src="https://img.skitch.com/20111003-cue35pf8ikwek8pmwh9yi292bi.jpg" alt="" width="712" height="396" /><br />
LaunchRock mi è sembrata un&#8217;ottima piattaforma <strong>per &#8220;gamificare&#8221; il rilascio di un app, un tool online</strong> o qualsiasi altro lancio che necessiti un <strong>forte hype in poco tempo</strong> (peccato però che la durata dell&#8217;hype generato diminuisca in fretta).</p>
<p>LaunchRock si è diffuso molto con il lancio di <a href="http://vizualize.me/">http://vizualize.me/</a>.</p>
<p>LaunchRock assegna alla mail di ogni subscriber un link unico e su questo costruisce una serie di indicatori legati al volume dei suoi sharing: più il link viene condiviso più il ranking del giocatore sale.</p>
<p>In questo modo ogni giocatore/subscribers è incentivato a condividere per guadagnarsi: la promozione, il lancio o l&#8217;accesso alla private beta collegate alla promozione.</p>
<div id="__ss_9393279" style="width: 425px;">
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Launch rock smash summit deck (2011 09-22)" href="http://www.slideshare.net/500startups/launch-rock-smash-summit-deck-2011-0922" target="_blank">Launch rock smash summit deck (2011 09-22)</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/9393279" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more presentations from <a href="http://www.slideshare.net/500startups" target="_blank">500 Startups</a></div>
</div>
<p>n.b. in più launchrock ha coniato il termine <a title="launchrock" href="http://launchrock.com/blog/three-ways-fetchnotes-used-launchrock-to-crea">Earlyvangelists<br />
</a> e solo per questo merita di essere citato (vedi la mia nuova carica ad inizio post&#8230;)</p>
<h1>Piattaforme a pagamento</h1>
<p>Oggi son una dozzina i player di questo mercato, secondo la ricerca di M2 Research fra qualche anno potranno spartirsi 1.6 B$. Il mercato si divide una torta di servizi molto vasta che spazia dall&#8217;interno (organizzazione aziendale) all&#8217;esterno dell&#8217;azienda (marketig, branding,comunicazione), cosa che fin ad ora è successa solo alle suite di social business/enterprise 2.0:</p>
<ul>
<li>fedeltà del brand</li>
<li>riconoscimento del brand</li>
<li>coinvolgimento delle persone (dell&#8217;organizzazione o fra i clienti)</li>
</ul>
<p>Ho trovato molta difficolta a comparare, testare e provare la loro offerte: la maggior parte di questi offrono una demo solo in call conference. Per questo motivo in questo post ne propongo solo tre, visti in modo più approfondito, <a href="http://johnbarberblog.com/?p=278"> vi rimando a questo blogpost</a> o sul fondo di articolo per la lista completa.</p>
<div id="__ss_6635388" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Tbe gamification summit 2011 M2 Research presentation" href="http://www.slideshare.net/loyoyo/gamification-summit-2011-presentation-m2-research-final" target="_blank">Tbe gamification summit 2011 M2 Research presentation</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/6635388" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/loyoyo" target="_blank">M2 Research</a></div>
</div>
<h2> 5. BigDoor, Quick Gamification for WordPress.</h2>
<p>BigDoor è una startup che offre tools per &#8220;gamificare il tuo blog&#8221;.</p>
<p>Grazie ad un <a title="Plugin per wordpress" href="http://wordpress.org/extend/plugins/bigdoor-quick-gamification-for-wordpress/">plugin per wordpress</a> ed una registrazione su bigdoor.com puoi accedere alle loro api e offrire punti esperienza per ogni interazione utente/blog basata su commenti o check-in.</p>
<p>Big door è quasi magico: installato il plugin non ti resta che decidere i tre parametri e &#8220;premere il grosso bottone&#8221; (-cit <a href="http://twitter.com/unlucio">@unlucio</a> ).</p>
<p><img class="alignnone" title="bigdoor features" src="https://img.skitch.com/20111003-thibggyk8w8kymqs576miwagj5.jpg" alt="" width="715" height="628" /></p>
<p>In automatico Bigdoor, crea livelli, badge, classi di esperienza etc etc&#8230; Tutto può essere modificato grazie alla sua semplice interfaccia admin su wordpress e su Bidgoor.com.</p>
<p><img class="alignnone" title="BigDoor badge" src="https://img.skitch.com/20111003-1rnkpx2ar1r1jkg79du8tx64ei.jpg" alt="" width="1049" height="628" /></p>
<p>Bigdoor mostra i suoi muscoli su un elemento che, ad ora, non viene nemmeno valorizzato come primario: <strong>Bigdoor crea anche un&#8217;economia virtuale</strong>, sul tuo blog. (sbav!).</p>
<p>In altre parole i punti esperienza guadagnati possono essere &#8220;spesi&#8221; tra i giocatori e verso il sistema stesso per sbloccare ricompense di vario genere. (spero presto che lo implementino sul mio blog preferito: <a href="http://leganerd.com/">leganerd.com</a>). Da qui si diramano una serie di opzioni per l&#8217;economia virtuale, fra le quali la possibilità di fissare cambi dollari/punti esperienza.</p>
<p><img class="alignnone" title="economia virtuale" src="https://img.skitch.com/20111003-mi2s7dtt355ps5b46ngthd1hcy.jpg" alt="" width="906" height="617" /></p>
<p>In più dicono cose come questa:</p>
<p><img class="alignnone" title="naked" src="https://img.skitch.com/20111003-p96q51btmj51i8g7dajt8ths3m.jpg" alt="" width="957" height="198" /></p>
<p>Ultimamente BigDoor si è comprata http://www.onetruefan.com/, altra piattaforma di gamification basata sull&#8217;installazione di una barra nel proprio browser.</p>
<h2>6. Badgeville</h2>
<p><img class="alignnone" title="badgeville" src="https://img.skitch.com/20111003-gupidthgsen2my15sdqy4h576q.jpg" alt="" width="942" height="438" /></p>
<p>Badgeville è indubbiamente uno dei più grossi player di questo mercato, offre un&#8217;intera piattaforma dedicata alle dinamiche di gioco, che chiama &#8220;Dynamic Game Engine&#8221; DGE. Integrabile con i social media più diffusi, avrete l&#8217;imbarazzo della scelta su come arricchire l&#8217;esperienza dei vostri utenti.</p>
<h2>7.Bunchball</h2>
<p><img class="alignnone" title="bunchball" src="https://img.skitch.com/20111003-rf4gmdyitew965wp653t88qj6w.jpg" alt="" width="815" height="359" /></p>
<p><a href="http://www.bunchball.com">Bunchball</a>  è l&#8217;altro grosso player. Anche questo come Badgeville e BigDoor mette a disposizione un&#8217;intera soluzione per la gamification.</p>
<p>Bunchball, come badgeville, è altamente integrabile e può essere verticalizzato nelle soluzioni più varie, a mio parere però Bunchball ha <a href="http://www.bunchball.com/solutions">un&#8217;offerta più chiara</a>, usalo per:</p>
<ul>
<li>Coinvolgere gli utenti</li>
<li>Fidelizzare utenti sull&#8217;ecommerce</li>
<li>Come strumento interno all&#8217;azienda</li>
</ul>
<p><em>..sembra quindi che si siano letti il report di M2 <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<h2>Seguono gli altri (a me) &#8220;oscuri&#8221; player</h2>
<p>Recuperati sempre dalla ricerca di M2 e da questo <a href="http://johnbarberblog.com/?p=278">post</a>.</p>
<p>8. <a href="http://gamify.it/">Gamify</a> buono anche il suo <a href="http://gamification.org/">wiki sulla gamification</a>, da consultare.</p>
<blockquote><p>9. <a href="http://www.crowdtwist.com/" target="_self">CrowdTwist</a></p>
<p>10. <a href="http://www.cynergysystems.com/" target="_self">Cynergy</a></p>
<p>11. <a href="http://spectrumdna.com/" target="_self">SpectrumDNA</a></p>
<p>12. <a href="http://reputely.com/" target="_self">Reputely</a></p>
<p>13. <a href="http://iactionable.com/" target="_self">iActionable</a></p>
<p>14. <a href="http://www.scvngr.com/" target="_self">Scvngr</a></p>
<p>15. <a href="http://manumatix.com/" target="_self">Manumatix</a></p>
<p>16. <a href="http://www.linkedin.com/company/leapfrog-builders" target="_self">Leapfrog Builders</a></p></blockquote>
<p>Mi sono perso qualche strumento? Ne conoscete altri? Altre soluzioni all&#8217;attivo? Commenti, commenti, commenti! Grazie <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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						data-text="16 Strumenti per la Gamification via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/10/16-strumenti-per-la-gamification/" 
						data-via=""  ></a> 
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		</item>
		<item>
		<title>Social Media Polveriera: 6 casi BOOM BOOM BOOM!</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2011/05/social-media-polveriera-boom-boom-boom/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=social-media-polveriera-boom-boom-boom</link>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 15:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politics]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[edit: mi becco un bell&#8217;OLD Sound Scape è uscito prima con un post simile al mio Comunque l&#8217;ho scritto ed ora ve lo beccate lo stesso&#8230; L&#8217;italia del ballotaggio in questi giorni è in forte aria di MEME, basta una &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/05/social-media-polveriera-boom-boom-boom/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<div style="clear:both;"></div><p style="padding-left: 30px;">edit: mi becco un bell&#8217;OLD <a title="sound scape" href="http://www.soundscape.it/2011/05/sucate-marketing-virale-tragicommedie-allitaliana/">Sound Scape è uscito prima con un post simile al mio</a> <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Comunque l&#8217;ho scritto ed ora ve lo beccate lo stesso&#8230;</p>
<p>L&#8217;italia del ballotaggio in questi giorni è in forte aria di MEME, basta una scintilla e tutto scoppia, proprio come in una polveriera, esplosioni a catena!</p>
<p>Andiamo con ordine, iniziamo dalla politica:</p>
<h1>1.<a href="http://twitter.com/#!/search/%23morattiquotes">#morattiquotes</a> &#8211; raccoglie fake quote riferite al sindaco Letizia Moratti.</h1>
<p>Il meme inzia su twitter e prende piede dopo il confronto TV, Pisapia Vs Moratti. Confronto che si chiude in notizia da prima pagina su tutti i giornali a causa  delle accuse mosse dalla Moratti contro Pisapia, accuse riconosciute false/fuorivianti dalla stessa Moratti, oggi tutto è (quasi) risolto tra strette di mano, denuncie e videoscuse. <a href="http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/05/26/milano_letizia_moratti_giuliano_pisapia_scuse_querela_diffamazione_skytg24_faccia_a_faccia.html">link</a>.</p>
<p>La rete prende  spunto dalle parole del candidato per inondare twitter di fake quotes, false citazioni, a nome della Moratti. <em>Risposta di un media digitale ad un media analogico, ah no oggi è digitale pure quello! <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </em></p>
<h1>2. <a href="http://www.facebook.com/pages/Red-Ronnie/37645125946">Red Ronnie</a> Vs. Pisapia</h1>
<p><img class="alignnone" title="RedRonnie start" src="https://img.skitch.com/20110523-q4y7mge5a7jn8thb5tbbdcx7sk.png" alt="" width="586" height="239" /></p>
<p>Con questo commento Red Ronnie vince il premio dei premi, il sogno di ogni social media manager, l&#8217;incubo di ogni community manager: <strong>80000</strong> commenti al giorno sulla propria bacheca!</p>
<p>Un&#8217;invasione che per giorni ha bombardato la pagina del cantante passata da 3000/4000 fan a 20000 di commenti che ironicamente supportano la voce di Red Ronnie, addossando al candidato Pisapia colpe per i fatti più assurdi.</p>
<p>La pagina del cantante oggi è stata moderata, visibili solo i commenti dell&#8217;admin.</p>
<h1>3. <a href="http://twitter.com/#!/search/%23sucate">#Sucate</a> il finto quartiere di Milano &#8230; &#8211; (Twitter trend in Italia)</h1>
<p>&#8230; lamenta la costruzione di una Moschea in via  Giandomenico Puppa, per voce di Orghi utente in Twitter.</p>
<p>L&#8217;utente riceve risposta e supporto dall&#8217;account ufficiale di Letizia Moratti che, a quanto pare, non si accorge dello scherzo giocato. L&#8217;allegra storia è raccontanta in modo molto dettagliato qua sul <a href="http://www.ilpost.it/2011/05/23/letizia-moratti-twitter-sucate/">ilpost</a>.</p>
<p>In twitter esplote l&#8217;hastag #sucate, usata per lo più per descrivere sarcastici disservizi ed festosi eventi nel finto quartiere.</p>
<p><img class="alignnone" title="sucate" src="https://img.skitch.com/20110523-nar6i5j2wn2jjr7n83trk9ngk3.png" alt="" width="527" height="509" /></p>
<h1>4. <a href="http://www.facebook.com/pages/LUNARCHIA/225185867497194">Lunarchia</a> (la figlia di Red Ronnie) Vs la rete</h1>
<p>In Difesa del padre Lunarchia pubblica un paio di video, il primo è una risposta tagliente alla rete, un&#8217;accusa contro tutti gli utenti di #FB impegnati a spammare la bacheca del padre. La videodifesa, a quanto pare non riesce ed anche il video viene floodato di commenti e unlike su youtube.</p>
<p>Per difendere la videodifesa, in una vortice che spinge verso il basso, lunarchia pubblica un secondo video e mette offline il primo. Nemmeno questo secondo tentativo sembra riuscire, oggi solo per questo secondo video siamo a 28399 view e 453 dislike.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OTU3taH-Ois"><img class="alignnone" title="lunarchia stats" src="https://img.skitch.com/20110527-tnnat9denqunw52bbnjcyqmijn.png" alt="" width="655" height="536" /></a></p>
<h1>5. <a href="http://www.facebook.com/gigidalessioofficial?sk=wall">Gigi d&#8217;Alessio</a> e il concerto</h1>
<p>Annunciata la presenza al concerto per la chiusura della campagna elettorare della Moratti la pagina di FB del cantante viene invasa da commenti di fan delusi.</p>
<p>Oggi anche questa pagina è moderata, questo permette ad ogni status update di raccoglie qualcosa come 200 commenti e 300 like.</p>
<p>Alla fine Gigi d&#8217;alessio non canterà. <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Gigi-DAlessio-annulla-il-concerto-a-Milano-Moratti-Suonera-per-la-mia-rielezione_312064774905.html">link</a>.</p>
<p>La reputazione online di Gigi ha comunque qualche problema &#8230;</p>
<p><img class="alignnone" src="https://img.skitch.com/20110527-pjx1dmjfry9je34aq2hxdb23uw.png" alt="" width="612" height="536" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>6. <a href="http://twitter.com/#!/search/%23dilloaobama">#dilloaobama</a> (Twitter trend in Italia)</h1>
<p>L&#8217;ultimo caso, riguarda la nuova hashtag &#8220;dillo a Obama&#8221; nata dall&#8217;ultimo scenario proposto dalla politica internazionale, <a href="http://www.heraldsun.com.au/news/world/berlusconi-shares-his-problems-with-obama-prompting-ridicule-on-social-media/story-e6frf7lf-1226064461143">una frase del premier italiano riferita di sfuggita al presidente americano.</a></p>
<p>Dillo a obama è un confessionale online aperto a tutti dove ogni persona può rivelare i propri più intimi segreti al presidente USA.</p>
<h1>Stats!</h1>
<p><img class="alignnone" title="trends" src="https://img.skitch.com/20110524-fuy7pde21kg1sdss8i5i9n1kck.png" alt="" width="778" height="365" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il grande business della pace via internet &#8211; #i4p #wired @riccardowired</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2010/10/il-grande-business-della-pace-via-internet-i4p-wired-riccardoluna/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-grande-business-della-pace-via-internet-i4p-wired-riccardoluna</link>
		<comments>http://www.virtualeco.org/2010/10/il-grande-business-della-pace-via-internet-i4p-wired-riccardoluna/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 13:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[i4p]]></category>
		<category><![CDATA[wired]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.virtualeco.org/?p=1067</guid>
		<description><![CDATA[Oggi è lunedì e come ogni buon lunedì mattina gli animi sono infiammati. Il mio pure. Mi chiedo perchè mai devo entrare in  Twitter e leggere la grande scoperta d&#8217;acqua calda:  Internet for Peace è marketing, con tanto di complimenti &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2010/10/il-grande-business-della-pace-via-internet-i4p-wired-riccardoluna/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<div style="clear:both;"></div><p>Oggi è lunedì e come ogni buon lunedì mattina gli animi sono infiammati. Il mio pure.</p>
<p>Mi chiedo perchè mai devo entrare in  Twitter e leggere la grande scoperta d&#8217;acqua calda: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2010/10/08/scoop-la-verita-su-wired-e-la-campagna-internet-for-peace/"> Internet for Peace è marketing</a>, con tanto di complimenti a Riccardo luna, Wired, Ogilvy ed a tutto il gotha del web italico (strano caso, per la maggior parte, sono anche gli stessi autori di wired ita)</p>
<p><strong>La cosa mi disturba. Veramente un pessimo utilizzo della rete.</strong></p>
<p>La libertà della rete esiste  anche quando un ristretto gruppo di persone si riunisce e si accorda su come influenzare la rete nei mesi futuri?</p>
<p>Siamo davanti al grande circo degli influencer italiani, i sempre presenti a convegni, workshop e seminari, professionisti e manager dalle qualità indiscutibili che riescono a muovere network di carta stampata, network televisivi, contatti, nomi, marchi e masse.</p>
<p>Il concept della campagna è fra i più classici dei social media: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2009/09/28/da-cannes-qualche-dritta-per-rompere-i-vecchi-schemi-della-creativita/">sposiamo una campagna sociale per comunicare il nostro brand</a> (o la nostra rivista).</p>
<p>La vera fortuna (bravura) è stata nel portare sotto lo stesso ombrello molti altri grossi marchi, così una campagna di comunicazione (<em>è un costo solitamente</em>) è diventata un ricavo (?).</p>
<p><strong>Collegando il pezzi del puzzle.</strong></p>
<p>I più grandi nomi italiani da un lato si danno battaglia per la libertà della rete, p<a href="http://www.wired.com/magazine/2010/08/ff_webrip/all/1">er la morte della rete</a>, per l&#8217;<a href="http://mag.wired.it/rivista/storie/se-il-web-e-morto-il-copyright-cos-e.html">estinizione del copyright</a> a colpi di tweet, blog e editoriali. Dall&#8217;altra trovano un bel modo per fare una campagna comune che sotto i propri marchi  veicola diversi brand multinazionali, con tanto di pagine e pagine di spazi pubblicitari pensati ad hoc, all&#8217;urlo unisono di &#8220;Internet è Pace&#8221;.</p>
<p>Colpo di scena finale: #i4p è un fallimento (per l&#8217;ottenimento del Nobel) ma tra le righe di blogs e tweet si legge un bel <em>&#8220;ve l&#8217;abbiamo fatta, il nobel non l&#8217;abbiamo preso ma il marchio l&#8217;abbiamo spinto&#8221;</em>.</p>
<p>Qualche altro violino, qualche altra frase dal tono sensazionalistico e <em>ancora viva la rete e viva la libertà.</em></p>
<p><strong>Quindi.</strong></p>
<p>Non sono d&#8217;accordo nemmeno con <a href="http://www.ninjamarketing.it/2010/10/08/scoop-la-verita-su-wired-e-la-campagna-internet-for-peace/">Mirko Pallera</a>, internet il premio se l&#8217;è comunque vinto:  il giorno della nomina del nobel la libertà della rete era nei tweet su <a href="http://www.ninjamarketing.it/adserver.php?u=http://daily.wired.it/news/politica/chi-e-liu-xiabao-nobel-per-la-pace-2010.html" target="_blank">Liu Xiaobo</a>.</p>
<p>Oggi Wired toglie Twitter dalla propria home.<strong> </strong>Perchè non mettere questa come copertina del prossimo numero?</p>
<p><strong>Risposte.</strong></p>
<p>Quella che segue è la risposta di<a href="http://mag.wired.it/blog/wewired/internet-for-peace-non-e-stata-una-campagna-di-marketing.html"> Riccardo Luna alle critiche. </a></p>
<p>Spero che Wired riesca a recuperare presto la fiducia persa magari con una copertina proprio su Xiaobo. Qui sotto i tweet con hastag #wired .</p>
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		<title>Dal libro all&#8217;ebook &#8211; Un nuovo mercato per i libri illustrati?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 12:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
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		<description><![CDATA[Qual è il mercato reale per i libri in formato digitale, se cen&#8217;è uno? Secondo un report di Forrester, ormai dell&#8217;anno scorso (2009), il mercato c&#8217;è ed è saldamente legato a quello dei device per leggerli. Infatti, la diffusione e &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2010/10/dal-libro-allebook-quali-sono-le-possibilita-concrete-sul-mercato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		<div style="clear:both;"></div><p>Qual è il mercato reale per i libri in formato digitale, se cen&#8217;è uno? Secondo un report di <a href="http://www.forrester.com/rb/Research/how_big_is_ereader_opportunity/q/id/54463/t/2">Forrester</a>, ormai dell&#8217;anno scorso (2009), il mercato c&#8217;è ed è saldamente legato a quello dei device per leggerli.</p>
<p>Infatti, la diffusione e la riduzione del costo dei device ha, evidentemente, un impatto di tutto rispetto sul mercato degli ebook (potremmo definirli beni complementari?). È un po&#8217; come il mercato delle lamette da barba, in cui i rasoi vengono venduti sottocosto, sapendo che costringono il cliente a un lock-in rispetto alla marca di lamette utilizzata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1058" title="forrester_ereaders_adoption_curve_jun09" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/forrester_ereaders_adoption_curve_jun09.png" alt="" width="610" height="411" /></p>
<p>A livello globale, gli ebook avrebbero raggiunto il 6% del mercato editoriale globale, secondo il <a href="http://www.guardian.co.uk/books/2010/jul/20/amazon-ebook-digital-sales-hardbacks-us">Guardian</a> (e Amazon attualmente vende 143 ebook per ogni 100 libri cartacei).</p>
<p>I dati di mercato sono estremamente interessanti, a giudicare dalle <a href="http://www.idpf.org/doc_library/industrystats.htm">vendite di ebook</a> dei top 15 editori statunitensi.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20101006-qn4i9iibx8yjnhy1gnykptyf8x.jpg" alt="" width="511" height="377" /></p>
<p>Sembra quindi che il mercato degli ebook stia diventando sempre più interessante e &#8211; addirittura &#8211; fondamentale per tutti gli editori. Un settore mi interessa particolarmente: quello degli illustrati. Questo per motivi sia professionali che personali: ho lavorato per due anni nella maggiore casa editrice italiana di libri d&#8217;arte e, da sempre, sono appassionato di libri illustrati.</p>
<p>Per questo motivo, sono molto interessato a quello che fanno gli editori italiani online. Non poteva certamente passare inosservata l&#8217;ottima iniziativa di <a href="http://www.marsilioeditori.it/">Marsilio</a> editore durante l&#8217;ultima Biennale di Architettura: il catalogo della mostra internazionale è stato pubblicato, gratuitamente, in formato iPad (<a href="http://itunes.apple.com/it/app/ibiennale/id387333827?mt=8">è qui su iTunes</a>).</p>
<p><a href="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/iBiennale-per-iPad-nell_iTunes-App-Store.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1060" title="iBiennale per iPad nell_iTunes App Store" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/iBiennale-per-iPad-nell_iTunes-App-Store.jpg" alt="" width="675" height="524" /></a></p>
<p>Mi sembra ancora più interessante l&#8217;esempio di Phaidon press, che ha pubblicato per iPad il volume Paidon Design Classics. Si tratta di un&#8217;edizione di lusso in tre volumi, <a href="http://it.phaidon.com/store/design/phaidon-design-classics-9780714843995/">che ha il prezzo (per il cartaceo) di ben 150€</a>: evidentemente è un libro da coffee table, fuori dalla portata di studenti e ricercatori. Di conseguenza, <a href="http://itunes.apple.com/us/app/phaidon-design-classics/id364304222?mt=8">l&#8217;app del libro</a>, venduta a 19$, costituisce un&#8217;ottima alternativa per tutti coloro che fanno un uso di reference dei contenuti del volume (quindi non per chi vuole i tre volumi da 1000 pagine sullo scaffale, ma chi deve usarlo per lavorare).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LmxauUSDJW0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/LmxauUSDJW0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Si tratta in entrambi i casi di applicazioni, non di ebook in senso stretto. Sembra, quindi, che il modo migliore per convertire un layout complesso in formato iPad o iPhone sia proprio quello di wrapparlo in un&#8217;applicazione, anche se &#8211; dal punto di vista tecnico &#8211; potrebbe essere altrettanto funzionale la conversione in EPUB e la pubblicazione diretta del libro su iTunes. SE il formato EPUB consentisse di renderizzare correttamente il layout di un libro illustrato: cosa che, almeno per ora, non sembra possibile.</p>
<p>Oppure no? Se ne sapete di più, fateci sapere.</p>
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		<title>Dal libro all&#8217;ebook &#8211; le possibilità per pubblicare su mobile</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
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		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono le opzioni per chi volesse pubblicare un libro in formato digitale, oggi, in Italia? iPad e iPhone, che costituiscono una buona fetta del mercato mobile, utilizzano il formato EPUB, un formato aperto e gratuito per l&#8217;editoria digitale. Visto &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2010/09/dal-libro-allebook-le-possibilita-per-pubblicare-su-mobile/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		<div style="clear:both;"></div><p>Quali sono le opzioni per chi volesse pubblicare un libro in formato digitale, oggi, in Italia?</p>
<p>iPad e iPhone, che costituiscono una buona fetta del mercato mobile, utilizzano il formato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/EPUB">EPUB</a>, un formato aperto e gratuito per l&#8217;editoria digitale. Visto che si  tratta di un formato aperto, le opzioni per convertire un PDF in EPUB sono molte e quasi tutte  open e aggratis.</p>
<ol>
<li><a href="http://calibre-ebook.com/">Calibre</a> (gratuito, Mac / Windows / Linux)</li>
<li><a href="http://www.epub2go.com/">ePub2Go</a> (gratuito, web-based)</li>
<li><a href="http://www.zamzar.com/">Zamzar</a> (gratuito, web-based)</li>
<li><a href="http://www.epubbud.com/">ePubBud</a> (gratuito, web-based)</li>
<li><a href="http://www.lexcycle.com/">Stanza</a> (gratuito, <a href="http://www.lexcycle.com/download-macintosh">Mac</a> e <a href="http://www.lexcycle.com/download-windows">Windows</a>)</li>
<li><a href="http://www.apple.com/iwork/pages/">Pages</a> (commercial, Mac only)</li>
</ol>
<p>Tuttavia, è difficile ottenere una buona conversione in EPUB per un libro illustrato (un layout con testo e immagini).</p>
<p><img class="alignnone" title="paperlit" src="http://img.skitch.com/20100930-paftpswrf6nqg4uer1g5n5n223.jpg" alt="" width="692" height="487" /></p>
<p>Un&#8217;opzione per la pubblicazione su iPad e iPhone è sicuramente <a href="http://www.paperlit.com/site/default.aspx">paperlit</a>, azienda leader nella conversione e pubblicazione di contenuti su mobile. Il PDF del libro viene convertito e reso disponibile sull&#8217;App store di iTunes (come applicazione singola o come applicazione a subscription), e pubblicato per accesso da browser/mobile in JS e Silverlight.</p>
<p>Ho provato a pubblicare il PDF del capitolo di prova del libro <a href="http://graffitiwriting.fatbombers.com">Graffiti Writing</a>, il formato web è online <a href="http://www.paperlit.com/read/graffitiwriting01/2010-09-03?format=js#page=6">qui</a>. <span style="text-decoration: line-through;">I testi sono stati renderizzati piuttosto male, ma ammetto i miei esperimenti con questo servizio sono stati rapidi e approssimativi. Ritenterò con più impegno. </span>In realtà l&#8217;account di prova non renderizza i PDF alla massima risoluzione: la demo ha questa limitazione, anche se non è espressa sul sito di paperlit.</p>
<p><img class="alignnone" title="graffiti writing su paperlit" src="http://img.skitch.com/20100930-87b1uffkgc2g8eud5sc52h41dg.jpg" alt="" width="461" height="450" /></p>
<p>Il <a href="http://www.paperlit.com/site/plans.aspx">pricing</a> del servizio varia dai 200$ ai 600$, a cui va aggiunta una set-up fee di 2400$ circa. È un&#8217;ottima soluzione per i libri illustrati: è possibile infatti pubblicare i PDF completi. Le revenues per il publisher provengono dalla vendita dell&#8217;app sull&#8217;app store, o dalle sottoscrizioni da parte dei lettori.</p>
<p><a href="http://www.simplicissimus.it/">simplicissimus</a> si propone come alternativa italiana: tuttavia, è piuttosto difficile avere un&#8217;idea chiara del pricing del servizio, almeno dal sito.</p>
<p>È un caso interessante anche la startup <a href="http://padpyrus.com/">padpyrus</a>, piuttosto interessante per chi ha uscite frequenti, come i quotidiani.</p>
<p>Il principale concorrente di Apple iPad, per quanto riguarda la lettura di ebook, è sicuramente Amazon Kindle (oltre al device fisico l&#8217;applicazione Kindle è disponibile ormai su moltissime piattaforme, tra cui Android, iPad e iPhone). Il problema principale, per chi si occupa di libri illustrati, è il device: in bianco e nero, supporta solo il formato proprietario di Amazon, verso il quale è piuttosto difficile pubblicare i layout originali in PDF.</p>
<p>Il punto di partenza è <a href="https://dtp.amazon.com/mn/signin">Amazon DTP</a>, che consente di uploadare i propri file .doc, anche in assenza di un codice ISBN. Rappresenta sicuramente un&#8217;ottima soluzione per romanzi, articoli e libri in cui la componente testuale è predominante.</p>
<p>Purtroppo Amazon utilizza un formato proprietario, il formato Kindle: per ora in bianco e nero, con una gestione tutta sua degli impaginati. Guardate come ha ridotto il colophon di Graffiti Writing</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 456px"><img title="Graffiti Writing su Amazon, convertito per Kindle" src="http://img.skitch.com/20100930-8khq6pi875862ewbistaciq78.jpg" alt="" width="446" height="650" /><p class="wp-caption-text">Graffiti Writing su Amazon*, convertito per Kindle</p></div>
<p>*se sei della Mondadori e stai leggendo questo post: non temere, non sto rubando dei soldi a nessuno. Il libro è ormai esaurito e ho pubblicato, come test, solo il capitolo (gratuito) già disponibile online.</p>
<p>Amazon offre due magnanime opzioni all&#8217;editore: è possibile scegliere tra il 70% di royalties e il 35%.</p>
<p>In realtà, non si tratta di una vera scelta: il 35% di royalties sul prezzo di vendita si applica nella maggior parte dei casi, mentre è possibile ottenere il piano del 70% (sul prezzo di vendita al netto dei delivery costs, come definiti <a href="http://forums.digitaltextplatform.com/dtpforums/entry.jspa?externalID=393">qui</a>) solamente sulle vendite effettuate negli Stati Uniti.</p>
<p>La complessa <a href="http://forums.digitaltextplatform.com/dtpforums/entry.jspa?externalID=501&amp;categoryID=20">gestione fiscale</a> dei pagamenti Amazon fa sì che, per la pubblicazione online, sia estremamente raccomandato avere un tax number americano. È comunque possibile pubblicare anche avendo un indirizzo EU, ma si verrà pagati esclusivamente con assegno (e, in assenza di una posizione fiscale US, Amazon tratterrà il 30% delle revenues come imposte).</p>
<p>Ecco qui la pubblicazione su Amazon del mio fondamentale articolo &#8220;Diventare ricco vendendo Viagra&#8221;. <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone" title="Diventare ricco vendendo Viagra: tutto l'oro del comandante Hawke" src="http://img.skitch.com/20100930-qhrmxj8r7pbfjbxtrqg88d9pi9.jpg" alt="" width="764" height="207" /></p>
<p>Di sicuro esistono altri metodi di pubblicazione. Vorrei riuscire a capire quali sono i più opportuni per i testi illustrati. Voi ne conoscete altri?</p>
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		<title>Bresciaoggi 21 Agosto 2010 &#8211; «Sostenitori e privacy: serve un uso consapevole»</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 16:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico qua sotto l&#8217;articolo apparso oggi sul Bresciaoggi, se ne parlava nel post precedente: “Metti un politico in rete” – Social Media e Politica 2.0. Altri post sull&#8217;argomento politica &#38; social media sul blog di Giovanni Armanini: &#8220;Politica e Facebook&#8221; &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2010/08/bresciaoggi-21-agosto-2010-%c2%absostenitori-e-privacy-serve-un-uso-consapevole%c2%bb/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<div style="clear:both;"></div><p>Pubblico qua sotto l&#8217;articolo apparso oggi sul <a href="http://www.bresciaoggi.it/">Bresciaoggi</a>, se ne parlava nel post precedente: <a title="Permalink to “Metti un politico in rete” – Social Media e Politica 2.0" rel="bookmark" href="../2010/08/social-media-e-politica-considerazioni-per-lintevista/">“Metti un politico in rete” – Social Media e Politica 2.0</a>.</p>
<p>Altri post sull&#8217;argomento politica &amp; social media sul blog di <a href="http://armagio.wordpress.com/2010/08/21/politica-e-facebook/">Giovanni Armanini: &#8220;Politica e Facebook&#8221;</a> (<a href="http://twitter.com/armagio">@Armagio</a>) e sul blog di Marco Gafforini : <a href="http://gafforini.com/2010/08/21/consigli-per-i-politici-bresciani-sulluso-di-facebook/">&#8220;Consigli per i politici bresciani all&#8217;uso di facebook</a>&#8221; (@<a href="http://twitter.com/mgafforini">Mgafforini</a>).</p>
<p>Edit: Anche <a href="http://www.lauracastelletti.it/?p=16172">Laura Castelletti </a>parla dell&#8217;articolo e risponde alle osservazioni sollevate.</p>
<div id="__ss_5024709" style="width: 500px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Bresciaoggi - «Sostenitori e privacy: serve un uso consapevole»" href="http://www.slideshare.net/betone/bresciaoggi-sostenitori-e-privacy-serve-un-uso-consapevole">Bresciaoggi &#8211; «Sostenitori e privacy: serve un uso consapevole»</a></strong><object id="__sse5024709" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="610" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=bresciaoggi-100821074348-phpapp02&amp;stripped_title=bresciaoggi-sostenitori-e-privacy-serve-un-uso-consapevole" /><param name="name" value="__sse5024709" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5024709" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="610" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=bresciaoggi-100821074348-phpapp02&amp;stripped_title=bresciaoggi-sostenitori-e-privacy-serve-un-uso-consapevole" name="__sse5024709" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a href="http://www.slideshare.net/betone">Fabrizio Martire</a>.</div>
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		<title>&#8220;Metti un politico in rete&#8221; &#8211; Social Media e Politica 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 12:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amico Armagio (Twitter @armagio)mi ha chiesto qualche spunto sull&#8217;argomento &#8220;Politica e Social media&#8221; per un articolo da pubblicare oggi su Bresciaoggi. Con Uncle Pear ho avuto modo di seguire alcuni politici nel loro sbarco sulla rete, fra questi uno dei &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2010/08/social-media-e-politica-considerazioni-per-lintevista/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		<div style="clear:both;"></div><p>L&#8217;amico <a href="http://armagio.wordpress.com/">Armagio</a> (Twitter <a href="http://twitter.com/armagio">@armagio</a>)mi ha chiesto qualche spunto sull&#8217;argomento &#8220;Politica e Social media&#8221; per un articolo da pubblicare oggi su Bresciaoggi.</p>
<p>Con <a href="http://unclepear.com/">Uncle Pear</a> ho avuto modo di seguire alcuni politici nel loro sbarco sulla rete, fra questi uno dei candidati sindaco al comune di Venezia. Il mondo politico è un mondo molto complesso e delicato da trattare: anche per questo abbiamo deciso di non pubblicare questi lavori nel nostro portfolio.</p>
<p>La presenza online, per un uomo politico, è ormai qualcosa di imprescindibile: tutti si sono accorti che è fondamentale avere un blog, una presenza corretta su Facebook e su Twitter. Ma qual è il modo per avere una presenza online funzionale, che costituisca <em>veramente</em> una leva di informazione e influenza nei confronti della cittadinanza? E quali devono essere gli obiettivi di una campagna di social media marketing politico?</p>
<p>A mio parere gli obiettivi devono essere tre:</p>
<p>1. <strong>ascoltare</strong>. Ignorare le conversazioni online è un errore gravissimo. Ogni strategia online adeguata parte dall&#8217;ascolto continuo e dal monitoring di quello che succede online, attorno al candidato, al partito, ai temi importanti.</p>
<p>2. <strong>comunicare</strong>. Utilizzare correttamente blog e social network per disintermediare la comunicazione politica, parlando direttamente ai cittadini, senza il &#8220;filtro&#8221; dei media</p>
<p>3. <strong>coinvolgere</strong>. Rispondere alle domande, entrare nel merito dei problemi, stare vicino al proprio elettorato. i social media sono un continuo bagno di folla: farne tesoro, perchè questa opportunità non vada persa.</p>
<p><strong>Vediamo come.</strong></p>
<p>È passato molto tempo dal caso Obama (una delle più importanti esperienze di social media marketing politico) a oggi, soprattutto se pensiamo all&#8217;estrema velocità con cui cambia la comunicazione online. Nel 2010 un uomo politico italiano (o bresciano) non può accontentarsi di scopiazzare la formula Obama, sia perchè oggi le tecnologie sono cambiate ma sopratutto perchè la nostra realtà è differente e le modalità di utilizzo degli strumenti web vanno adeguate al contesto.</p>
<p>Oggi un blog di un esponente politico è un ottimo canale per disintermediare la trasmissione dei contenuti istituzionali come il proprio programma, la propria visione e i propri comunicati.</p>
<p>I social network offrono molto di piu: ci consentono di passare da una comunicazione broadcast a una comunicazione 1v1 (riscoprire un approccio diretto con l&#8217;elettore, una democrazia di paese, in cui il politico può rispondere alle domande dei cittadini, una a una).  Se blog e sito istituzionale  sono un megafono per la voce del politico, Facebook e Twitter sono strumenti di engagement: servono a coinvolgere, a dimostrare in solido &#8220;il saper fare politico&#8221; del candidato. Il politico deve sapere attirare l&#8217;attenzione verso i contenuti rilevanti e farsi portabandiara online delle causa a cui tiene cercando di coinvolgere l&#8217;elettorato fan: vince insomma l&#8217;essere maggiormente personali, schierati, decisi e l&#8217;azione diretta.</p>
<p>Consigli in pillole:</p>
<p>1. <strong>Avvalersi di consulenti giovani, under 30</strong> &#8211; come ha fatto Niki Vendola (il governatore della Regione Puglia, la cui comunicazione online è gestita da un gruppo di giovani professionisti, FF3300). Il cambiamento sta nei giovani e questi sono quelli che avvertono prima le tendenza della rete e capiscono come sfruttarle al meglio.</p>
<p>2. <strong>Parlare nelle piazze giuste</strong> &#8211; a seconda del target politico, scegliere accuratamente i social network sui quali intervenire: Facebook permette di mirare a un preciso segmento geografico e demografico, mentre Twitter raccoglie l&#8217;attenzione di influencer, giornalisti, professionisti. Scegliere, per non disperdere gli sforzi, e cambiare registro coerentemente con il medium.</p>
<p>Come fa Di Pietro, che è presente su tutti i social network (Facebook, Twitter, YouTube, blog) e che fa uso di tutte le strategie (viral). Oppure come fa Ivan Scalfarotto, che parla con micro-circoli di elettori (riunioni informali di 5-10 persone) via Skype: immediato, diretto, gratis.</p>
<p>3. <strong>Sposare cause sociali online</strong> &#8211; com&#8217;è composta l&#8217;agenda politica del candidato, in termini di interventi, cambiamenti, obiettivi? Probabilmente sulla rete un gruppo di persone sta già combattendo per lo stesso motivo: dare un supporto pubblico alle cause rilevanti significa sfruttare ciò che è già presente in rete. Accorrere dove c&#8217;è un problema, e dare la propria risposta.</p>
<p>Come fa Dario Franceschini, che su Twitter esprime le proprie idee, risponde a molti e fa addirittura gli auguri di buon compleanno a Veltroni.</p>
<p>4. <strong>Spingere al massimo</strong> &#8211; nei mercati online chi vince prende tutta la torta. Internet non è un posto per chi vuole arrivare secondo: è meglio mettercela tutta, provare le idee più forti, mettere in atto tutte le strategie, senza timore. Ricordiamo che la rete ha premiato molti <em>newcomer</em>, che hanno saputo sfruttare al massimo lo strumento.</p>
<p>Vale la pena di spingere sulle esperienze online, consapevoli del fatto che si costruisce una fan base solida, che rimane nel tempo e che è possibile coinvolgere, attivare e valorizzare in molti modi.</p>
<p>Naturalemente ogni politico e ogni idea costituiscono un caso a sè. Le differenze ci sono e sono rilevanti.<br />
<strong><br />
Questo post è stato scritto a 4 mani: grazie <a href="http://ale.fatbombers.com">Alessandro Mininno</a> (<a href="http://twitter.com/alekone">@Alekone</a>) !</strong></p>
<p>Seguono alcune slide di <a href="http://unclepear.com/">Uncle Pear</a>, utili anche se un pò datate (Gennaio 2010).</p>
<div style="width:650px" id="__ss_5019450"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/UnclePear/02-uncle-pear-politica-e-social-network" title="02 uncle pear - politica e social network">02 uncle pear &#8211; politica e social network</a></strong><object id="__sse5019450" width="650" height="500"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=02-unclepear-politicaesocialnetworkver5-100820093558-phpapp02&#038;stripped_title=02-uncle-pear-politica-e-social-network" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse5019450" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=02-unclepear-politicaesocialnetworkver5-100820093558-phpapp02&#038;stripped_title=02-uncle-pear-politica-e-social-network" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="650" height="500"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/UnclePear">Uncle Pear</a>.</div>
</div>
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		<title>Cybersquatting 2.0</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2009/11/cybersquatting-2-0/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cybersquatting-2-0</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne è passato di tempo, ma dagli anni 90 ad oggi il cybersquatting non ha mai veramente abbandonato la rete. Dalle classiche cause, ora da manuale, relative ai domini più noti e &#8220;famosi&#8221; al 2.0. Cosa sta succendendo? Mi è &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2009/11/cybersquatting-2-0/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>Ne è passato di tempo, ma dagli anni 90 ad oggi il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cybersquatting%20" target="_blank">cybersquatting</a> non ha mai veramente abbandonato la rete. Dalle classiche cause, ora da manuale, relative ai <a href="http://punto-informatico.it/385219/PI/Commenti/caso-del-dominio-armaniit.aspx" target="_blank">domini più noti e &#8220;famosi&#8221;</a> al 2.0.</p>
<h3><strong>Cosa sta succendendo? </strong></h3>
<p>Mi è capitato in questi giorni di trovarmi di fronte a questo problema per un paio di <a href="http://www.thenewlawyer.com.au/article/Cybersquatting-precautions-pay-off-for-Facebook/487716.aspx" target="_blank">marchi registrati</a> esistevano già <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;ved=0CAoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fadvertising%2F%3Fpages&amp;ei=ucP5SqP7KtPesgbn8P2eCg&amp;usg=AFQjCNGfjjOxqoFR0-pUdA6mtOiD0oGIRw&amp;sig2=M-wNDOPCjEModfM5otPGWA" target="_blank">pagine</a> e <a href="http://mashable.com/2009/06/09/facebook-vanity-urls/" target="_blank">vanity url</a> su facebook.</p>
<p>Prima d&#8217;ora non avevo mai valutato la pericolosità (o il valore?) della cosa, è chiaro però che trovare centinaia di utenti iscritti ad una pagina, convinti della sua ufficialità, può essere un problema. Ancor più quando utenti un pò sprovveduti si rivolgono direttamente (in bacheca) al &#8220;falso&#8221; proprietario ponendogli questioni e domande commerciali.</p>
<p>Facebook permette da qualche mese di registrare pagine commerciali e relativi sottodomini (per facebook appunto vanity url). Le organizzazioni stanno aprendo le proprie pagine nel network portandosi dietro investimenti di marketing, advertising e design, così come per myspace anche per facebook si sta affermando un nuova &#8220;tipo&#8221; di webdesign specializzato, ne è un esempio il sito showcase <a href="http://www.customfacebookpage.com/" target="_blank">customfacebookpage</a>.</p>
<p>Come risolvere il problema a monte? Cercando qua e la per la rete ho trovato qualche interessante link che cita leggi e policy.</p>
<h3>Facebook Pages informazioni generali sul trademark</h3>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.insidefacebook.com/2009/06/24/all-facebook-pages-can-get-vanity-urls-starting-sunday-at-midnight/">http://www.insidefacebook.com/2009/06/24/all-facebook-pages-can-get-vanity-urls-starting-sunday-at-midnight/</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.i-policy.org/2009/06/facebook-adds-trade-mark-protection-to-vanity-url-plan.html">http://www.i-policy.org/2009/06/facebook-adds-trade-mark-protection-to-vanity-url-plan.html</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.out-law.com//default.aspx?page=10081">http://www.out-law.com//default.aspx?page=10081</a></li>
</ul>
<p>Facebook tutela quindi tutte le proprietà intellettuali e i marchi. In meno di 24h mi son visto restituire pagine e vanity url. Segue un secondo gruppo di link con pagine di help e form di richiesta.</p>
<h3>Segnalazione di un nome utente in violazione / Restituzione del vanity url</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=username_infringement" target="_blank">Richiesta di restituzione del Vanity Url </a>(username infringment)</li>
<li><a href="http://www.facebook.com/legal/copyright.php?noncopyright_notice" target="_blank">Violazione di proprietà intelletuale</a> (non copyright notice)</li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/help.php?page=899">http://www.facebook.com/help.php?page=899</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/help.php">http://www.facebook.com/help.php</a></li>
</ul>
<h3>e per twitter ?</h3>
<p>Per Twitter la questione è molto più difficile. Non avedo un sistema pubblicitario che si fa garante del diritto di proprietà intellettuale -  il <em>far west</em> è ciò che si è scatenato nei mesi scorsi: <a href="http://adage.com/digital/article?article_id=140377" target="_blank">parecchi sono i grossi nomi</a> che si son visti il &#8220;proprio&#8221; <a href="http://adage.com/images/random/1109/33-Twitter-110909.jpg" target="_blank">profilo occupato</a> (con tanto di follower), da Burger king a Nike. I tweet di <a href="http://twitter.com/CyberSquatters" target="_blank">CyberSquatters</a> sembrano raccontare questo mondo sotterraneo che oggi con il social media marketing a portata di PMI sembra emergere molto velocemente.</p>
<h3>e per tutto il resto?</h3>
<p>Con strumenti come <a href="http://knowem.com" target="_blank">knowem.com</a> o <a href="http://namechk.com/" target="_blank">namechk.com</a> ci si può difendere bene dall&#8217;occupazione dei propri domini. In più con <a href="http://knowem.com/signup-service.php" target="_blank">600$</a> ci si può registrare su 300 socialnetwork in automatico. <em>Lo stesso vale per il cybersquotter però! <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>L&#8217;inutile conoscenza</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends & Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[knowledge worker]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggo oggi un articolo apparso su Repubblica, nel quale ho trovato un passaggio che mi ha decisamente dato da pensare. Nell&#8217;articolo si parla del nuovo trend (tutto italiano) che sta prendendo il mercato del lavoro, della trasformazione da cocopro a &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2009/11/linutile-conoscenza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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<p>Leggo oggi un articolo apparso su <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/lavoro-precario/lavoro-precario/lavoro-precario.html" target="_blank">Repubblica</a>, nel quale ho trovato un passaggio che mi ha decisamente dato da pensare.<br />
Nell&#8217;articolo si parla del nuovo trend (tutto italiano) che sta prendendo il mercato del lavoro, della trasformazione da cocopro a partita iva, dei &#8220;liberi professionisti subordinati&#8221;. Non sono queste però le considerazioni più importanti del testo, allarmante, specie per il futuro del nostro paese, è il passaggio che definisce perfettamente la situazione che sta colpendo da vicino molti operatori della <strong>conoscenza e dell&#8217;informazione</strong>. Di seguito:</p>
<blockquote><p>A compiere il percorso da atipico a &#8220;libero professionista&#8221;, senza più nemmeno un accenno di diritti e di tutele, è ancora la generazione dei trentenni, l&#8217;ala marginale del mercato del lavoro.<br />
<strong>Eppure questo pezzo di knowledge worker, lavoratori della conoscenza, intellettuali moderni, flessibili e innovativi, avrebbe dovuto rappresentare l&#8217;avanguardia di una sorta di neo- borghesia in una società post-industriale. Questa, a sua volta, avrebbe dovuto spingere verso un incremento della produttività e arrestare il nostro declino, sfruttando le nuove tecnologie. </strong>La realtà è stata diversa e si è tradotta soprattutto in un progressivo e malcelato <strong>tradimento</strong> nei confronti di una generazione di giovani professionisti.</p></blockquote>
<p>Quanto è importante oggi la conoscenza? quanto l&#8217;informazione? e quanto lo saranno per il sistema paese in futuro?  <strong>siamo diventati una società figlicida dove per la sussistenza di un organismo maturo si sacrifica il domani?</strong> &#8230;. e domani?</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/lavoro-precario/lavoro-precario/lavoro-precario.html">L&#8217;ultima beffa del lavoro precario &#8220;Apri la partita Iva o ti licenzio&#8221; &#8211; economia &#8211; Repubblica.it</a></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=af80cd31-8252-823c-a913-20c0c7ed6311" alt="" /></div>
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