Oggi in pompa magna è stato lanciato il sito www.gioventu.it che dovrebbe essere (riprendendo un titolo apparso qua) “Gioventu.it: un portale per far parlare i giovani con le istituzioni”. Sempre oggi è stato lanciato anche Android
.
Date le parole: giovani, portale, istituzioni e parlare , che di per se già costituiscono un ossimoro, subito la mia paura è stata quella di non replicare la medesima pessima figura di Italia.it .
Effettivamente, in un certo senso, la brutta figura fatta in precedenza non si è replicata, esclusivamente per il fatto che www.gioventu.it è il sito di riferimento del ministero della gioventù e perciò d’interesse per lo più Italiano.
Tralasciando il lato estetico o peggio ancora dell’usabilità, su cui non mi esprimo, la domanda che subito mi sono posto nel vedere questa novità è: ma i giovani non dovrebbero essere i primi destinatari di questo sito? dov’è la community? il social, i video, le immagini o in altre parole l’apertura ai servizi 2.0 e dell’open web. Come si può pensare di voler trovare un dialogo se uno degli interlocutori sfrutta ancora una forma comunicativa (a portale) tipica più degli anni 90′ ?
Perchè in un mondo costellato da ottimi prodotti open e free, caratterizzato da l’uso massiccio di api , mash up e vastissime community di supporto e di utilizzatori, si è andato a prendere Umbraco (?) ?
Ma ancora più perchè non si è semplicemente copiato e incollato l’esempio di Puglia 2.0 , non si doveva nemmeno andare a scomodare il paragone con la più distante, gigantesca, campagna comunicativa di Obama ed il suo utilizzo della rete: twitter, facebook, myspace,blog, video, feed …. tutto.
…e-government? …giovani?





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