Gioventu.it ( Italia.it parte seconda ? )

Oggi in pompa magna è stato lanciato il sito www.gioventu.it che dovrebbe essere (riprendendo un titolo apparso qua) “Gioventu.it: un portale per far parlare i giovani con le istituzioni”. Sempre oggi è stato lanciato anche Android 🙂 .

Date le parole: giovani, portale, istituzioni e parlare , che di per se già costituiscono un ossimoro, subito la mia paura è stata quella di non replicare la medesima pessima figura di Italia.it .

Effettivamente, in un certo senso, la brutta figura fatta in precedenza non si è replicata, esclusivamente per il fatto che www.gioventu.it è il sito di riferimento del ministero della gioventù e perciò d’interesse per lo più Italiano.

Tralasciando il lato estetico o peggio ancora dell’usabilità, su cui non mi esprimo, la domanda che subito mi sono posto nel vedere questa novità è: ma i giovani non dovrebbero essere i primi destinatari di questo sito? dov’è la community? il social, i video, le immagini o in altre parole l’apertura ai servizi 2.0 e dell’open web.  Come si può pensare di voler trovare un dialogo se  uno degli interlocutori sfrutta ancora una forma comunicativa (a portale) tipica più degli anni 90′ ?

Perchè in un mondo costellato da ottimi prodotti open e free, caratterizzato da l’uso massiccio di api , mash up e vastissime community di supporto e di utilizzatori, si è andato a prendere Umbraco (?) ?

Ma ancora più perchè non si è semplicemente copiato e incollato l’esempio di Puglia 2.0 , non si doveva nemmeno andare a scomodare il paragone con la più distante, gigantesca, campagna comunicativa di Obama ed il suo utilizzo della rete: twitter, facebook, myspace,blog, video, feed …. tutto.

…e-government? …giovani?

3 thoughts on “Gioventu.it ( Italia.it parte seconda ? )”

  1. Si tratta certamente di una “rottura” con i meccanismi consolidati della comunicazione istituzionale. D’altra parte, ci è stato dato di vivere in un’epoca di grandi difficoltà sotto tutti i punti di vista, sociali, affettivi, economici e culturali, e come si suol dire: “l’unione fa la forza”. Se non siamo capaci di solidarizzare trasversalmente alle idee di ognuno, se non siamo in grado di valorizzare il contributo di tutti, allora siamo destinati a venire sopraffatti da questo tempo vigliacco, come individui e come generazione. Per questo, abbiamo realizzato un sito aperto, vivace, una sorta di piazza virtuale dove sono affisse le informazioni istituzionali e dove è possibile scambiare liberamente opinioni e proposte.

    Cioè, siccome è possibile lasciare un commento a qualche articolo, secondo il ministro si tratterebbe di un “sito aperto” e “in grado di valorizzare il contributo di tutti”.
    R-I-D-I-C-O-L-A.

  2. tra l’altro i commenti vengono inviati e non pubblicati. Immagino ci sia una moderazione di fondo, ad oggi non sono riuscito a leggere nemmeno un commento scritto da altre persone.

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