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	<title>Virtualeco &#187; Casi Studio</title>
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	<description>Dall&#039;Enterprise 2.0 ai Social Media</description>
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		<title>Ti Pinteressa la cultura? Come le istituzioni culturali usano Pinterest</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[Se hai vissuto sotto un sasso nell&#8217;ultimo mese, non sai che Pinterest è un social network nuovo e in ascesa, che ti permette di collezionare stimoli visivi (immagini, video, prodotti) e organizzarli in &#8220;Boards&#8221;. Perchè è interessante? Perchè è semplice, &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2012/02/ti-pinteressa-la-cultura-come-le-istituzioni-culturali-usano-pinterest/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<div style="clear:both;"></div><p>Se hai vissuto sotto un sasso nell&#8217;ultimo mese, non sai che Pinterest è un social network nuovo e in ascesa, che ti permette di collezionare stimoli visivi (immagini, video, prodotti) e organizzarli in &#8220;Boards&#8221;.<br />
Perchè è interessante? Perchè è semplice, è funzionale e non esisteva nulla del genere. Si avvicina a Ffffound (che però non consente la registrazione di nuovi utenti) e a Delicious (che però gestisce le immagini veramente male).<br />
Inoltre, il 59% dei visitatori di Pinterest sono donne, in età compresa tra i 25 e i 44 anni: tutto l&#8217;opposto di Google Plus, per esempio, afflitto da una carenza strutturale in termini di genere femminile (almeno nella fase iniziale).</p>
<p>Gli utenti usano Pinboard per collezionare le foto delle scarpe che vorrebbero, dei vestiti per il matrimonio, delle composizioni tipografiche che li attirano, cose così.<br />
Le aziende lo usano per organizzare dei concorsi e per incentivare feedback da parte degli utenti. Per esempio Whole Foods, il mio distributore preferito di cibo genuino, ha intitolato i suoi board &#8220;Ti piacciono le verdure?&#8221; oppure &#8220;Come sta crescendo il tuo orto?&#8221;. <a href="http://pinterest.com/wholefoods/">Date un&#8217;occhiata</a>, ve lo consiglio se vi piacciono i broccoli.</p>
<p>Le immagini sono un veicolo potentissimo, per chiunque voglia comunicare una storia o uno stile di vita: il Pinboard di <a href="http://pinterest.com/amnestyusa/">Amnesty International</a>, incredibilemente poco seguito, trasmette i valori della ONG attraverso le frasi dei grandi leader, immagini di libri, film poster. E, naturalmente, anche la collezione di magliette. La rivista Real Simple è riuscita ad aggregare 28.000 followers, con delle Board tematiche per prodotto.</p>
<p><a href="http://pinterest.com/amnestyusa/"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" title="Amnesty International USA (amnestyusa) on Pinterest" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Amnesty-International-USA-amnestyusa-on-Pinterest.jpg" alt="" width="862" height="608" /></a></p>
<p>Non sono stato il primo a chiedersi se Pinterest potesse essere utile per le istituzioni culturali. <a href="https://twitter.com/#!/sumojim">Jim Richardson</a>, consulente inglese di social media marketing per le istituzioni culturali, ha sollevato la questione su Twitter qualche giorno fa. Probabilmente tutto parte da Pinterest stesso, che sul suo <a href="http://www.raisedeyebrow.com/blog/2012/01/should-your-nonprofit-use-pinterest">blog</a> parla degli utilizzi che le non profit possono fare dello strumento. Jenni Fuchs, la blogger dietro <a href="http://jennifuchs.tumblr.com/">Museum Diary</a>, sta compilando una lista dei musei americani che stanno utilizzando (con risultati alterni) questo mezzo.</p>
<p>I risultati di una prima e rapida ricerca su Pinterest e istituzioni culturali hanno superato le mie aspettative.<br />
Al primo posto, per qualità e valore dei contenuti, c&#8217;è sicuramente lo <a href="http://www.aaa.si.edu">Smithsonian</a>: l&#8217;archivio iconografico del museo di Washington è sempre stato all&#8217;avanguardia nella condivisione delle proprie immagini.<br />
Pubblicare il proprio archivio, in forma gratuita, è il modo migliore per incrementare la fruizione del patrimonio iconografico e lo Smithsonian l&#8217;ha fatto già nel 2008, pubblicando una buona parte del proprio archivio su <a href="http://www.flickr.com/photos/smithsonian/">Flickr</a>, con licenza Creative Commons.<br />
La pagina dello <a href="http://pinterest.com/archivesamerart/">Smithsonian&#8217;s Archive of American Art su Pinterest</a> è bellissima.</p>
<p><a href="http://pinterest.com/archivesamerart/animals-in-the-archives/"><img class="alignleft size-full wp-image-1547" title="Mozilla Firefox" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Mozilla-Firefox.jpg" alt="" width="895" height="616" /></a></p>
<blockquote><p>Citation: Edwin Boyd Johnson, Chicago, Ill. christmas card to Kathleen Blackshear, Chicago, Ill., 1937 . Kathleen Blackshear and Ethel Spears papers, Archives of American Art, Smithsonian Institution.</p></blockquote>
<p>Le immagini della collezione sono accuratamente organizzate, catalogate e descritte.</p>
<p>La <a href="http://pinterest.com/ArtPictureNYPL/">New York Public Library</a> usa lo strumento in due modi (entrambi che implicano un approccio curatoriale). Primo, attira l&#8217;interesse con dei contenuti &#8220;pop&#8221;, che siano fotogrammi di film in cui appaiono dei libri o copertine accattivanti. Secondo, per incentivare la lettura, suggerendo dei libri.</p>
<p><a href="http://pinterest.com/ArtPictureNYPL/book-covers/"><img class="alignleft size-full wp-image-1548" title="Book Covers" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Book-Covers.jpg" alt="" width="955" height="781" /></a></p>
<p>Il <a href="http://pinterest.com/chicagomuseum/">Chicago History Museum</a>, invece, devia l&#8217;utilizzo dello strumento e condivide dei &#8220;<a href="http://pinterest.com/chicagomuseum/behind-the-scenes/">dietro le quinte</a>&#8220;, in cui mostra le fasi di allestimento. Un utilizzo interessante ma forse poco coerente con il medium. Tra i miei preferiti il <a href="http://pinterest.com/ncwhm/retro-cowgirl/">National Cow Boys Museum</a>, che colleziona (tra le altre cose) immagini vintage di Cow Girls. Imperdibile.<br />
Il <a href="http://pinterest.com/palazzomadama/">Columbus Museum</a> usa Pinterest nel modo più immediato che potremmo immaginare: per esporre una parte della collezione, in questo caso ha creato una Board con una sotto-collezione di artisti moderni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1550" title="Sirak Collection_ Monet to Matisse" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Sirak-Collection_-Monet-to-Matisse.jpg" alt="" width="1430" height="754" /></p>
<p>Il <a href="http://pinterest.com/sfmoma/">Moma di San Francisco</a> si distingue con un approccio più serio e più curatoriale. I titoli delle Boards non sono didascalici, ma evocativi, come fossero titoli di mostre.<br />
I coniugi Bernd and Hilla Becher, per esempio, finiscono in una gallery intitolata &#8220;Drips and Drops&#8221; e l&#8217;immagine, accuratamente descritta e didascalizzata, è collegata alla scheda dell&#8217;opera sul sito del museo.</p>
<div style="padding-bottom: 2px; line-height: 0px;"><a href="http://pinterest.com/pin/159596380514658426/" target="_blank"><img src="http://media-cdn.pinterest.com/upload/159596380514658426_OrY6zFlc_c.jpg" alt="" width="363" height="475" border="0" /></a></div>
<div style="float: left; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px;">
<p style="font-size: 10px; color: #76838b;">Source: <a style="text-decoration: underline; font-size: 10px; color: #76838b;" href="http://www.sfmoma.org/explore/collection/artwork/117101">sfmoma.org</a> via <a style="text-decoration: underline; font-size: 10px; color: #76838b;" href="http://pinterest.com/sfmoma/" target="_blank">SFMOMA</a> on <a style="text-decoration: underline; color: #76838b;" href="http://pinterest.com" target="_blank">Pinterest</a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia, <a href="http://pinterest.com/palazzomadama/">Palazzo Madama</a> (di Torino) sembra essere tra i primi musei ad aver aperto un profilo. Contenuti e follower scarseggiano, comprensibilmente: la piattaforma è ancora in fase embrionale, nel nostro paese.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1549" title="Mozilla Firefox-1" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/Mozilla-Firefox-1.jpg" alt="" width="841" height="465" /></p>
<p>L&#8217;editore d&#8217;arte Electa, che potrebbe beneficiare incredibilmente da un servizio come Pinterest e che avrebbe infiniti contenuti da offrire (dalle copertine dei volumi ai contenuti dell&#8217;archivio, 2 milioni di immagini) ha aperto un account proprio mentre sto scrivendo queste righe. È comunque tra le primissime case editrici, insieme a Penguin e a poche altre, secondo il recentissimo report di <a href="http://blog.web.blogads.com/2012/01/30/report-which-book-publishers-are-doing-social-media-best/">blogads</a> (blogads sta organizzando una conferenza su libri e community management, il 15 febbraio, <a href="http://socialmediaweek.org/event/?event_id=1190">qui</a>).</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>siamo anche qui: <a title="https://pinterest.com/electaeditore" href="https://t.co/zcnwXSUM">pinterest.com/electaeditore</a> prendetevela con @<a href="https://twitter.com/alekone">alekone</a> che ci ha gentilmente invitate (noi ringraziamo tanto) <img src='http://www.virtualeco.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>— ElectaEditore (@ElectaEditore) <a href="https://twitter.com/ElectaEditore/status/165832255267274752" data-datetime="2012-02-04T16:21:05+00:00">Febbraio 4, 2012</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Naturalmente, qualunque cosa facciano musei, archivi e biblioteche arriva in ritardo rispetto a quello che fanno gli utenti: una semplice ricerca con la parola chiave &#8220;museum&#8221; o &#8220;books&#8221; restituisce centinaia di risultati, ordinati, descritti e di alta qualità. Alcuni utenti creano il proprio museo ideale, raccogliendo le loro opere preferite, complete di commenti, riferimenti e citazioni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1551" title="My Imaginary Museum" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2012/02/My-Imaginary-Museum.jpg" alt="" width="842" height="470" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa ho imparato da questa rapida review di Pinterest?</p>
<ul>
<li>il sistema di ricerca di Pinterest è lentissimo e terribile</li>
<li>Pinterest ha già una base di utenti ampia e consolidata, e ha già mostrato risultati interessanti in ambito aziendale</li>
<li>Le istituzioni culturali su Pinterest sono poche e, per ora, hanno scarsi risultati e un utilizzo del mezzo che non è certo eccitante</li>
<li>Probabilmente Pinterest costituisce un mezzo di comunicazione e promozione molto potente per tutti i content holder: biblioteche, archivi, musei, case editrici</li>
<li>Come in tutti i casi, bisogna avere qualcosa da dire. Qui è la content strategy a fare la differenza.</li>
</ul>
<p>Probabilmente, da questa review mancano molti casi e molte istituzioni culturali. Se ne conoscete qualcuna in più datemi una mano con una segnalazione, nei commenti o via <a href="http://twitter.com/alekone">twitter</a>. Grazie!</p>
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		<title>Social media e fashion nel 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 10:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post è un punto della situazione sulla comunicazione online nel settore fashion, scritto a quattro mani da Alessandro Mininno e Bianca Ferrari. Il 2011 è stato un anno lungo per il settore della moda, che ha visto una repentina &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		<div style="clear:both;"></div><blockquote><p>Questo post è un punto della situazione sulla comunicazione online nel settore fashion, scritto a quattro mani da <a href="http://twitter.com/alekone">Alessandro Mininno</a> e <a href="http://twitter.com/bia_hvid">Bianca Ferrari</a>.</p></blockquote>
<p>Il 2011 è stato un anno lungo per il settore della moda, che ha visto una repentina impennata nella diffusione della comunicazione online, come attestano i numerosi casi che abbiamo raccolto. Le case di moda usano i social media quasi esclusivamente come strumento di marketing e non, per esempio, come strumento di idea generation o di customer care.</p>
<p>Ma Facebook e Twitter non sono gli unici strumenti ad avere un&#8217;adozione sempre più ampia. Quali sono i trend dell&#8217;anno? Quali sono state le applicazioni migliori? Proviamo a fare un punto della situazione, per capire quali possano essere gli strumenti da tenere d&#8217;occhio in questo momento.</p>
<div id="__ss_10724964" style="width: 595px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Social media e fashion 2011" href="http://www.slideshare.net/alekone/social-media-e-fashion-2011" target="_blank">Social media e fashion 2011</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/10724964?rel=0" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="595" height="497"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<h2>1. Mobile e mobile commerce</h2>
<p>Partiamo dalla bottom line. L&#8217;e-commerce: internet è un canale di vendita, e i dati lo confermano. <a href="http://www.oxford-consulting.com/industry-news/2011/09/mobile-commerce-is-growing-up/" rel="nofollow">Eurostat</a> dice che il solo mercato europeo online, nel 2010, valeva 202 miliardi di dollari. Sarebbe un importo pari al <a href="http://articles.businessinsider.com/2011-10-22/news/30309707_1_oil-rich-saudi-arabia-investments" rel="nofollow">patrimonio personale di Gheddafi</a>. Si tratta certamente di un mercato in crescita: a titolo di confronto, gli stati uniti crescono del 12.6% annuo (fonte: fevad).</p>
<p>Cosa sta succedendo qui? La crescita del numero di smartphone e di connessioni da cellulare potrebbe portare il mobile-commerce, secondo <a href="http://about.datamonitor.com/media/archives/4280" rel="nofollow">Forrester</a>, dagli attuali 6 miliardi di dollari (in US) a 31 miliardi nel 2016.</p>
<p>Perchè è interessante per il settore della moda? Le rilevazioni <a href="http://techcrunch.com/2011/12/05/comscore-38-percent-of-smartphone-owners-have-used-a-mobile-device-to-make-a-purchase/" rel="nofollow">Comscore</a> di settembre 2011 dicono che il 37% delle persone che fanno shopping con uno smartphone hanno comprato abbigliamento.</p>
<p>Google <a href="http://www.google.com/think/insights/topics/think-mobile.html" rel="nofollow">Insight</a> riporta che</p>
<ul>
<li>79% usano uno smartphone come aiuto per lo shopping</li>
<li>70% usano lo smartphone in negozio</li>
<li>35% comprano con lo smartphone</li>
<li>27% hanno comprato da un sito per mobile</li>
<li>22% hanno comprato da una mobile app</li>
<li>lo spending medio annnuo in acquisti da mobile è di US$300.</li>
</ul>
<p>Il mobile commerce si coniuga, sostanzialmente, in due modi.</p>
<ul>
<li>e-commerce accessibili da mobile</li>
<li>e-commerce in formato nativo, per iOs o Android</li>
</ul>
<p><a href="https://marketplace.asos.com/" rel="nofollow">Asos</a> per esempio, distributore e marketplace inglese, sceglie la soluzione dell&#8217;<a href="http://www.internetretailer.com/2011/09/29/fashion-retailer-asos-adds-iphone-and-ipad-apps" rel="nofollow">applicazione</a> nativa per mobile, e si assicura che l&#8217;applicazione sia sincronizzata con il sito scrivendo delle apposite API. Asos investe molto su questo canale, anche perchè ha visto<a href="http://www.internetretailer.com/2011/07/18/asos-web-sales-grow-69-q1" rel="nofollow"> crescere le vendite</a> online del 61% nel primo quarto del 2011, totalizzando un fatturato di 104 milioni di sterline dal sito web solo in quel periodo.</p>
<p>Anche <a href="http://nordstrom.com/" rel="nofollow">Nordstrom</a> ha puntato a un sito completamente ottimizzato per il mobile (visibile <a href="http://m.nordstrom.com/" rel="nofollow">qui</a>), in cui lo shop è perfettamente integrato e accessibile: i <a href="http://www.internetretailer.com/2011/05/19/nordstrom-revamps-its-m-commerce-site-june-debut" rel="nofollow">705 milioni</a> di dollari di vendite, realizzati nel 2010 via ecommerce, devono aver aiutato l&#8217;azienda nel percepire il mobile commerce come una priorità.</p>
<p>Un <a href="http://blog.xenesys.it/enterprise-applications/best-practice-nel-mobile-commerce-soddisfare-il-consumatore-con-contenuti-e-usabilita/" rel="nofollow">esempio italiano</a> è lo store di<strong> </strong>Salvatore Ferragamo (<a href="http://www.ferragamo.com/" rel="nofollow">http://www.ferragamo.com</a>), visibile da browser e realizzato in Flash, ma raggiungibile da iPad con un&#8217;interfaccia completamente diversa in<strong> </strong>HTML5. Poco prima dell&#8217;adozione della soluzione da parte di Ferragamo, un’analisi effettuata sugli ads del NY Times ha mostrato che una parte consistente della clientela interessata all’acquisto vi rinunciava poiché non atterrava su un sito ottimizzato per l’acquisto da iPhone.</p>
<h2 id="SocialmediaeFashionnel2011-2socialcommerce">2. Social commerce</h2>
<p>Se è vero che lo shopping è sempre stato un&#8217;esperienza sociale, è evidente che ricostruire le dinamiche di gruppo (la scelta comune, il confronto, la condivisione) all&#8217;interno dello shopping online diventa sempre più importante: la componente &#8220;social&#8221; è, probabilmente, ciè che può avvicinare ancora di più l&#8217;e-commerce a un&#8217;esperienza di acquisto offline.</p>
<p>Tra i primi a capirlo, Levi&#8217;s ha integrato completamente Facebook all&#8217;interno del proprio &#8220;Levis Friends Store&#8221;, già nel 2010.</p>
<p>Questo rende possibili due nuove feature: possiamo vedere quali sono i jeans che hanno ricevuto più &#8220;like&#8221;, per decidere di comprare quelli più popolari, o di scartarli. E la seconda, più importante: l&#8217;ecommerce ci dice su quali modelli i nostri amici hanno schiacciato &#8220;like&#8221;. Non solo ricostruisce le dinamiche sociali presenti offline: le potenzia, aggiungendo delle informazioni in più. &#8220;Levis Friends Store&#8221; è stato certamente un progetto apripista in questa direzione.</p>
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<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/the-levis-friends-store/" rel="attachment wp-att-1506"><img class="alignnone  wp-image-1506" title="The Levis Friends Store" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/The-Levis-Friends-Store-1024x616.jpg" alt="" width="512" height="308" /></a></p>
<p>Mi sembra molto interessante il caso di Gilt Group, una piattaforma di flash sales con più di tre milioni di utenti: il sito vende dei quantitativi limitati di prodotto per un periodo estremamente breve (36 ore, ad esempio). Gilt Group sostiene di essere un servizio &#8220;sociale&#8221;: ottiene nuovi iscritti grazie a un efficiente sistema di referral e ha un pulsante &#8220;like&#8221; e &#8220;tweet&#8221; su ogni prodotto. Ma non solo: sulla pagina Facebook di Gilt Group è possibile trovare sconti (daily deals), un sistema per gli acquisti di gruppo e una piattaforma di Facebook Commerce.</p>
<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/gilt-groupe/" rel="attachment wp-att-1507"><img class="alignnone  wp-image-1507" title="Gilt Groupe" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/Gilt-Groupe-1024x633.jpg" alt="" width="512" height="316" /></a></p>
<p>Se Levis e Gilt ricostruiscono le dinamiche sociali, Bonobos aggiunge all&#8217;ecommerce delle dinamiche di gioco: a novembre 2011 Bonobos &#8220;nasconde&#8221; delle immagini sul blog notcot, partner dell&#8217;iniziativa. Chi trova le immaginette Bonobos, &#8220;vince&#8221; 25$ in shopping e la spedizione gratuita. Bonobos, parlando della componente di gamification che applica al proprio ecommerce, dice: &#8220;È importante che sia social, non che sia commerciale&#8221;. La campagna si rivolge a un target maschile, che è interessato a interagire e a divertirsi, più che a parlare di moda.</p>
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<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/bonobos/" rel="attachment wp-att-1508"><img class="alignnone  wp-image-1508" title="bonobos" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/bonobos.jpeg" alt="" width="540" height="410" /></a></p>
<p>Con un&#8217;idea simile, ma al femminile, Shoedazzle aiuta le proprie utenti a scegliere le scarpe attraverso un quiz.</p>
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<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/shoedazzle-fashion-survey-styles-style-personalized/" rel="attachment wp-att-1509"><img class="alignnone  wp-image-1509" title="ShoeDazzle - Fashion Survey - Styles Style. Personalized" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/ShoeDazzle-Fashion-Survey-Styles-Style.-Personalized.jpeg" alt="" width="814" height="535" /></a></p>
<p>Gilt e Shoedazzle non sono gli unici sistemi a integrare social network e gamification in uno store online: Shopwityourfriends è un marketplace che si basa interamente su queste dinamiche, e implica una serie di achievements per incentivare comportamenti differenti.</p>
<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/ale-fatbombers-shopwithyourfriends/" rel="attachment wp-att-1510"><img class="alignnone size-full wp-image-1510" title="Ale Fatbombers - Shopwithyourfriends" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/Ale-Fatbombers-Shopwithyourfriends.jpeg" alt="" width="626" height="186" /></a></p>
<p>Gli utenti (si rivolge a un pubblico principalmente femminile) possono collegarsi via facebook e ottenere punti per ogni &#8220;azione&#8221; social: condividere un prodotto, lasciare un commento, invitare un amico. Bluefly (un altro ecommerce fashion) cerca di ottenere qualcosa di simile tramite una partnership con Badgeville: ogni volta che l&#8217;utente compie un&#8217;azione notevole (per esempio, guarda un video) il sito lo ricompensa con un reward.</p>
<p>L&#8217;ultimo step della socializzazione è quello che passa dalle attività &#8220;in real life&#8221;: campagne come Diesel Cam (2010), che permettono al cliente della marca di jeans di pubblicare una foto del proprio fondoschiena su Facebook, oppure siti / applicazioni come Go Try It On, che permettono alle persone di chiedere un parere sul proprio abbigliamento, prima di uscire, a tutto internet.</p>
<h2> 3. Geolocal</h2>
<p>I servizi di geolocalizzazione sono un trend che ha preso sicuramente piede nel corso del 2011, fino a diventare una consuetudine integrata con gli altri servizi e quasi invisibile (vedi Twitter, che posiziona praticamente tutti i tweet nello spazio, senza chiederlo all&#8217;utente).</p>
<p>Foursquare è stato sicuramente il player dominante per tutto l&#8217;anno, anche se iniziano a vedersi i primi segnali di flessione: il <a href="http://woorkup.com/2011/11/06/foursquare-perde-utenti-in-italia-e-nel-mondo/" rel="nofollow">numero di utenti</a> del servizio di Dennis Crowley sarebbe infatti in stallo.</p>
<p>Come viene utilizzato dai brand? Sicuramente la feature più utilizzata è la possibilità di avere una branded page, con la lista delle venue suggerite dall&#8217;azienda e con una lista di suggerimenti. Vuoi conoscere la farmacia preferita di <a href="https://it.foursquare.com/louisvuitton_hq/list/louis-vuitton-milan" rel="nofollow">Louis Vitton</a> a Milano? Conoscere gli hotel più romantici di New York con <a href="https://it.foursquare.com/victoriassecret" rel="nofollow">Victoria&#8217;s Secret</a>? Adidas, per esempio, lascia suggerimenti come questo: &#8220;If you are not driving a car, ask for a Negroni, the big one&#8221;.</p>
<ul>
<li>Louis Vitton <a href="https://it.foursquare.com/louisvuitton_hq" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/louisvuitton_hq</a> 172,013</li>
<li>Victoria&#8217;s secret <a href="https://it.foursquare.com/victoriassecret" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/victoriassecret</a>  79,516</li>
<li>Puma <a href="https://it.foursquare.com/puma" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/puma</a> 72,309</li>
<li>Marc Jacobs <a href="https://it.foursquare.com/marcjacobsintl" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/marcjacobsintl</a> 66,719</li>
<li>Gucci <a href="https://it.foursquare.com/gucci" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/gucci</a> 50,946</li>
<li>H&amp;M <a href="https://it.foursquare.com/hmusa" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/hmusa</a> 49,393</li>
<li>Adidas Originals su Foursquare <a href="https://it.foursquare.com/adi_originals" rel="nofollow">https://it.foursquare.com/adi_originals</a> 12,492</li>
</ul>
<p>Il passo immediatamente successivo è l&#8217;integrazione di foursquare con gli altri social network: un esempio è il <a href="http://www.facebook.com/DolceGabbana?sk=app_133389280064739" rel="nofollow">widget di Dolce &amp; Gabbana su Facebook</a>.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.foursquareitalia.org/wp-content/uploads/2011/02/shopper.jpg" alt="" width="300" height="452" />L&#8217;onnipresente Luisa Via Roma è anche su <a href="http://gowalla.com/spots/7497818?ref=atw" rel="nofollow">Gowalla</a>: si tratta di una scelta interessante. È importante presidiare anche i canali di nicchia? Se sì, quando?</p>
<p>Un caso interessante è sicuramente quello di <a href="http://www.foursquareitalia.org/2011/02/24/foursquare-e-il-mondo-della-moda-liniziativa-di-fratelli-rossetti/">Fratelli Rossetti</a>: durante la Fashion Week di Milano, la boutique di Via Montenapoleone ha regalato una borsa speciale, solo ed esclusivamente a chi faceva check-in con Foursquare.</p>
<h2></h2>
<h2> 4. Digital Advertising, branded content e social network</h2>
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<p>Sui social network l’interesse degli utenti non è più rivolto solamente ai grandi riferimenti di stilisti e influencer come <a href="https://twitter.com/#%21/sartorialist" rel="nofollow">Scott Schuman</a>, <a href="https://twitter.com/#%21/francasozzani" rel="nofollow">Franca Sozzani</a>, <a href="https://twitter.com/#%21/stefanogabbana" rel="nofollow">Stefano Gabbana</a> e le grandi maison. La fruizione dei social network integra l’esperienza di acquisto del prodotto, il desiderio di esperienze esclusive legate al marchio (da sempre legato al settore moda) e le informazioni legate al prodotto. Le categorie di riferimento del settore moda sui social media si allargano a magazine di settore, community di nicchia e fashion blogger.</p>
<p>Un traguardo numerico come il <a href="http://www.facebook.com/burberry" rel="nofollow">10 milioni di fan su Facebook per la pagina di Burberry</a> rende chiaro come comunicare uno storytelling di valore diventi il punto più importante e un corretto uso dei canali preveda la declinazione a 360° della comunicazione online.</p>
<p>La sola pubblicazione di contenuti non è più sufficiente e nel 2011 una delle grandi tendenze è stata la gestione di branded content di tipo editoriale: il blog con la comunicazione delle novità interne non è più uno strumento sufficiente. Dolce &amp; Gabbana aveva guardato avanti con la creazione di <a href="http://www.swide.com/luxury-magazine/" rel="nofollow">Swide</a>, un luxury magazine e ha integrato poi tutti i profili social personali e official <a title="Dolce &amp; Gabbana" href="http://www.dolcegabbana.it/" target="_blank">nel sito principale</a>.</p>
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<div><img title="dolcegabbana.png" src="https://gummyind.atlassian.net/wiki/download/attachments/589847/dolcegabbana.png?version=1&amp;modificationDate=1325234240380" alt="" width="500" data-image-src="/wiki/download/attachments/589847/dolcegabbana.png?version=1&amp;modificationDate=1325234240380" /></div>
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<p>L&#8217;idea di ampliare l&#8217;approccio ai social media con contenuto che crei un mondo attorno al marchio si trova anche nel sito di <a href="http://55dsl.com/" rel="nofollow">55dsl</a>, nello spirito <a href="http://www.lacoste.com/live/ita/home" rel="nofollow">Lacoste Live</a> o nella recente applicazione per iPhone <a href="http://itunes.apple.com/us/app/amble-with-louis-vuitton/id415902307?mt=8" rel="nofollow">Amble with Louis Vuitton</a>.</p>
<p>Frai casi italiani la nascita del <a href="http://www.oviesse.com/blog" rel="nofollow">blog di OVS Industries</a> con i consigli di stile o la campagna di <a href="http://www.maggiejeans.com/" rel="nofollow">Maggie Jeans</a> per la ricerca di una ghost blogger da dedicare al progetto di contenuti.</p>
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<div><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/55dsl-content/" rel="attachment wp-att-1498"><img class="alignnone size-large wp-image-1498" title="55dsl-content" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/55dsl-content-1024x579.png" alt="" width="640" height="361" /></a></div>
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<p>Le migliori campagne di advertising create durante l’anno hanno volutamente coinvolto in più fasi il pubblico orientando l&#8217;uso di Facebook come luogo adatto alla gestione di contenuti e di pricing esclusivi &#8211; come l&#8217;attività sulla pagina di <a href="http://www.facebook.com/urbanoutfitters?sk=app_185801451504490" rel="nofollow">Urban Outfitters</a> e i “Wrap of the month” in esclusiva di <a href="http://www.facebook.com/dvf?sk=app_172023929526698" rel="nofollow">Diane Von Furstenberg</a>.</p>
<div><img title="dvf.png" src="https://gummyind.atlassian.net/wiki/download/attachments/589847/dvf.png?version=1&amp;modificationDate=1325234710444" alt="" data-image-src="/wiki/download/attachments/589847/dvf.png?version=1&amp;modificationDate=1325234710444" /></div>
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<p>Spinte dai numeri di un’ampia user base raggiungibile la scelta di contest destinati alla creazione di contenuto user generated come la recente campagna di Moncler su Facebook e Twitter <a href="http://www.oknowyoutakeyourpicture.com/" rel="nofollow">OkNowYouTakeYourPicture</a>, integrata poco e male con i social network, che ha prodotto un passaparola superficiale di immagini per la campagna SS2012 e il passaparola è stato spinto su Twitter con l’hashtag #oknowyoutakeyourpicture raggiungendo quasi a livelli di spam.</p>
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<div><img title="moncler.png" src="https://gummyind.atlassian.net/wiki/download/attachments/589847/moncler.png?version=1&amp;modificationDate=1325237551081" alt="" width="500" data-image-src="/wiki/download/attachments/589847/moncler.png?version=1&amp;modificationDate=1325237551081" /></div>
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<p>Dolce &amp; Gabbana ha indetto una <a href="http://www.facebook.com/DolceGabbana?sk=app_154859234592344" rel="nofollow">selezione tramite Facebook</a> del protagonista di uno dei prossimi music video clip e GoldenPoint ha organizzato un contest <a href="http://www.facebook.com/goldenpointonline" rel="nofollow">solo su Facebook</a> per la creazione di un proprio oufit.</p>
<p>Fra le campagne digital degne di nota sicuramente <a href="http://www.diesel.com/island" rel="nofollow">Diesel Island</a> che ha proseguito sui passi della <a href="http://www.diesel.com/be-stupid/" rel="nofollow">Official Be Stupid Philosophy</a> con display a tappeto, la creazione di contenuti esclusivi online su YouTube, un’applicazione su Facebook che ha portato il tanto atteso <a title="Diesel Dislike" href="http://apps.facebook.com/dislikesn/?ref=ts" target="_blank">bottone di Dislike</a> e riscosso enorme successo e l’organizzazione di eventi in tutto il mondo e gestione della comunicazione degli stessi.</p>
<p>Le pagine Facebook di brand che hanno mantenuto attività di partecipazione e condivisione con gli amici e collegamenti ai prodotti al loro interno riscuotono molto più successo di quelle che si limitano all’uso di Facebook come canale di newsgiving e aggiornamento.</p>
<p>Fra gli esempi più noti <a href="http://www.facebook.com/tommyhilfiger" rel="nofollow">Tommy Hilfiger </a>con l’applicazione di augmented reality The Preppy Point of View che permette di provare virtualmente alcuni modelli della nuova linea eyewear e attualmente dei contenuti ad hoc sulla campagna Preppy Holiday. Allo stesso modo <a href="http://www.facebook.com/Lacoste" rel="nofollow">Lacoste</a> ha diverse applicazioni attive fra cui MyCroc e Croc Moods per reintepretare il marchio con l’aspetto divertente del coccodrillo mascotte del brand, oltre allo store e a una collaborazione speciale con Lookbook.nu</p>
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<div><img title="lacostelookbook.ong.png" src="https://gummyind.atlassian.net/wiki/download/attachments/589847/lacostelookbook.ong.png?version=1&amp;modificationDate=1325237204752" alt="" data-image-src="/wiki/download/attachments/589847/lacostelookbook.ong.png?version=1&amp;modificationDate=1325237204752" /></div>
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<div><img title="tommyfacebook.png" src="https://gummyind.atlassian.net/wiki/download/attachments/589847/tommyfacebook.png?version=1&amp;modificationDate=1325237244595" alt="" width="500" data-image-src="/wiki/download/attachments/589847/tommyfacebook.png?version=1&amp;modificationDate=1325237244595" /></div>
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<p>Le community di nicchia che danno la possibilità di condividere outfit e all’interno e sui propri principali profili social hanno iniziato finalmente a vedere i brand affacciarsi a questo mondo. Oltre a Lacoste anche <a href="http://lookbook.nu/contests" rel="nofollow">Mango ha recentemente collaborato con Lookbook.nu.</a> <a title="Chicisimo" href="http://chicisimo.es/" rel="nofollow" target="_blank">Chicisimo</a> per esempio è una realtà recente che vanta già diverse collaborazioni come Zara, Bershka, Stradivarius e Guess. Fra le caratteristiche anche una lieve tendenza alla gamification con la presenza di badge legati a marchi o al feedback ricevuto.</p>
<p>Altri esempi sono <a href="http://www.chictopia.com/" rel="nofollow">Chictopia</a>, community attiva dal 2008 con un sistema di reward a punteggio legato anche alla possibilità di convertire i punti in acquisti e <a href="http://www.stylepage.com/" rel="nofollow">StylePage</a> network diretto a disegner e creativi che integra per primo anche un sistema di monitoring più avanzato per visualizzare l’andamento degli stili creati.  I brand hanno imparato a raccogliere le informazioni presenti in network come <a href="http://www.polyvore.com/" rel="nofollow">Polyvore</a> e <a href="http://www.fashiolista.com/" rel="nofollow">Fashiolista</a> come Victoria’s Secret che ha gestito e integrato un <a href="http://www.facebook.com/victoriassecret?sk=app_131434943568989" rel="nofollow">contest su Polyvore</a> dalla pagina Facebook.</p>
<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/chicisimo-flower-power/" rel="attachment wp-att-1500"><img class="alignnone size-medium wp-image-1500" title="chicisimo flower power" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/chicisimo-flower-power-192x300.png" alt="" width="192" height="300" /></a></p>
<p>I problemi emergono però nella gestione del feedback negativo. Ha fatto scalpore nella prima metà del 2011 <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/04/13/patrizia-pepe-quando-la-brand-reputation-passa-per-una-foto-su-facebook/" rel="nofollow">il caso Patrizia Pepe</a> che ha dimostrato come manchino le basi della gestione dei fan online. La ricaduta sulla presenza online del marchio è stata immediata a causa di un attacco immotivato ai fan da parte di chi gestiva la pagina e una mancanza di apertura alla discussione e di atteggiamento propositivo. La gestione della comunicazione è poi stata demandata al blog <a href="http://inside.patriziapepe.com/it/2011/patrizia-pepe-la-crisi-social-media-diventa-open/" rel="nofollow">dove potete trovare</a> anche i dati numerici e gli effetti della crisi.</p>
<p>I casi di chiusura nei confronti di feedback negativo su Facebook non sono rari &#8211; ricordiamo anche <a href="http://mashable.com/2011/07/06/versace-facebook-protest/" rel="nofollow">la chiusura dei commenti in bacheca di Versace</a> in seguito agli attacchi contro l’uso del trattamento di sabbiatura dei jeans &#8211; ma spesso si tratta di capire quanto lo staff dedicato alla pagina Facebook sia tentato a permettere la pubblicazione solo dei feedback positivi e lasciare nascosti quelli negativi ad esempio.</p>
<p>Uno dei grossi punti non risolti invece è la customer care. Gli esempi positivi di Yoox, Asos e Threadless nel retail e vendita online lasciano spazio ancora a errori come il caso di LuisaViaRoma che ha investito parecchio nell’ultimo anno in digital pr, eventi e comunicazione di brand ma grazie ai commenti in questo <a href="http://www.guiasoncini.com/2011/11/29/luisaviaroma-usato-che-sei-sicura-di-pagare-come-fosse-nuovo/" rel="nofollow">post di lamentele di Guia Soncini</a> sembra che abbia dimenticato qualche regola base.</p>
<p>Uno degli aspetti positivi è l’interpretazione dell’uso di Twitter come strumento di interazione in real time. La conferma negli appuntamenti della New York Fashion Week #NYFW e Milano Fashion Week #MFW e per la Vogue Fashion Night Out #VFNO e #VFNOJP. Per primo quest&#8217;anno proprio il<a href="http://blog.twitter.com/2011/09/discover-fashion-at-nyfw.html" rel="nofollow"> blog di Twitter</a> a dare una lista di consigli per seguire eventi, giornalisti e update direttamente dalla sfilate. Gli aggiornamenti da backstage tramite immagini e Twitter hanno quindi contribuito ad aprire le passerelle anche ai non addetti ai lavori grazie al feedback positivo di interesse sempre crescente per il mondo della moda.</p>
<p>L&#8217;uso dell&#8217;hashtag in modo funzionale è stato anche applicato con la creazione del <a title="versaceforhm" href="http://versaceforhm.com/" target="_blank">contest #versaceforhm</a> in occasione della collezione creata in una versione low cost come collaborazione fra i due marchi. A risolvere parzialmente i disagi dell&#8217;anno precedente con la collezione Lanvin for H&amp;M, il contest su Twitter ha scelto alcuni vincitori che hanno avuto il posto in prima fila all&#8217;apertura dei negozi e il passaparola sul network è servito come informazione sullo stato di vendita dei capi (che sono andati ovviamente a ruba).</p>
<p>Anche se in Italia è uno strumento meno famoso, ha avuto una forte rilevanza anche Tumblr per gli aggiornamenti in diretta. In particolare ricordo la <a href="http://fashionista.com/2011/08/exclusive-wanna-know-who-tumblr-is-sending-to-nyfw-this-season-heres-a-sneak-peek-at-who-made-the-cut/2/" rel="nofollow">selezione di blogger presenti su Tumblr</a> per la preview delle sfilate e l’utilizzo dello strumento da parte di due delle voci più individuali di brand come <a href="http://oscarprgirl.tumblr.com/" rel="nofollow">la pr girl di <strong>Oscar De La Renta</strong></a> e la <a href="http://dknyprgirl.tumblr.com/" rel="nofollow"><strong>dkny</strong> pr girl </a>dal desk di Donna Karan.</p>
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<div>L’adozione di Instagram da parte degli utenti di Twitter ha predisposto l’integrazione istantanea dello strumento anche nel settore moda, da parte di influencer e fashion blogger e anche da parte dei brand.<br />
Oltre alla creazione dei profili all’interno del network di Instagram ci sono casi interessanti di integrazione con Facebook, <a href="http://www.facebook.com/ASOS?sk=app_177902628941207" rel="nofollow">come nel caso di Asos</a> , di utilizzo come fonte di raccolta immagini da parte di Donna Moderna <a href="http://www.donnamoderna.com/bellezza/trucco/instaglam-sfilate-donnamoderna" rel="nofollow">con la creazione di Instaglam</a> durante le sfilate alla Milano Fashion Week e di integrazione come contenuto media nella campagna <a title="#marcfam " href="http://marcfam.marcjacobs.com/?utm_source=mjintl&amp;utm_medium=socialmedia&amp;utm_content=mj&amp;utm_campaign=marcfam" target="_blank">#marcfam per Marc Jacobs</a> che prevede l&#8217;aggregazione di contenuti su un apposita gallery online.</div>
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<p><a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/burberry_insta_1/" rel="attachment wp-att-1501"><img class="alignnone size-medium wp-image-1501" title="burberry_insta_1" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/burberry_insta_1-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a> <a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/gucci_insta/" rel="attachment wp-att-1502"><img class="alignnone size-medium wp-image-1502" title="gucci_insta" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/gucci_insta-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a> <a href="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/kate_insta/" rel="attachment wp-att-1503"><img class="alignnone size-medium wp-image-1503" title="kate_insta" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/12/kate_insta-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
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<p>Nella costruzione dello storytelling di un marchio emergono un paio di punti interrogativi. Il primo è la perdita di importanza delle campagn di advertising video e sulla carta stampata, il che ha avuto come consguenza la necessità di ripensare a un canale come YouTube.</p>
<p>La creazione di un contenuto virale perde di efficacia se non è inserito in un’azione più ampia. Una campagna ben riuscita come quella di <a title="Lanvin" href="http://www.youtube.com/watch?v=7KyG0xKTDJs&amp;list=PLE163979543DB4BA7&amp;index=4&amp;feature=plcp" target="_blank">Lanvin per la FW11-12</a> o l’idea dei <a title="Converse" href="http://www.youtube.com/user/converse?feature=watch#p/u/0/7O25BTKKdYk " target="_blank">video virali natalizi di Converse</a> hanno chiaramente un inserimento diverso all’interno dello storytelling complessivo se confrontati ad esempio con le performance della campagna <a title="Burberry Acoustic" href="http://www.youtube.com/watch?v=0kUc3HDj-Cs&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Burberry Acoustic</a>.</p>
<p>Il secondo interrogativo è la predominanza e l’utilità che hanno avuto i fashion blogger nella costruzione dello storytelling per i marchi del settore moda e la scelta fatta, forse in molti casi, per sfruttare l’ondata di seguito che hanno questi influencer senza analizzare il peso e la qualità dei contenuti che vengono pubblicati.</p>
<p>Con The Sartorialist l’accento era fortemente orientato al concetto di street style e trend setting. Le collaborazioni spesso forzate fra marchio e blogger stanno facendo girare l’ago della bilancia verso l’idea di testimonial, un concetto molto distante dal mondo social.</p>
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						data-text="Social media e fashion nel 2011 via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/12/social-media-e-fashion-nel-2011/" 
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		<title>RE: Workshop Idee per l’Innovazione dell’Impresa Sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 22:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[impresa sociale]]></category>
		<category><![CDATA[socialmedia]]></category>
		<category><![CDATA[unibs]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina sono stato invitato dall&#8217;università di Brescia a un workshop sulle imprese sociali. Nel mio breve intervento ho cercato di fare un punto della situazione sulle possibilità offerta dai social media a questa tipologia d&#8217;impresa. Sono molto contento di &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/11/workshop-idee-per-l%e2%80%99innovazione-dell%e2%80%99impresa-sociale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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						data-text="RE: Workshop Idee per l’Innovazione dell’Impresa Sociale via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/11/workshop-idee-per-l%e2%80%99innovazione-dell%e2%80%99impresa-sociale/" 
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		<div style="clear:both;"></div><p>Questa mattina sono stato invitato dall&#8217;università di Brescia a un workshop sulle imprese sociali. Nel mio breve intervento ho cercato di fare un punto della situazione sulle possibilità offerta dai social media a questa tipologia d&#8217;impresa.</p>
<p>Sono molto contento di aver avuto questa occasione: mi ha dato spunto per ragionare su un modello d&#8217;impresa differente da quella che solitamente incontro; un&#8217;impresa che non ha <strong>il profitto</strong> come fine principale.</p>
<p>Questa condizione trasposta sulle strategie di marketing e comunicazione cambia molte delle più classiche regole del gioco: prima su tutte <strong>allarga l&#8217;insieme degli interlocutori primari</strong>, nel sociale, come è ovvio pensare, spesso <strong>il cliente non coincide con il beneficiario del servizio</strong> (o prodotto).</p>
<p>Tutto questo, in termini di  marketing, significa pensare a diversi target, diversi messaggi e scegliere i giusti canali di comunicazione.</p>
<p>Così anche lo <strong>storytelling</strong> aziendale, spesso poco considerato dalle imprese di capitale, nel sociale ha un&#8217;importanza maggiore e non trascurabile<strong>: aiuta</strong> a raggiungere un<strong> trust</strong> più ampio, utile alle attività di <strong>foundraising</strong> e alla creazione di <strong>forti community</strong> vicine all&#8217;impresa.</p>
<p>A caccia di qualche buona case history ho analizzato i casi di <a href="http://www.thepeoplessupermarket.org/">http://www.thepeoplessupermarket.org/</a> e <a href="http://www.altromercato.it/it">http://www.altromercato.it/it</a> .</p>
<p>Quella che segue è la <a href="http://storify.com/betone/idee-per-l-innovazione-dell-impresa-sociale-1">&#8220;Twitter-storia&#8221; </a>della giornata di oggi, <a href="http://www.slideshare.net/UnclePear/imprese-sociali-10257525">all&#8217;interno anche la mia presentazione</a>.</p>
<p>Grazie a <a href="http://twitter.com/#!/ginotocchetti">@ginotocchetti</a> e a <a href="http://twitter.com/#!/alekone">@alekone</a> per gli ottimi tweet!</p>
<p><noscript><a href="http://storify.com/betone/idee-per-l-innovazione-dell-impresa-sociale-1" target="_blank">View the story &#8220;Idee per l’Innovazione dell’Impresa Sociale&#8221; on Storify</a>]</noscript></p>
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		<title>7 video Storytelling di chi ci mette la faccia</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2011/07/6-video-storytelling-di-chi-ci-mette-la-faccia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=6-video-storytelling-di-chi-ci-mette-la-faccia</link>
		<comments>http://www.virtualeco.org/2011/07/6-video-storytelling-di-chi-ci-mette-la-faccia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 23:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[b2c]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[cases history]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa scrivo nel mio blog? Come racconto la mia attività? Devo scrivere a mio nome? Sono tre delle domande più difficili a cui l&#8217;azienda, grande organizzazione o piccolo commerciante, deve rispondere. Spesso la risposta a questo domande è molto complessa: &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/07/6-video-storytelling-di-chi-ci-mette-la-faccia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<div style="clear:both;"></div><p><strong>Cosa scrivo nel mio blog? Come racconto la mia attività? Devo scrivere a mio nome?</strong> Sono tre delle domande più difficili a cui l&#8217;azienda, grande organizzazione o piccolo commerciante, deve rispondere.</p>
<p>Spesso la risposta a questo domande è molto complessa: si iniziano blogging plan, si cercano risorse, agency o ghostwirter, si stanzia un budget per qualche guest blogger, si programmano uscite e si cercano fonti.</p>
<p>Altre volte, <strong>rare</strong>, le persone si mettono davanti ad una camera e raccontano la propria storia, il proprio quotidiano, nel modo più <strong>semplice e naturale </strong>possibile. Trasmettono in qualche minuto tutta la loro passione ed esperienza. In poche parole, <strong>danno fiducia</strong> a noi, il consumatore.</p>
<p>Quella che segue è una piccola lista dei video che preferisco e che mi ricordano che prima di ogni strategia c&#8217;è il prodotto e prima del prodotto, c&#8217;è la persona. <strong>Ecco la lista di chi ci mette la faccia. </strong></p>
<h1> 1. Rocky &#8211; Il rè della vucciria </h1>
<p>Rocky fa panini con la milza<br />
<iframe width="600" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/yPhziAYJaNQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h1> 2. The Mast Brothers di The Scout</h1>
<p>I Fratelli Mast fanno cioccolatini<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/13664547?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="601" height="338" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://www.virtualeco.org/13664547">The Mast Brothers</a> from <a href="http://www.virtualeco.org/thescout">The Scout</a> on <a href="http://www.virtualeco.org/">Vimeo</a>.</p>
<h1> 3. Rekiem skateboard how to make a board di jeremy hugues</h1>
<p>Rekiem fa skateboard<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/17406810?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="601" height="338" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/17406810">Rekiem skateboard how to make a board</a> from <a href="http://vimeo.com/jeremyhugues">jeremy hugues</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h1> 4. Rockaway Taco, A Selby Film di the selby</h1>
<p>Rockaway Taco fa Taco<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/15293107?byline=0&amp;portrait=0&amp;color=a3d6ff" width="601" height="338" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/15293107">Rockaway Taco, A Selby Film</a> from <a href="http://vimeo.com/theselby">the selby</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h1> 5. The Archive di Sean Dunne</h1>
<p>Paul Mawhinney vendeva e collezionava dischi.<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/1546186?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="601" height="339" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/1546186">The Archive</a> from <a href="http://vimeo.com/seandunne">Sean Dunne</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h1> 6. Fabrication de bonbons à Berlin di philmotion productions </h1>
<p>Bonbon macherei fa caramelle<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/18053524" width="601" height="338" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/18053524">Fabrication de bonbons à Berlin</a> from <a href="http://vimeo.com/user626520">philmotion productions</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h1>7. Galco’s Soda Pop Stop </h1>
<p>John F. Nese vende bibite e birre<br />
<iframe width="601" height="342" src="http://www.youtube.com/embed/gPbh6Ru7VVM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Design Royale: il social learning con Facebook è possibile</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2011/07/design-royale-il-social-learning-con-facebook-e-possibile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=design-royale-il-social-learning-con-facebook-e-possibile</link>
		<comments>http://www.virtualeco.org/2011/07/design-royale-il-social-learning-con-facebook-e-possibile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design royale]]></category>
		<category><![CDATA[social learning]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.virtualeco.org/?p=1367</guid>
		<description><![CDATA[Il progetto Design Royale (una startup, a modo suo) nasce per dare una possibilità agli studenti di design di tutto il mondo, di frequentare un corso con dei designer italiani. Soddisfa un bisogno concreto: se sei un giovane studente di &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/07/design-royale-il-social-learning-con-facebook-e-possibile/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>Il progetto Design Royale (una startup, a modo suo) nasce per dare una possibilità agli studenti di design di tutto il mondo, di frequentare un corso con dei designer italiani.</p>
<p>Soddisfa un bisogno concreto: se sei un giovane studente di Bangkok, magari non hai i 3.000 euro che ti servono per venire in Italia e studiare a Milano. E se vuoi farlo, internet può essere l&#8217;unica soluzione.</p>
<p><a href="http://www.design-royale.com"><img class="alignnone size-full wp-image-1368" title="Design Royale - An on-line workshop, a party-in-progress, and a mind-boggling night of the Milan Design week. - Part 4" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/07/Design-Royale-An-on-line-workshop-a-party-in-progress-and-a-mind-boggling-night-of-the-Milan-Design-week.-Part-4.jpg" alt="" width="947" height="365" /></a></p>
<p>Sicuramente il web costituisce il supporto per la didattica in moltissimi casi e il Social Learning è ormai una realtà affermata e condivisa. Per coniugare la domanda e l&#8217;offerta di insegnamento, internazionale, usare il web è la prima cosa che ti viene in mente (soprattutto se sei <a href="http://twitter.com/alekone">me</a>, che lavoro con internet tutto il giorno, ma anche se sei <a href="http://twitter.com/stefi_idlab">Stefano Mirti</a>, ex direttore di NABA, un vulcano di idee vorace di novità).</p>
<p>[ho lavorato come supporto, soprattutto per la parte di social media, durante tutta l'evoluzione del progetto]</p>
<p>Il progetto <a href="http://www.design-royale.com">Design Royale</a>, però, si è posto (si pone) un obiettivo diverso e inedito: usare il web per insegnare il design e per trasmettere una conoscenza pratica e concreta, attraverso dei workshop completamente online.</p>
<p>Naturalmente esistono siti in cui si può imparare a fare delle &#8220;cose&#8221;: <a href="http://www.instructables.com/">Instructables</a> per esempio, il posto migliore dove cercare istruzioni pratiche online, per esempio &#8220;<a href="http://www.instructables.com/id/Ho-to-Spray-Paint-your-jeep-and-make-an-assault-ve/">Come colorare la tua jeep in modo che sembri un veicolo d&#8217;assalto</a>&#8220;. E altrettanto naturalmente esistono dei luoghi per apprendere conoscenze teoriche, online (innumerevoli, la <a href="http://www.parallel-school.com/">Parallel School of Design</a> è una).</p>
<p>Tuttavia, c&#8217;erano delle variabili che nessuno, imho, era ancora riuscito a produrre in ambiente online. O almeno, non tutte insieme &#8211; nè nel mondo del design.</p>
<ul>
<li>il rapporto insegnante-studente</li>
<li>le interazioni d&#8217;aula (pubbliche, tra il docente e gli studenti, ma soprattutto tra gli studenti), ivi inclusi commenti, complimenti e critiche</li>
<li>la circolazione di idee, riferimenti visivi, materiali</li>
<li>l&#8217;assegnazione (online) e lo svolgimento di task (concreti e offline)</li>
</ul>
<p><strong>Quindi, </strong><strong>(la prima edizione di) </strong><strong>Design Royale è il tentativo di condurre quattro workshop, sul design, con studenti internazionali, completamente online.</strong></p>
<p>In vista del salone del mobile 2011, i quattro docenti (<a href="http://design-royale.com/wp-content/uploads/2011/03/Sumo-Costume-new1.jpg">Elio Caccavale</a>, <a href="http://design-royale.com/wp-content/uploads/2011/03/Brief_Bentox_3_small1.jpg">Hagit Pincovici</a>, <a href="http://design-royale.com/wp-content/uploads/2011/03/hang_me_out_low2.jpg">Luca Poncellini</a> e <a href="http://design-royale.com/wp-content/uploads/2011/03/FCU_110320_MOBILE-VERSION.jpg">Antonio Scarponi</a>) hanno prodotto quattro brief.</p>
<p>Hanno chiesto agli studenti di fare cose, per me, assolutamente incredibili: realizzare una sumo suit, una bento-box originale, una struttura abitativa sospesa e un sistema <a href="http://www.klatmagazine.com/scarponi/tag/aquaponics/">aquaponico</a> (in cui fosse possibile coltivare un pasto completo al giorno, pesce e insalata).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1369" title="FCU_110320_MOBILE-VERSION" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/07/FCU_110320_MOBILE-VERSION.jpg" alt="" width="546" height="740" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di solito, sono totalmente indifferente alle scelte software: me ne infischio. Però, quando Stefano mi ha proposto di usare Facebook per condurre i workshop, mi sono opposto fermamente. Ho anche provato a parlarne sul gruppo <a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_167515993260315&amp;ap=1">FB Social Learning</a>, ma l&#8217;idea è stata accolta in modo tiepido, o addirittura contrastata.</p>
<p>Questo esperimento ha dimostrato che è assolutamente possibile organizzare dei workshop di design, basati interamente sui gruppi chiusi di Facebook, e che &#8211; anzi &#8211; la piattaforma si rivela molto funzionale.</p>
<p>Ecco alcuni vantaggi:</p>
<ul>
<li>Facebook è gratis</li>
<li>Tutti gli studenti conoscono Facebook e hanno confidenza con lo strumento</li>
<li>Non solo: passano su Facebook la maggior parte del tempo</li>
<li>È possibile condividere contenuti (video, foto, testi)</li>
<li>È possibile interagire molto facilmente con gli altri studenti e con i docenti</li>
<li>Il &#8220;Mi Piace&#8221; è un sistema di votazione semplice e immediato</li>
<li>La chat di gruppo è un sistema istantaneo per parlare con persone su fusi orari diversi</li>
</ul>
<p>I vantaggi hanno superato ampiamente i downside della piattaforma, che comunque ci sono. Eccoli:</p>
<ul>
<li>Alcuni docenti NON hanno confidenza con Facebook (ma, probabilmente, non ne avrebbero avuta neanche con altri sistemi)</li>
<li>Non è possibile ordinare i contenuti, nè taggarli (i gruppi di Facebook non sono fatti per questo)</li>
<li>Non è possibile avere aree veramente chiuse, nè a pagamento (e questo può essere un male, se si vogliono privilegiare dei gruppi ridotti di studenti)</li>
</ul>
<p>I workshop, della durata di una settimana, hanno funzionato decisamente bene. Docenti e studenti hanno interagito in modo efficace e i risultati prodotti sono stati di ottima qualità.</p>
<p>Ecco alcuni screenshot. Alcuni studenti di <a href="http://twitter.com/scarponio">Antonio Scarponi </a>presentano gli elaborati finali</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1374" title="Design Royale - Antonio Scarponi - fish&amp;crops unit-1" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/07/Design-Royale-Antonio-Scarponi-fishcrops-unit-1.jpg" alt="" width="503" height="612" /></p>
<p><a href="http://www.zeronitriti.com/ponce/">Luca Poncellini </a>commenta il prototipo di uno studente.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1373" title="Design Royale - Luca Poncellini - hang me out-1" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/07/Design-Royale-Luca-Poncellini-hang-me-out-1.jpg" alt="" width="956" height="776" /></p>
<p>Tutti gli elaborati prodotti nel corso dei workshop sono finiti in un grande evento, durante la Design Week 2011 a Milano.</p>
<p>In questo video Stefano Mirti (a 5&#8217;20&#8221;) spiega come è stato utilizzato Facebook per realizzare Design Royale.</p>
<p><a href="www.youtube.com/watch?v=oXyRaXRQsUw">www.youtube.com/watch?v=oXyRaXRQsUw</a></p>
<p><a href="www.youtube.com/watch?v=oXyRaXRQsUw"><br />
</a> Tutti i gruppi Facebook (ora aperti al pubblico) nei quali si sono tenuti i workshop sono ancora online.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_197692343597186&amp;ap=1">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_197692343597186&amp;ap=1</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_209254709087299&amp;ap=1">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_209254709087299&amp;ap=1</a></li>
<li><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_210241898988182&amp;ap=1">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_210241898988182&amp;ap=1</a></li>
<li><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_101716179913697&amp;ap=1">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_101716179913697&amp;ap=1</a></li>
</ul>
<p>Il progetto con più &#8220;Mi piace&#8221;, una bento box originale disegnata da <a href="http://design-royale.com/uncategorized/and-the-winner-is/">Pariphat Sinma</a>, è stato presentato sulla pagina Facebook pubblica di Design Royale e realizzato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1375" title="pariphat_sinma3" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/07/pariphat_sinma3.jpg" alt="" width="929" height="622" /></p>
<p>Design Royale è stato un gigantesco esperimento di collaborazione online: tra i risultati più interessanti, la prova del fatto che gli strumenti (come i gruppi chiusi su Facebook) possono essere utilizzati ben oltre la loro funzione originaria.</p>
<p>DR continua, per ora, su un <a href="http://inspire.design-royale.com/">blog </a>, oltre che sul <a href="http://design-royale.com/">sito</a>, sulla pagina <a href="http://www.facebook.com/pages/design-royale/128331540573927">FB</a> e su <a href="http://twitter.com/#!/d_royale">Twitter</a>. Ma non sono esclusi futuri sviluppi di quello che è, sicuramente, un modello di apprendimento funzionale.</p>
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						data-text="Design Royale: il social learning con Facebook è possibile via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/07/design-royale-il-social-learning-con-facebook-e-possibile/" 
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		<item>
		<title>Pane Web e Salame 2 &#8211; la grande abbuffata, ti sei già iscritto?</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2011/06/pane-web-e-salame-2-la-grande-abbuffata-ti-sei-gia-iscritto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pane-web-e-salame-2-la-grande-abbuffata-ti-sei-gia-iscritto</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 10:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[pwes2]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna pane web e salame, ad un anno esatto di disanza: sempre il 23 Giugno sempre al Castello Malvezzi, Brescia. Pane web e salame, per chi se lo fosse perso l&#8217;anno scorso, è una giornata dove imprenditori di PMI incontrano &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/06/pane-web-e-salame-2-la-grande-abbuffata-ti-sei-gia-iscritto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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						data-text="Pane Web e Salame 2 &#8211; la grande abbuffata, ti sei già iscritto? via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/06/pane-web-e-salame-2-la-grande-abbuffata-ti-sei-gia-iscritto/" 
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		<div style="clear:both;"></div><p><img alt="" src="https://evbdn.eventbrite.com/s3-s3/eventlogos/4245649/pwes2011magazinecorretto.pdf281pagina29.png" title="pwes2" class="alignnone" width="600" height="582" /></p>
<p>Torna <a href="http://panewebesalame.com/">pane web e salame</a>, ad <a href="http://www.virtualeco.org/tag/pwes/">un anno esatto di disanza</a>: sempre il 23 Giugno sempre al Castello Malvezzi, Brescia.</p>
<p>Pane web e salame, per chi se lo fosse perso l&#8217;anno scorso, è una giornata dove imprenditori di PMI incontrano altri imprenditori, esperti, docenti e studenti per discutere di social media e Business in modo semplice ed informale ma <strong>mai</strong> superficiale, anche perchè a pane web e salame piacciono i case history con numeri e statistiche!</p>
<p>L&#8217;anno scorso abbiamo avuto più di un centinaio di iscritti e più di una dozzina di talk, quest&#8217;anno cerchiamo di replicare e per quanto possibile di crescere un pò.</p>
<p>Qualche anticipazione, del tutto inedita:</p>
<ul>
<li>Quest&#8217;anno pwes2 avrà 2 track: <strong>business ed innovation</strong>. In una si racconteranno casi aziendali, nell&#8217;altra si parlerà di innovazione, ricerca e sviluppo con un taglio leggermente più tecnico.</li>
<li>Pwes2 ha raccolto il patrocinio di alcune istituzioni, il supporto dei quotidiani locali e anche quest&#8217;anno è reso possibile, solo ed unicamente, grazie all&#8217;aiuto di partner tecnici e sponsor.</li>
<li>I talk sono stati selezionati dopo un anno di presenze a conferenze e workshop, cercando di assicurare a tutti diversi punti di discussione, cerchiamo di parlare di social media senza mai dimenticarci l&#8217;impatto sul business.</li>
</ul>
<p>Per tutti, il modulo di iscrizioni è anche qua&#8230;</p>
<p><iframe  src="http://www.eventbrite.com/tickets-external?eid=1754889923&#038;ref=etckt" frameborder="0" height="256" width="100%" vspace="0" hspace="0" marginheight="5" marginwidth="5" scrolling="auto" allowtransparency="true"></iframe>
<div style="font-family:Helvetica, Arial; font-size:10px; padding:5px 0 5px; margin:2px; width:100%; text-align:left;" ><a style="color:#ddd; text-decoration:none;" target="_blank" href="http://www.eventbrite.com/features?ref=etckt" >Online event registration</a><span style="color:#ddd;" > for </span><a style="color:#ddd; text-decoration:none;" target="_blank" href="http://www.eventbrite.com/event/1754889923?ref=etckt" >Pane Web e Salame 2 &#8211; La grande Abbuffata!</a><span style="color:#ddd;" > powered by </span><a style="color:#ddd; text-decoration:none;" target="_blank" href="http://www.eventbrite.com?ref=etckt" >Eventbrite</a></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Come perdere 200 fan in 15 min &#8211; il nuovo caso Red Ronnie</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 21:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[redronnie]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo momento, la pagina ufficiale di Red Ronnie su facebook sta spammando con video &#8220;di archivio&#8221; a tutti i suoi fan. L&#8217;intento a quanto pare è perdere, sì perdere, fan il più in fretta possibile. Red Ronnie al centro &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/05/come-perdere-200-fan-in-15-min-il-nuovo-caso-di-red-ronnie/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>In questo momento, la pagina ufficiale di Red Ronnie su facebook sta spammando con video &#8220;di archivio&#8221; a tutti i suoi fan. L&#8217;intento a quanto pare è perdere, <strong>sì perdere</strong>, fan il più in fretta possibile.</p>
<p>Red Ronnie al centro di <a href="http://www.virtualeco.org/2011/05/social-media-polveriera-boom-boom-boom/">uno dei principali casi sui social media</a> legato alle elezioni amministrative di Milano, in pochissimi giorni è passato da <strong>4000 </strong>a <strong>24000 fan</strong>, raccogliendo qualcosa come <strong>80000 commenti negativi</strong> (o sarcastici) al giorno.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1258" href="http://www.virtualeco.org/2011/05/come-perdere-200-fan-in-15-min-il-nuovo-caso-di-red-ronnie/red-ronnie-_8000/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1258" title="Red Ronnie _8000" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/05/Red-Ronnie-_8000.png" alt="" width="621" height="452" /></a></p>
<p>Oggi, passate le elezioni amministrative, la pagina sembra essere impegnata in un&#8217;azione di &#8220;ritorno alla normalità&#8221; che per ora si è articolata in:</p>
<ol>
<li> chiusura della bacheca</li>
<li> moderazione di alcuni commenti</li>
<li> spamming di video</li>
</ol>
<p>La cosa a quanto pare sembra funzionare: in solo <strong>15 minuti</strong> la pagina dell&#8217;artista perde <strong>200 fan</strong>. Seguono alcuni screenshot presi di fretta, lo spamming è tuttora in atto.</p>
<p>Non credo di aver mai visto nulla del genere: è il primo caso di pagina che &#8220;allontana&#8221; i fan. Geniale, applausi!</p>
<h1>Inizio dell&#8217;attaco di video spam<br />
<img class="alignnone" title="inizio del video spam attack" src="https://img.skitch.com/20110531-x32wtqkcih2iw4rdnyp6n2gt2p.png" alt="" width="974" height="854" /></h1>
<h1>15 minuti dopo l&#8217;inizio<br />
<img class="alignnone" title="15 min dopo" src="https://img.skitch.com/20110531-cnxx74nwgeyc2he2ar2jm6iqay.png" alt="" width="646" height="559" /></h1>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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		<title>Social Business Forum, ci sono anch&#8217;io!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 19:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[socialbusiness]]></category>
		<category><![CDATA[talk]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano pochissimi giorni al Social Business Forum 2011, non dimenticate di appuntarvelo sul calendario: 8 Giugno a Milano. Non dimenticatevelo anche perchè, rullo di tamburi&#8230;,  il pomeriggio terrò uno piccolo talk anche io! L&#8217;idea è quella di presentare qualche slide &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/05/social-business-forum-ci-sono-anchio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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						data-text="Social Business Forum, ci sono anch&#8217;io! via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/05/social-business-forum-ci-sono-anchio/" 
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>Mancano pochissimi giorni al Social Business Forum 2011, non dimenticate di appuntarvelo sul calendario:<strong> 8 Giugno a Milano</strong>. Non dimenticatevelo anche perchè, <em>rullo di tamburi&#8230;</em>,  il pomeriggio terrò uno piccolo talk anche io!</p>
<p>L&#8217;idea è quella di presentare qualche slide sul tono di voce &#8211; <em>il tipo di discussione</em> &#8211; che i brand tengono con i loro fan/follower sui social media. Il titolo ufficiale è &#8220;<strong>Social CRM: la voce dell’azienda e la voce dell’utente&#8221;,</strong> appena pronte, le slide saranno online su <a href="http://www.slideshare.net/betone">slideshare</a>.<strong><br />
</strong></p>
<p><a title="virtualeco social business forum 2011" href="http://www.virtualeco.org/2011/05/social-business-forum-2011-ci-siamo/">Se vi siete persi il post precendente,</a> qui sotto, vi copio/incollo l&#8217;agenda dall&#8217;open conference. Qui invece l&#8217;<a href="http://www.socialbusinessforum.com/it/agenda-3/">agenda completa</a> della giornata.</p>
<p><a href="http://www.socialbusinessforum.com/it/agenda-3/"><img class="alignnone" title="Social business" src="https://img.skitch.com/20110531-nr16bu2npypcp36p6trsfew1dq.png" alt="" width="635" height="652" /></a></p>
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		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pesce grosso mangia pesce piccolo: Il caso studio di fuoridalforno.com  &#8211; aggiornato!</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2011/03/pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[unclepear]]></category>

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		<description><![CDATA[Mesi fa ero intento a segnalare ai ragazzi di ninjamarketing la nostra ultima campagna dal titolo &#8220;fuori dal forno: azzera il prezzo di lancio a suon di share e mi piace&#8221;. una campagna di lancio prodotti da forno fatta per &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2011/03/pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
				<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.virtualeco.org%2F2011%2F03%2Fpesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=100&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false&amp;height=27" 
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						data-text="Pesce grosso mangia pesce piccolo: Il caso studio di fuoridalforno.com  &#8211; aggiornato! via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2011/03/pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com/" 
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>Mesi fa ero <a href="http://www.unclepear.com/fuori-dal-forno">intento a segnalare</a> ai ragazzi di <a href="http://www.ninjamarketing.it/">ninjamarketing</a> la nostra ultima campagna dal titolo <a href="http://www.unclepear.com/fuori-dal-forno"><strong>&#8220;fuori dal forno: azzera il prezzo di lancio a suon di share e mi piace&#8221;</strong></a>. una campagna di lancio prodotti da forno fatta per uno store di una piccola PMI italiana che da due anni vive di social media e che abbiamo avuto il piacere di seguire fino a Dicembre 2010!</p>
<p><strong>L&#8217;idea è semplice. </strong></p>
<p>Lunedì presentiamo i nuovi biscotti (o torte) su Facebook e Twitter, venerdì i biscotti vanno online sullo store. In questi 5 giorni  puoi abbassare il prezzo di lancio premendo like o facendo share della pagina!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1160" href="http://www.virtualeco.org/2011/03/pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com/preview_allatte-2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1160" title="preview_allatte" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/03/preview_allatte1-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><a rel="attachment wp-att-1161" href="http://www.virtualeco.org/2011/03/pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com/preview_canestrelli/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1161" title="preview_canestrelli" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2011/03/preview_canestrelli-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p>Il progetto prende piede e lanciamo 6 o 7 prodotti: tra torte e biscotti. Le persone sembrano amare l&#8217;iniziativa ed in poco tempo portiamo la  pagina <a href="http://www.facebook.com/ilpanettone">facebook.com/ilpanettone</a> a diverse migliaia di fan.</p>
<p>Ecco le singole campagne chiuse:</p>
<ol>
<li><a href="http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/canestrelli">http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/canestrelli</a></li>
<li><a href="http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/torta-russa">http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/torta-russa</a></li>
<li><a href="http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/biscotti-al-latte">http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/biscotti-al-latte</a></li>
<li><a href="http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/torta-arancia-e-cioccolato">http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/torta-arancia-e-cioccolato</a></li>
<li><a href="http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/danesi">http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/danesi</a></li>
<li><a href="http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/ciambella-di-nonna-rachele">http://fuoridalforno.ilpanettone.com/it/ciambella-di-nonna-rachele</a></li>
<li>..</li>
</ol>
<p><strong>Momenti di terrore.</strong></p>
<p>Piccolo momento di terrore il giorno di lancio di fuoridalforno.com: il gigante Uniqlo lancia <a href="http://www.uniqlo.com/uk/luckycounter/index.html">lucky counter</a> : stesso meccanismo, ma su twitter!  &#8230;. <em>fiuuuu!! abbiamo avuto la stessa idea, fortunatamente lanciata nello stesso giorno e su social network diversi</em>; <em>Sani e salvi entrambe! </em></p>
<p><em><img class="alignnone" src="http://www.psfk.com/wp-content/uploads/2010/09/Screen-shot-2010-09-06-at-6.33.27-PM-525x316.png" alt="" width="525" height="316" /><br />
</em></p>
<p>PSFK racconta qua dell&#8217;e<a href="http://www.psfk.com/2010/09/uniqlos-lucky-counter-the-more-tweets-the-lower-the-price.html">sperienza di Uniqlo</a>, mentre se avete accesso all&#8217;area privata di PSFK e cercate <strong>&#8220;Web 2.0 strategies for an outstanding Italian bakery&#8221;</strong> trovate tutta la nostra esperienza riguardo &#8220;fuori dal forno&#8221;.</p>
<p><strong>Detto questo&#8230;</strong></p>
<p>Mi dispiace solo non essere riusciti ad interessare il primo punto di riferimento italiano legato a queste azioni: <a href="http://ninjamarketing.it/">ninjamarketing</a>, anche perchè l&#8217;idea ci sembrava bella e funzionante, così come la loro form di <a href="http://www.ninjamarketing.it/segnala-una-news/">segnalazione di news</a>!</p>
<p>A quanto pare però a distanza di tempo abbiamo comunque avuto la benedizione dei ninja, certo in maniera trasversale (..diciamo così!): alla fine anche ninja lab e viral beat sono stati interessati al medesimo meccanismo addiritura citando il post  <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/03/15/piu-ti-piace-meno-costa-terranova-lancia-lecommerce-su-facebook-viral/">Più ti piace, Meno costa! Terranova lancia l’ecommerce su Facebook</a> si legge che:</p>
<blockquote><p>Sembra incredibile, ma il principio della nuova campagna <strong>Terranova</strong>, i cui concept e direzione artistica sono stati curati da <strong><a href="http://www.ninjamarketing.it/adserver.php?u=http://www.ninjalab.it/it/homepage/" target="_blank">Ninja LAB</a></strong> e la diffusione da <a href="http://www.ninjamarketing.it/adserver.php?u=http://www.viralbeat.com/" target="_blank"><strong>ViralBeat</strong></a>, è proprio questo: sconti su ogni items che “Ti Piace”.</p></blockquote>
<p>Insomma complimenti ai due pesci grossi!</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/terranova2.jpg?99834" alt="" width="514" height="555" /></p>
<p><strong>Edit serale: </strong></p>
<p>LOL i pesci grossi sembrano in aumento, si direbbero squali date le dimensioni, ottima idea anche per Toyota (<a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2011/03/anche-toyota-fa-il-prezzo-social.html">blogpost</a>) con <a href="http://likemyride.com.au/">likemyride</a>, ma questi sono australiani non contano!</p>
<p><img class="alignnone" src="https://lh5.googleusercontent.com/-xmSKVdb7wIs/TXvK0-9W4AI/AAAAAAAABoc/EG7KCnp_9SY/s1600/toyota.jpg" alt="" width="455" height="271" /></p>
<p><a href="http://www.spelltheweb.it/">grazie a Bianca per tutte le segnalazioni!</a></p>
<p><strong>Edit Giugno 2011:</strong></p>
<p>I casi di <strong><em>social discount</em></strong> legati al tasto like aumentano: in questo articolo <a href="http://mashable.com/2011/06/03/snoop-dogg-facebook-likes/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+%28Mashable%29">Mashable</a> spiega la promozione  della linea profumi di Snoop Dogg.  Oltre lo stesso meccanismo, un altro particolare accomuna questa promozione alle altre citate sopra:</p>
<blockquote><p>A rep for <a href="http://www.dotbox.com/" target="_blank">dotbox</a>, the company behind the Facebook promotion, says she believes the “Likes” discount is an industry first.</p></blockquote>
<p><img class="alignnone" title="social discount" src="https://img.skitch.com/20110604-qxawdgjtc6u5qm3c17tbwm1r46.png" alt="" width="602" height="526" /></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
				<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.virtualeco.org%2F2011%2F03%2Fpesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=100&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false&amp;height=27" 
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				</div><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.virtualeco.org/2011/03/pesce-grosso-mangia-pesce-piccolo-il-caso-studio-di-fuoridalforno-com/" ></div>
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Seminario sul Social Business all&#8217;interno del corso &#8220;ICT e nuove forme di organizzazione&#8221;</title>
		<link>http://www.virtualeco.org/2010/10/seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione</link>
		<comments>http://www.virtualeco.org/2010/10/seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 17:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[ict]]></category>
		<category><![CDATA[socialbusiness]]></category>
		<category><![CDATA[socialmedia]]></category>
		<category><![CDATA[unibs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.virtualeco.org/?p=1121</guid>
		<description><![CDATA[Oggi alle 14.30 presso la facoltà di Economia, Università degli studi di Brescia, terrò un piccolo seminario dal titolo “Social Business – un nuovo modo di fare impresa&#8221; all&#8217;interno del corso &#8220;ICT e nuove forme di organizzazione&#8221;. Qui o nell&#8217;immagine &#8230; <a href="http://www.virtualeco.org/2010/10/seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;">
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					<div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.virtualeco.org/2010/10/seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione/" ></div>
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						data-text="Seminario sul Social Business all&#8217;interno del corso &#8220;ICT e nuove forme di organizzazione&#8221; via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2010/10/seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione/" 
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				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><p>Oggi alle 14.30 presso la facoltà di Economia, Università degli studi di Brescia, terrò un piccolo seminario dal titolo <strong>“Social Business – un nuovo modo di fare impresa&#8221;</strong> all&#8217;interno del corso &#8220;ICT e nuove forme di organizzazione&#8221;. <a href="http://www.unibs.it/on-line/eco/Home/Novita/articolo8241.html">Qui o nell&#8217;immagine</a> qualche informazione in più.</p>
<p><img class=" " src="http://img.skitch.com/20101024-ejgaa1e8qd9nsuymx1pdret2qf.jpg" alt="" width="650" height="411" /></p>
<p>Qualla che segue è la presentazione <a href="http://www.slideshare.net/betone/unibs-ictnuoveformeorganizzazione-flaminiosquazzoni/">hostata su slideshare</a>. L&#8217;intento dello speech è di spiegare cos&#8217;è il social business (o cosa sarà&#8230;) partendo dal racconto dei suoi elementi costitutivi: enterprise 2.0 e social media.</p>
<div id="__ss_5550786" style="width: 650px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Social Business - un nuovo modo di fare impresa" href="http://www.slideshare.net/betone/unibs-ictnuoveformeorganizzazione-flaminiosquazzoni">Social Business &#8211; un nuovo modo di fare impresa</a></strong><object id="__sse5550786" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="650" height="500" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=unibsictnuoveformeorganizzazioneflaminiosquazzoni-101025042719-phpapp01&amp;stripped_title=unibs-ictnuoveformeorganizzazione-flaminiosquazzoni&amp;userName=betone" /><param name="name" value="__sse5550786" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5550786" type="application/x-shockwave-flash" width="650" height="500" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=unibsictnuoveformeorganizzazioneflaminiosquazzoni-101025042719-phpapp01&amp;stripped_title=unibs-ictnuoveformeorganizzazione-flaminiosquazzoni&amp;userName=betone" name="__sse5550786" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/betone">Fabrizio Martire</a>.</div>
</div>
<p>Questi argomeni sono in continua evoluzione e fotografarne il dettaglio da presentare ad una classe universitaria non è facile: il rischio è quello di essere incompleti, per questo motivo in vista della presentazione ho preparato questa mappa mentale. Manca qualcosa?</p>
<p><strong>Enterprise 2.0</strong></p>
<div id="attachment_1128" class="wp-caption aligncenter" style="width: 505px"><a href="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/Enterprise-2.jpg"><img class="size-full wp-image-1128" title="Enterprise 2" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/Enterprise-2.jpg" alt="" width="495" height="382" /></a><p class="wp-caption-text">Enterprise 2 - Virtualeco.org</p></div>
<p><strong>Social Media</strong></p>
<div id="attachment_1129" class="wp-caption aligncenter" style="width: 708px"><a href="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/Social-Media.jpg"><img class="size-full wp-image-1129" title="Social Media" src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/Social-Media.jpg" alt="" width="698" height="540" /></a><p class="wp-caption-text">Social Media - Virtualeco.org</p></div>
<p><strong>Social Business</strong></p>
<div id="attachment_1130" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/Social-Business-Virtualeco.jpg"><img src="http://www.virtualeco.org/wp-content/uploads/2010/10/Social-Business-Virtualeco-1024x417.jpg" alt="" title="Social Business - Virtualeco" width="640" height="260" class="size-large wp-image-1130" /></a><p class="wp-caption-text">Social Business - Virtualeco.org</p></div>
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						data-text="Seminario sul Social Business all&#8217;interno del corso &#8220;ICT e nuove forme di organizzazione&#8221; via @betone" data-url="http://www.virtualeco.org/2010/10/seminario-sul-social-business-allinterno-del-corso-ict-e-nuove-forme-di-organizzazione/" 
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