Comunicazione 2.0 e il Lag Europeo.

Prendo spunto dal post odierno di Andrew McAfee ( padre dell’enterprise 2.0 ) dal titolo Eurolag? per due veloci considerazioni riguardo il rapporto Italia / Enterprise2.0 o ancor più da vicino Brescia / Web2.0.

McAfee intervenuto in questi giorni ad una conferenza Europea sul 2.0 , vista la forte attenzione data dai “businessman Europei” agli argomenti trattati scrive :

Everyone I talked to at the conference, however, told me that European businesses were lagging American ones in the deployment and use of these new tools.

[…]

I didn’t get the idea that these people were just being modest and polite to an American guest. Instead, they sincerely believed that their businesses were behind in this area. I give their opinions a fair amount of weight because many of them worked for or with US-based companies, and so had points of comparison.

Pone allora ai suoi lettori 3 domande, al fine di ricercare le motivazioni che stanno alla base del rallentamento Europeo rispetto all’America.

Is that the whole story? Or do we need to understand other things as well? Particularly for Enterprise 2.0, are there real differences across countries in:

  • Corporate willingness to invest in all forms of IT?
  • Comfort with 2.0 technologies, especially among older workers?
  • National-level corporate cultures?

L’instinto per quanto riguarda l’ambiente nel quale sono inserito mi porta a considerare tutte e 3 queste componenti come parte del rallentamento Europeo, specie Italiano, ancor più  del Bresciano.

Un esempio di come il 2.0 sia sicuramente una strada che si deve percorrere e non solo una delle possibilità da sfruttare, viene dalla quotidianità fuori dalla rete: l’apertura di un centro commerciale.

Nel pieno centro della città è stato da poco aperto freccia rossa, tra le lamentele legate ai problemi di viabilità, al forte attacco sferrato ai negozi del centro storico (a pochi passi da li) ed un area d’attrazzione del mercato compressa da altri due centri commerciali presenti nello stesso raggio di 10 km.

Sul vecchio sito, composto per lo più da una serie di pagine-jpeg totalmente statiche, la comunicazione veicolata era orientata alla vendita/acquisto dei locali per i commercianti: analisi dell’area, della possibilie redditività e del “giusto” mix di negozi arricchivano l’offerta. Il sito ora è offline, in fase di ristrutturazione ma google cache ce ne assicura ancora qualche pagina!

Il resto della comunicazione, verso il consumatore finale è stata UNICAMENTE veicolata tramite i normali media, tv, radio e ancora: comunicati stampa e cartellonistica varia.

Intanto nel mondo dell’internet….

Uno dei segmenti target primari (giovani 18 – 30) del grosso distributore al posto di essere attratto dall’offerta, si muove verso il boicotaggio del centro stesso ed è un esplosione di blogs, gruppi e commenti, tra i quali:

  1. gruppi di facebook, 2 di cui specificatamente contro, totale iscritti ad ora 1441.
  2. blogs: qui, qui, qui, qui, qui.
  3. Spam, catene di sant’antornio, che nel girare stanno raccogliendo centinai di indirizzi.

Risultato: un diffuso brusio di fondo negativo verso un centro che a pochi mesi dalla nascita è spesso vuoto perchè mal sopportato dalla cittadinanza ed una reazione a catena di mal contento condiviso che arriva a mettere alla berlina (trasversale alla stratificata gioventù bresicana) chi non è certamente per il boicottaggio.

Il 2.0 in questo caso il Marketing/Comunicazione 2.0, probabilmente avrebbero potuto arginare la diffusione di questo sentimento negativo ? perchè questo non è avvenuto? probabilmente, a parere mio, le risposte sono rintracciabili nelle domande poste da Andrew McAfee.

3,2,1.. Setup! Si parte!

Ho questa bozza di articolo salvato da qualche tempo, ma tra un impegno e l’altro non l’ho mai pubblicato! Fortunatamente un nuovo ottimo articolo “Campagna D’autunno” apparso oggi sull’altrettanto ottimo intranetlife mi ha dato la forza di premere su “Pubblica” (mordendomi le dita per essere stato giustamente battuto sul tempo!!!).

Nel post Roberto Cobianchi ci parla delle soluzioni 2.0 ( enterprise 2.0, se preferite)  che sta utilizzando per il suo lavoro. Con molto piacere, pur non conoscendoci, vedo che siamo stati colpiti entrambe positivamente dal “morbo di Varese” prova ne è che condividiamo alcune scelte.

Per quanto riguardano le mie necessità, per il progetto: Going 2.0, ho scelto un layout di applicazioni composto da:

BaseCamp,

per la gestione dell’intero progetto: per avere una To Do list condivisa e con compiti assegnabili, Messages usato come miniforum e  Writeboards usato per il Brainstorming, a mo di wiki monopagina.

GoogleApps,

GoogleDocs per la creazione e condivisione dei documenti, GoogleCalendar per mandare appuntamenti e sengare Milestone, il tutto sincronizzato con il calendario di Outlook ed il calendario di iphone (per questo vi passo due link interessanti 1,2). Ultimo Google Talk, per chattare direttamente con gli altri collaboratori, dando un netta accelerazione alla nostra comunicazione.

NetVibes,
Tutto è stato poi raccolto in una pagina del “maipiùsenzaNetvibes, formata da più widget:
1. una to do list privata
2. l’account di Del.icio.us
3. Un widget per GoogleTalk ed uno per gli altri servizi Google.
4.  Rss a piacere 🙂 nel mio caso diretta alla timeline Going 2.0, legata a questo Blog!

Vi interessa avere questa pagina di NetVibes? la trovate qua sotto!


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Going 2.0 : Corso Web 2.0 (for dummies)

“Web 2.0: strumenti e possibilità” (10/12 ore) offre un primissimo approccio al 2.0 per chi di web ne sa poco o nulla!!

Utilizzatori esperti, imprenditori del 2.0, ninja e guru internettiani saltate questa serie di slide a piè pari! ( o quanto meno non soffermatevi sulle mostruose semplificazioni fatte!!) Al contrario se nell’azienda dove lavorate si sta diffondendo il germe del 2.0 a più livelli, probabilmente qui troverete qualche soluzione su come porre e organizzare le idee da presentare al collega che ancora naviga con Explorer 6.

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